Domenica 21 Luglio 2019
   
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Festa Patronale: in via Amendola la sporcizia dei giostrai è ancora lì

Noicattaro. Sporcizia post-giostre front

 

La Festa del Carmine si è ormai conclusa con un gran successo ma, a conti fatti, non tutto quello che luccica è oro. Con questo articolo, quindi, ci proponiamo di scoprire i retroscena e gli aspetti più reconditi della manifestazione. Un lettore ha segnalato la situazione di degrado ambientale all’altezza di via Amendola, dove nei giorni 19-20-21 Luglio sono state collocate le giostre.

I giostrai, ci racconta, hanno arrecato problemi non indifferenti ai residenti della zona. Dal sopralluogo è emerso un quadro alquanto desolante: strade ricoperte da rifiuti di ogni sorta; plastica, carta e vetro gettati qua e là. Spazzatura in giro, parecchia. Insomma, chi più ne ha più ne metta. Ci va la nostra salute e anche l’immagine del paese in cui viviamo. I residenti non ne possono più e chiedono, a voce alta, di vivere in un ambiente più pulito.

Certamente, all’indomani della Festa Patronale, non è stata organizzata la rimozione dello sporco e tantomeno nessuna procedura di richiamo e sanzionamento per i giostrai. Perché dopo che si è ricevuto l’ok dal Comune per l’utilizzo del suolo pubblico, quando l’area viene liberata, dopo le manifestazioni, deve essere lasciata esattamente nelle stesse condizioni iniziali. Prassi palesemente non rispettata. A complicare ulteriormente la situazione, le cattive abitudini dei venditori ambulanti. Questi, secondo quanto riportato dai residenti della zona, hanno usufruito dell’acqua contenuta in alcuni serbatoi. Il tutto senza essere monitorato da chi di competenza. E non si fa fatica ad immaginare quali gravi problemi questi comportamenti possono creare a chi abita nei dintorni. A monte vi è una debole organizzazione della Festa Patronale nel suo complesso, laddove la grande lacuna è la mancanza di una pianificazione precisa. “È da condannare l’azione dei giostrai, poco civili, ma serve anche qualche autorità che gli imponga alcune regole”, ammoniscono gli intervistati.

In realtà la situazione delineata è ancora più complessa. Per comprendere bisogna andare a ritroso. Ci sono rifiuti non smaltiti, lasciati lì per caso, dell’anno scorso, anzi degli anni precedenti. E quello che più sgomenta è la risposta tardiva, nel miglior dei casi, o inesistente da parte dell’amministrazione comunale alle varie segnalazioni e sollecitazioni fatte dai cittadini, i quali ormai non sanno più a chi rivolgersi. Del resto tutto è ben documentato da alcune foto che ritraggono un’area inquinata da plastica e rifiuti generici.

A tutto ciò si aggiunge, come se non bastasse, l’inefficiente servizio prestato dall’impresa di nettezza urbana. Gli intervistati, infatti, hanno lamentato che gli operatori ecologici passano sempre più raramente, alimentando, in tal modo, il circolo vizioso. Bene, se non vogliamo che la zona diventi una discarica a cielo aperto è necessario passare all’azione. Legittime, dunque, sono le domande mosse all’amministrazione comunale: “Perché il Comune dà solo l’autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico e non impone, attraverso l’apposizione di clausole, il rispetto e la pulizia del luogo? Oppure, perché, nonostante il degrado e il cumulo di rifiuti siano evidenti, l’amministrazione non si mobilita per risolvere la situazione?”.


[da La Voce del Paese del 2 Agosto]

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