Venerdì 15 Novembre 2019
   
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Giovanni Battista Carafa, VII duca di Noja, dimenticato da tutti

Noicattaro. Palazzo ducale front

 

Quando si parla del duca di Noja, chissà perché si fa riferimento immediato all’ormai notissimo Duello di Norimberga che, in realtà, vide coinvolto il fratello di chi all’epoca risultava fregiato del prestigioso titolo araldico. Com’è noto, il duello cui si è appena fatto riferimento si svolse tra don Francesco Carafa (per l’appunto fratello del duca) e Giulio Acquaviva d’Aragona per l’onta subita da Giovanni, nonno del duca Giovanni cui si fa qui menzione.

Nella memoria collettiva, il VII duca di Noja, Giovanni Battista Carafa, si vede così ingiustamente relegato a occupare una posizione di secondo piano, quasi marginale, sebbene il mondo intero parli di lui. Il che stupisce solo in parte poiché spesso i posteri ricordano quel che amano ricordare, a conferma di una intrinseca e ineliminabile peculiarità. Così, chi vorrebbe quantomeno veder affissa una lapide commemorativa in onore di un personaggio i cui natali (ma non solo) hanno dato tanto lustro a questo Comune, fa inevitabilmente i conti con una manifesta indignazione derivante dall’osservare i suoi nobili auspici sfumare come nebbia mattutina. Il sollecito è evidentemente rivolto all’assessore alla cultura Didonna che, in aggiunta a quanto di buono fatto finora, potrebbe o dovrebbe adoperarsi in tal senso evitando di sentirsi poi percorso da un sottile filo di rammarico nel momento in cui l’attuale maggioranza cederà il passo. Eh sì, perché come oramai tutti sanno, l’amministrazione in carica sembra pericolosamente oscillare, arrancando per continuare a restare a galla nel mare dei possibili rimpasti.

Noicattaro. Il Duca di Noja intero

Tralasciando ogni altro tipo di considerazione che esula dall’oggetto del presente articolo, va detto che il nobile in questione, vale a dire Giovanni Battista Carafa, nacque a Noicattaro nel 1715 (l'anno prossimo ricorre il trecentenario) in quello che ancor oggi viene chiamato Palazzo Ducale, morendo a Napoli nel 1768. Sulla facciata del palazzo che lo vide alla luce, è ancor oggi osservabile lo stemma con incise le insegne delle famiglie Castriota Scandemberg, Carafa, Pappacoda e Mendozza. Personaggio di enorme cultura vissuto alla corte del re di Napoli, allestì il suo personale museo frutto delle passioni numismatica e antiquaria, lasciando inoltre ai posteri la Mappa del Duca di Noja (carta topografica di Napoli e dintorni), considerata un autentico capolavoro della cartografia del tempo. Per la cronaca, ricordiamo che la mappa di cui sopra è contornata da una cornice incisa ed è costituita da ben 35 tavole, realizzata per impressione da lastre in rame dove, in basso, si ha una veduta scenografica di Napoli e una legenda con numerosi richiami e didascalie recanti notizie storico-artistiche.

Evitando di appesantire la trattazione con ulteriori notizie storiche, tra l’altro facilmente reperibili su siti web specifici, ci limitiamo qui a riferire della vita di un personaggio che sarebbe opportuno tener sempre presente piuttosto che affidare il tutto alle inefficaci cure della dimenticanza e della noncuranza. Dal momento che proprio in questi giorni in sede capitolina si è celebrato Augusto, primo imperatore romano di oltre due millenni addietro, non si comprende perché a livello locale non si faccia altrettanto per un personaggio non così obliato dal tempo. Chi organizzò una vera e propria armata passata alla storia come “Reggimento di Bari” battendo a Velletri nella sua prima vittoria le forze del Principe della Riccia e quello di S. Severo, infatti, meriterebbe probabilmente un po’ più di considerazione. E, questo, tenendo soprattutto conto dell’enorme cultura del VII duca di Noja associata ai suoi nobili interessi.


[da La Voce del Paese del 23 Agosto]

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