Venerdì 15 Novembre 2019
   
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“Lavori di cittadinanza”: pronti 100 milioni. Ma Noicattaro lo sa?

Noicattaro. Nichi Vendola front

 

Accolta favorevolmente dalla Regione Puglia la proposta avanzata dai Sindacati per offrire occupazione inizialmente solo ai lavoratori in cassa integrazione e mobilità, ma, secondariamente, anche ai tanti lavoratori inoccupati e disoccupati presenti sul nostro territorio. “Lavori di cittadinanza” e non L.S.U. (Lavori Socialmente Utili) quindi. In sostanza lavori di pubblica utilità che vanno dalla pulizia delle strade alla manutenzione del bene pubblico, alla tutela del territorio, alla salvaguardia del verde e dell’arredo urbano.

Stanziati circa 100 milioni di euro per quello che è stato definito un ‘Piano straordinario di Lavoro’: 42 milioni provenienti dal Piano per i percettori di ammortizzatori sociali, 50 milioni dalle politiche attive per i soggetti più svantaggiati e 4 milioni all’incirca derivanti dal bilancio autonomo della Regione. Tra gli obiettivi di fondo del Piano: dare modo e possibilità ai diversi sindaci di erogare servizi che, per mancanza di fondi, a tutt’oggi non possono essere erogati e affidare un impiego a tutti quei soggetti che, per un motivo o per l’altro, si trovano - purtroppo - sprovvisti di un lavoro.

“Non aree di parcheggio in attesa che qualcosa accada”, ha spiegato in proposito l’assessore Regionale alla Formazione, Alba Sasso, poiché il Piano in esame rappresenta, infatti, un mezzo utile per rafforzare ciascun lavoratore nelle proprie professionalità e competenze, creando al tempo stesso figure nuove che possano al più presto contribuire al mercato del lavoro.

Pronto ad avviare i lavori di pubblica utilità il Salento, con ben 36 Comuni impegnati nel progetto. In data 28 Luglio 2014 è stato sottoscritto, infatti, presso la sala stampa della Presidenza della Regione Puglia, un Protocollo d’Intesa per il “Lavoro di Cittadinanza” tra i Comuni salentini appena menzionati ed i Sindacati Confederali CGIL, CISL, UIL e UGL. Esso prevede tre misure rilevanti da attuare. La prima, “Cantieri di Cittadinanza” - destinata ai disoccupati di lunga durata e a persone in condizione di particolare ‘fragilità sociale’ - è incentrata sull’elaborazione di programmi di inserimento socio-lavorativo, sotto forma di cantiere di lavoro e sotto l’egida delle amministrazioni comunali. La seconda, intitolata “lavoro minimo di cittadinanza”, attraverso la quale i sindaci individuano una serie di lavori e di mansioni alle quali destinare i lavoratori inseriti nella banca dati dei percettori di ammortizzatori sociali e, unitamente, i Comuni assegnano un punteggio elevato alle imprese che si aggiudicano gli appalti e che s’impegnano ad assumere un buon numero di cassintegrati. In base a questa seconda misura, inoltre, i lavoratori di ogni categoria (disoccupati, inoccupati, cassintegrati o in mobilità) possono anche associarsi e costituire cooperative per aggiudicarsi i lavori di pubblica utilità in oggetto. La terza misura, invece, denominata “Contratto di collocamento o ricollocamento”, è destinata sia ai giovani, sia ai percettori di ammortizzatori sociali e afferisce alla ‘presa in carico’ di un soggetto lavoratore e all’erogazione, in suo favore, di servizi di bilancio di competenze, orientamento e formazione professionale.

Potremmo definirlo un valido sostegno verso l’occupazione. “Insomma noi ci stiamo provando”, ha sostenuto a riguardo il Presidente della Regione, Nichi Vendola. “Mettiamo in campo 100 milioni di euro. 50 milioni che aiutino i Comuni a dare un risposta concreta alla povertà più grave e ad aprire quei cantieri indispensabili alla manutenzione del paese; altri 50 milioni per i lavoratori più svantaggiati che vanno riqualificati e riammessi sul mercato del lavoro”.

“Non vogliamo perdere la possibilità - ha continuato Vendola - di inventare laddove ne vediamo i presupposti giuridici e laddove reperiamo provviste finanziarie adeguate per andare nella direzione del lavoro”.

“Lo sguardo che noi dedichiamo ai problemi legati al mondo del lavoro, è lo sguardo di chi non vuole rassegnarsi a gestire gli ammortizzatori sociali: le politiche attive per il lavoro richiedono coraggio e fantasia” scrive, per l’occasione, il medesimo, sulla propria pagina Facebook.

Alla luce di quanto appena esposto e descritto ci chiediamo se la nostra amministrazione comunale sia a conoscenza o meno di questa notizia, ma soprattutto della possibilità concreta di creare occupazione per quanti, in questo Comune, ne avrebbero effettivamente bisogno.

La piaga dell’assenza del lavoro non risparmia, infatti, nemmeno il nostro paese, per cui sarebbe davvero di grande utilità sociale potersi avvalere di questo Piano per il Lavoro per dare finalmente impiego a chi non ce l’ha e, contestualmente, tentare di migliorare lo stato - non proprio consono - in cui il nostro territorio attualmente versa.

Si potrebbe pensare, ad esempio, anche a servizi di guardiania e manutenzione per le numerose scuole presenti e per luoghi pubblici come il Parco Comunale, tanto frequentato sia da bambini che da famiglie, in particolare, per evitare episodi di cronaca ivi già accaduti.

Con la speranza di poter prendere parte al progetto, attendiamo risposte certe e tangibili, e, per chiunque volesse approfondire la questione, consigliamo di visitare il sito http://www.sistema.puglia.it/ .


[da La Voce del Paese del 23 Agosto]

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