“Gli uomini dell’amministrazione? Solo pedine degli scacchi”

Noicattaro. Il cittadino nojano Simone Demattia

 

La Voce del Paese ha raccolto le testimonianze di un cittadino, Simone Demattia, a proposito di alcuni disservizi e inadempienze ancora osservabili nel centro storico.

Dal momento che a Noicattaro esiste un’associazione scacchistica, sono state le sue prime lamentele, pare che nel gioco delle nomine il sindaco abbia insegnato come spostare opportunamente i pezzi: toglie un assessore inserendone un altro a proprio piacimento (una decina nel giro di pochi anni), adottando il medesimo criterio per i vicesindaco. “Sozio designa gli individui suggeriti dai consiglieri, unicamente per accontentare questi ultimi”. Risulta dunque evidente che, stando così le cose, la situazione non può che comportare un comprensibile aggravio di lagnanze, in aggiunta a quelle già abbondantemente presenti. Spianato la strada al dubbio, questo è il prezzo che un lungimirante e pragmatico programma politico - basato sull’insediamento stabile del mandato - si vede costretto a pagare. Così, posti in essere gli artificiosi intenti, chi è il consapevole latore della trama delle nomine da egli stesso intessuta, si vede obbligato alla temporanea negazione di sé pur di andare avanti fino al termine del mandato in questione. E, questo, con la dovuta determinazione legittimata dalle circostanze, preoccupandosi ben poco di sottrarre al richiamo della propria imprudenza atteggiamenti che potrebbero rivelarsi causa di critiche eccessive.

Entrando nel vivo del problema, Demattia rende noto di aver costituito un comitato deputato a rivalutare il centro storico, di cui bisogna però ancora eleggere il presidente e altri 4-5 tecnici che valuteranno il da farsi. Da buon residente, pone l’accento sulla gran quantità di volatili presenti nel borgo antico (ma soprattutto sui loro escrementi, con le sgradite conseguenze facilmente intuibili), sull’enormità di sporcizia esistente causata dall’assenza dei netturbini, nonché sulla presenza di ratti osservati di tanto in tanto in talune abitazioni. Addirittura, quando transitano i veicoli preposti allo svuotamento dei bidoni della spazzatura (i cosiddetti treruote), lasciano per terra innumerevoli residui, la cui raccolta è demandata al volontario contributo di Don Oronzo, arciprete della vicina Chiesa Madre. Mai chiuso in un dolente mutismo, il nostro cittadino rincara la dose puntando il dito contro le case situate nel centro storico, destinate a divenire sempre più logore col passare dei giorni.

L’attenzione si sposta poi sul cedevole asfalto della zona, apertosi in un’occasione in una voragine di due metri per sei, per il cui riempimento sono occorsi oltre trenta metri cubi di calcestruzzo. Ignoriamo perché ciò accada (presenza di grotte carsiche o di vecchie cisterne per la raccolta dell’acqua o concomitanza di altre cause a noi sconosciute), ci auguriamo tuttavia che le esternazioni fin qui prodotte non si perdano nei fumi della vacuità, abbandonate a marcire nella dimenticanza di interventi mirati. Le case pericolanti della zona - proseguono le lamentele del chiamato a farlo - vengono sorrette da puntelli non idonei poiché, in quanto di legno, potrebbero facilmente presentare dei cedimenti dovuti alle mutabili condizioni climatiche. Veniamo per giunta a conoscenza che, a dispetto dei sopralluoghi effettuati dall’ingegnere Decaro e dall’architetto Santamaria, il centro storico continua a stagnare nel suo inerte immobilismo. Secondo le dichiarazioni dell’ascoltato, inoltre, sembra che all’epoca degli scavi per la disposizione della fogna si sia incorsi in una tubazione dell’acquedotto rotta, mai riparata, né cambiata in quanto di altrui pertinenza. È ovvio che in tal modo si favorisce l’infiltrazione dell’acqua nel sottosuolo, potendosi facilmente avere dei cedimenti delle strutture sovrastanti. Poiché non è escluso che le crepe (e successive voragini) del manto stradale si formino per i motivi appena menzionati, l’aspetto più grave è che il Comune è al corrente della situazione: deve dunque contattare l’AQP sollecitando l’immediata sostituzione dei tubi vecchi e arrugginiti. “Il Comune ha gravi responsabilità - conclude Demattia - e investe solo dove crede opportuno farlo”.


[da La Voce del Paese del 2 Agosto]