Sabato 23 Ottobre 2021
   
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"Amici del Teatro": applausi per lo spettacolo"U Gagheur". Foto

Noicattaro. U Gagheur, Amici del Teatro front

 

Il doppio appuntamento dello scorso week-end ha attirato non poca gente presso l’Arena Paradiso del Parco comunale. Infatti sabato 26 (domenica 27, causa maltempo, non è andata in scena ed è stata rinviata a domenica 3 Agosto), alle ore 20, è andato in scena lo spettacolo teatrale “U Gagheur”, organizzato dall’associazione culturale “Amici del Teatro”. Gli inviti sono stati resi disponibili presso una tabaccheria nojana, e il contributo versato, in gran parte è stato devoluto in beneficienza.

Cala il sipario, quando sul palco arriva Angelo Lacoppola, l’artista nojano che la scorsa settimana ha messo in scena lo spettacolo “Angelo canta Zero”, il quale introduce il pubblico allo spettacolo insieme ad altri due attori che hanno preso parte allo spettacolo.

Tutta la vicenda è narrata in vernacolo, ovvero il “dialetto” nojano dei nostri antenati. Infatti così come detto nell’introduzione, questa non è altro che una sorta di rivisitazione del mondo dei nostri antenati, con le loro fissazioni, superstizioni, assurde convinzioni, esorcismi e formule magiche. “Oggi si direbbe taen u nervous per indicare notti insonni, agitate da visioni paurose e irreali”.

In un passato non molto lontano, quando la superstizione e l’ignoranza non erano ancora state sostituite dalla moderna psichiatria, molti disturbi fisici erano attribuiti empiricamente alle forze del male, così un malessere fisico o mentale sicuramente riconducibile ad una patologia, veniva visto come l’influsso di una volontà perversa. E dunque il dimagrimento, il mal di testa erano sintomi di qualcosa di grave - a fatteur - e per proteggersi da certi attacchi delle forze maligne, si era soliti ricorrere ad amuleti, talismani e formule magiche, che col tempo sono diventati veri e proprio anticorpi contro il malocchio. Esistevano dunque “le maghe”, ovvero delle vere e proprie terapeute che possedevano l’antidoto al malocchio.

La magia quindi aveva il forte potere di influenzare in positivo o in negativo il destino dell’umanità. Di certo nessuno più afferisce che un malessere fisico possa materializzarsi in qualcosa di corporeo, ovvero U Gagheur o U Monacidd come viene detto in altri paesi. Nessuno racconterebbe, senza suscitare ilarità, di averlo visto con i propri occhi: un piccolo essere nero e peloso con uno strano cappello sulla testa.

Quando i problemi inerenti alla sessualità erano visti come un tabù, spesso si ricorreva a questi escamotage. Si diceva che lo spiritello bizzarro e intrigante entrasse nelle case anguste, dove i fiati dei numerosi abitanti rendevano l’aria irrespirabile e si posava sul petto del posseduto, indipendentemente che esso fosse uomo o donna, e questo ne avvertiva la presenza cercando di liberarsene strappandogli il cappello. Per riappropriarsi del suo unico indumento, U Gagheur era disposto a pagare, e quindi spesso si sentiva dire “ce lev’t u cappid a u gagheur” per giustificare un miglioramento economico.

L’intera vicenda quindi si svolge proprio sul ruolo che questo piccolo spiritello aveva tra i nostri antenati.

Una giovane coppia Micail e Rosein ospita in casa propria la mamma di Rosein, Giuann la quale, vedova, non riesce più a dormire, avendo qualcosa che le disturba il sonno, ovvero U Gagheur. Il primo atto inizia con Taraddà madre di Micail, che vedova anche lei vorrebbe trasferirsi in casa del figlio, per par condicio. I due giovani sposi, ovviamente un po’ contrariati, chiedono aiuto a Vitucc e Margareit, i quali cercano di trovare degli espedienti per cacciare le due mamme. Purtroppo però così non avviene, e nemmeno il rutiglianese Colein riesce a smuovere le acque tant’è che alla fine, chi dovrà “scasare” saranno proprio Micail e Rosein.

Durante il cambio di scena, e quindi tra un atto e l’altro, è stata letta una poesia in vernacolo di Rita Tagarelli, la quale poi è stata invitata a fine spettacolo a fare un piccolo intervento, il cui fondamento è stata l’amicizia. Durante la serata è intervenuto anche l’assessore alla cultura, il prof. Vito Didonna.

Ecco gli interpreti: Cherbbein, Nicla Corrado; Colein, Vincenzo Santamaria; Vitucc e Margareit, Nicola Conversa e Mara Ungaro; Micail e Rosein, Vincenzo Ardino e Carmela Masotti; Taraddà, Prudenza Scarfò; Giuann: Isa Vallarella; Scenografia curata da Angela Gassi. Abbiamo rivolto qualche domanda a Vincenzo Santamaria, presidente dell’associazione “Amici del Teatro”.

Come nasce e come è organizzata la vostra associazione “Amici del Teatro”?

L’associazione nasce circa 25 anni fa, ed è formata da piccoli e grandi, anche figli nostri. La passione per la recitazione ci ha portato ad inscenare i lavori di Rita Tagarelli, che è una ricercatrice storica. Ogni lavoro teatrale nasce dalle realtà storiche, nonché dalle abitudini degli abitanti di noja.

Come è nata l’idea di mettere in scena lo spettacolo “U Gagheur”?

U Gagheur nasce da una leggenda antica sulle donne sole, le quali avevano delle frustrazioni sessuali, essendo sole la notte, che venivano attribuite ad uno spiritello appunto chiamato “U Gagheur”, il quale si posizionava sullo stomaco e non ti faceva respirare. Le donne in stato di agitazione si “palpavano” dappertutto inconsciamente, e al mattino si svegliavano pieni di lividi.

Cosa si prova a mettere in scena opere ideate da Rita Tagarelli?

Mettere in scena i lavori di Rita è emozionante perché lei prima ci racconta e poi scrive le parti, cucite “addosso” ad ognuno di noi.

Le vostre rappresentazioni riscuotono successo all’interno del paese, secondo lei per quale motivo?

Riscuotiamo le approvazione dei cittadini perché ogni opera in vernacolo ricorda agli spettatori, tutto il passato vissuto.

Quali sono i vostri obiettivi e i progetti per il futuro?

Poi adesso stiamo preparando un lavoro serio in italiano dal titolo “La Peste a Noja”, dove si narra come è arrivata la peste nel 1815. È un lavoro bellissimo dove c’è anche una storia d’amore tra due aduli di ceti sociali diversi. Questo lavoro potremmo portarlo in tutta la Puglia e sarà pronto a Febbraio. Per maggiori informazioni vi consiglio di andare sul nostro sito www.amicidelteatro.info .


[da La Voce del Paese del 2 Agosto]

Qui alcune foto, a cura di Valentina Dituri.

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