Lunedì 18 Novembre 2019
   
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Tra teoria e realtà: come si progetta la fogna bianca?

Noicattaro. Fognatura

 

L’estate quest’anno sembra essere andata in ferie e i temporali continuano ad abbattersi sul nostro paese e non solo. Ma quali sono le conseguenze?

Come ben tutti ci siamo resi conto nei giorni passati, Noicattaro ha un impianto di fogna bianca che va in crisi, possiamo dirlo, abbastanza facilmente, anche se le piogge torrenziali della scorsa settimana e del 14 Giugno scorso, hanno rappresentato un evento che non si verifica poi tanto spesso dalle nostre parti.

È bene sapere che prima di poter progettare un’opera di questo tipo, gli studi da fare sul territorio sono molteplici, perché è necessario comprendere quanta portata devono essere in grado di convogliare le reti.

Il dimensionamento delle opere che costituiscono un sistema di fognatura, la rete ed i manufatti, richiede la conoscenza delle portate che affluiscono alla rete stessa dalle superfici scolanti dei centri abitati e dei territori urbanizzati.

Generalmente si opta per l’utilizzo di un sistema separato - come effettivamente è nella realtà nojana - coerentemente con le più recenti direttive e considerando i vantaggi in termini di costi di esercizio rispetto ad un sistema misto che, sebbene comporti dei costi ridotti in termini di realizzazione, incide pesantemente sui costi di manutenzione ed esercizio, distribuiti nel tempo.

La determinazione delle portate raccolte dal sistema avviene a partire dalla conoscenza delle precipitazioni per il calcolo delle portate pluviali o bianche, e dalle dotazioni distribuite per le portate fecali o nere.

La valutazione delle portate bianche richiede uno studio quindi delle precipitazioni, tenendo conto però dell’estensione, natura e composizione delle superfici scolanti per stabilire quale frazione di pioggia, cosiddetta efficace, concorra alla formazione delle portate stesse.

La rete di fognatura duale confluisce in due collettori di prima categoria che, seguendo i due impluvi naturali (Lama San Giorgio e Lama Giotta), allontanano le acque dal centro abitato, giungendo successivamente all’impianto di trattamento dal quale ha origine l’emissario che permette alle acque, ormai depurate, di raggiungere il recapito finale: il mare.

Per lo studio delle precipitazioni bisogna valutare un periodo di osservazione sufficiente, come per esempio, dal 1974 al 2009 con rilevazioni estratte dagli Annali Idrologici, relative alle altezze di pioggia massime annuali, per durate di pioggia di 1, 3, 6, 12 e 24 ore.

L’elaborazione dei dati pluviometrici si svolge solitamente ricercando la relazione esistente tra l’altezza h delle precipitazioni e le loro durate t. Tale relazione, per un assegnato valore del periodo di ritorno T, è espressa da una curva detta “Curva di probabilità pluviometrica”. Fatto questo è necessario studiare il fenomeno aleatori con metodi statistici e procedere poi al dimensionamento, scegliendo anche il materiale da utilizzare per le tubazioni.

La rete di fognatura nera corre parallela a quella della fogna bianca, approfondendo ulteriormente il piano di posa di 1m in media, in modo da garantire una distanza fra la generatrice inferiore della fogna bianca e la generatrice superiore della fogna nera di 0,5 m. Le fognatura nera deve essere dimensionata, con un adeguato franco, per una portata di punta commisurata a quella adottata per l’acquedotto. Per la stima della portata delle acque nere è necessario infatti conoscere il numero di abitanti che scaricano a monte della sezione considerata e la dotazione d’acqua prevista per abitante.

Fissato il materiale e la forma delle tubazioni, il dimensionamento dei tronchi dipenderà, nota anche la pendenza, solo dalle portate defluenti attraverso di essi, quindi dalle caratteristiche dell’area scolante (estensione, lunghezza, forma, pendenze, natura dei terreni) e dall’evento meteorico che lo investe.

Quello descritto finora è una delle procedure che solitamente si segue per poter progettare un impianto di smaltimento delle acque. Molteplici possono essere i motivi e le cause che mandano in crisi un impianto, come per esempio la mancata pulizia delle caditoie pluviali. Quindi sarebbe conveniente avere tutti questi accorgimenti, così nel caso in cui il tempo continui a farci scherzi, i danni verrebbero contenuti.


[da La Voce del Paese del 2 Agosto]

Commenti 

 
#2 fuffy 2014-08-12 16:04
tutta questa teoria a noi non serve perche e la seconda volta in un mese che ci siamo allagati i locali in via saponaro,perdendo materiale in deposito e molti ricordi portati via.quindi oltre alla teoria cari progettisti dovete sapere la pratica.grazie inca**ato nero
 
 
#1 Alex 2014-08-09 11:41
CHI HA STUDIATO COSTRUZIONI IDRAULICHE SA COME PROGETTARE UNA RETE DI FOGNA BIANCA. IL GUAIO E' CHE MOLTO SPESSO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI TROVANO POSTO TECNICI CHE NON SANNO NEMMENO COSA E' L'IDRAULICA FIGURIAMOCI SE CONOSCONO LA MATERIA SPECIFICA.
CAMBIAMO QUESTA GENTE POI VEDRETE COME CAMBIANO LE COSE.
 

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