Lunedì 18 Novembre 2019
   
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Musiche e scenografia impeccabili: è la "Cavalleria Rusticana". Foto

Noicattaro. Scena Cavalleria Rusticana front

 

Giovedì 10 Luglio, nel piazzale antistante la vecchia stazione, è andata in scena la prima dell’opera lirica “Cavalleria Rusticana”, serata poi replicata sabato 12 Luglio sempre nel suddetto luogo.

Il palco si illumina alle 21:30 quando la presentatrice, la prof.ssa Anna Vavalle, introduce la platea allo spettacolo. Accanto a lei sul palco, il sindaco Peppino Sozio - l’inventore della lirica a Noicattaro - il dott. Giovanni Pagliarulo e il vice presidente della provincia nonché Assessore alla Cultura, Turismo, Sport e Tempo libero e Protezione Civile, Polizia Provinciale e Sicurezza, il dott. Nuccio Altieri.

Il sindaco saluta gli spettatori con un piccolo intervento, dopodiché Nuccio Altieri ricorda quanto sia importante la cultura, sottolineando l’importanza della presenza dell’Orchestra Sinfonica della provincia di Bari, diretta dal maestro Giovanni Rinaldi. “La cultura è fondamentale - afferma Altieri - e non è possibile che nonostante la crisi, quando si debbano fare dei tagli, chi ne debba subire le conseguenze è sempre la cultura”.

Prima dell’inizio dello spettacolo la parola passa per qualche minuto al dott. Pagliarulo, che fa i dovuti ringraziamenti e ricorda i motivi per cui quest’anno si è scelto di mettere in scena un’opera come Cavalleria Rusticana. Infine, Anna Vavalle introduce il pubblico all’opera, narrandone la trama.

La trama. “Cavalleria rusticana” è un’opera in un unico atto di Pietro Mascagni, andata in scena per la prima volta il 17 maggio 1890 al Teatro Costanzi di Roma, tratto dalla novella omonima di Verga. La scena si svolge in un paese siciliano (ispirato a Vizzini) durante il giorno di Pasqua. Ancora a sipario calato, si sente Turiddu, il tenore, cantare una serenata a Lola, sua promessa sposa, che durante il servizio militare di Turiddu ha però sposato Alfio. La scena si riempie di paesani e paesane in festa, giunge anche Santa, detta Santuzza, attuale fidanzata di Turiddu, che decide di non entrare in chiesa sentendosi in grave peccato. Si rivolge allora a mamma Lucia, madre di Turiddu, chiedendole notizie del figlio. Lucia dice a Santuzza che Turiddu è andato a Francofonte a comprare il vino, ma Santuzza risponde che Turiddu è stato visto in paese nel bel mezzo della notte. Lucia replica stizzita e le chiede di entrare in casa: ha infatti paura che qualcuno possa sentire la loro conversazione, ma Santuzza rifiuta l'invito perché si sente disonorata. Intanto, Alfio giunge a far visita a Lucia e le domanda del vino: Lucia riferisce che Turiddu è andato a Francofonte per comprarne, ma Alfio replica di averlo visto al mattino vicino casa sua. Compare Alfio se ne va e a questo punto Santuzza svela a Lucia la relazione tra Turiddu e Lola, pur essendo quest’ultima sposata: Lucia, attonita, invoca la Madonna e si allontana. Giunge Turiddu che discute animatamente con Santuzza; quindi, interviene anche Lola, diretta alla chiesa, e le due donne si scambiano battute ironiche. Dopo che Lola è entrata in chiesa, la discussione tra Turiddu e Santuzza degenera in lite violenta fino a che, gettata a terra da Turiddu, al colmo dello sdegno, Santuzza gli augura la malapasqua. Quindi Turiddu entra in chiesa. Santuzza, rialzatasi, vede arrivare Alfio e gli denuncia la tresca amorosa della moglie. Dopo la messa, Turiddu offre vino a tutti i paesani per stare più tempo con Lola. Giunge Alfio, Turiddu gli offre del vino, ma questi rifiuta. Così, Turiddu getta via il vino e, con la scusa di un abbraccio pacificatore, morde l'orecchio ad Alfio sfidandolo a duello. Turiddu corre a salutare la madre e, ubriaco, le dice addio affidandole Santuzza. Subito dopo si sente un vociare di donne e popolani. Un urlo sovrasta gli altri: “Hanno ammazzato compare Turiddu!”.

Santuzza è stata interpretata da Adriana Damato (soprano); Turiddu, era Lorenzo Decaro (tenore); Lucia, sua madre era rappresentata da Tina D’Alessandro (mezzosoprano); Pierluigi Dilengite (baritono), era nelle vesti di Alfio, il carrettiere; Lola, sua moglie è stata interpretata da Anna Yevtiehova (mezzosoprano).

Lo spettacolo - della durata di circa un’ora e venti minuti - ha tenuto tutti i presenti incollati alle sedie, nonostante il tempo non fosse dei migliori. In realtà, molti al termine dell’opera hanno cercato di mettere a confronto Cavalleria con Aida, l’opera andata in scena lo scorso anno, ma di fatto, così come sottolineato anche dal dott. Pagliarulo, le due opere non possono essere messe a confronto. “Cavalleria Rusticana”, seppur molto breve, è un’opera molto bella, che è stata resa ancor più caratteristica dall’ambientazione. Infatti l’altra sera la “location” dell’opera era il piazzale del centro storico antistante la Chiesa Madre. Questo perché il fine anche di quest’opera era quello di cercare di valorizzare e di popolare il nostro centro storico.

A questo proposito infatti, dopo l’opera, presso Largo Pagano si poteva gustare del buon vino con un piatto di capunti con le “cicerchie”, piatto tipico del 1800. Così come nel piazzale antistante alla Chiesa Madre, c’erano gruppi danzanti che rievocavano il passato.

La serata - che ha visto anche la partecipazione del vescovo mons. Cacucci - si è conclusa quindi nel migliore dei modi, proprio ripopolando e valorizzando il centro storico, croce e delizia del nostro paese.


[da La Voce del Paese del 12 Luglio]

Qui tutte le foto, scattate da Giacomo Petronella e da Valentina Dituri.

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