Sabato 23 Ottobre 2021
   
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Una figura bombardata da tutti. La disperazione di un agricoltore

Noicattaro. Mani agricoltore nojano front

 

Mani giunte, screpolate, sporche e provate. Si presenta così il sig. Giovanni - nome di fantasia per garantire lui la privacy - dopo una dura giornata di lavoro in campagna. Lui è un bracciante agricolo di Noicattaro, con dentro una serie di sentimenti che vanno dalla rabbia alla delusione, dalla voglia di reagire allo sconforto.

“Partiamo dal presupposto che sono un nojano doc, e che ho deciso di rimanere nella terra dove sono nato”. Una decisione, secondo l’intervistato, non proprio saggia, nonostante l’azione fatta di buon cuore: “Si perché ho l’esempio lampante di due miei coetanei: uno che ha deciso di andare fuori dall’Italia per lavorare, e un altro che ha avuto il coraggio di lasciare l’agricoltura. Bene, entrambi ora hanno una situazione migliore della mia”. Una situazione non solo economica, ma legata allo “stare bene”, al vivere decentemente.

In effetti la situazione dei viticoltori, oggi, è davvero drammatica, nonostante qualcuno provi a descriverli come “i re dei re”. Chi è molto vicino al mondo dell’agricoltura può intendere facilmente le parole di Giovanni.

“In paese siamo visti con occhi diversi”, continua il nostro coltivatore di uva. “Basta chiedere a chi non svolge il nostro lavoro, cosa ne pensa di noi? Ci descrivono come evasori fiscali, come uomini che inquinano l’ambiente. E come se non bastasse, ci fanno la guerra. Tutto questo è vero, ed è giusto che sia così. Però attenzione, se siamo diventati così è perché ci hanno costretti”.

Evasione fiscale. “Se qualcuno di noi preferisce il lavoro nero, è perché questo è molto più economico e più sbrigativo. Questa burocrazia italiana ci obbliga ad avere una persona ad hoc che segua questa parte. E i costi? E poi, parliamoci chiaramente, a chi non piacerebbe essere in regola? Mica siamo pazzi. Se solo si creassero agevolazioni e forme di premi per gli agricoltori onesti...”.

Fitosanitari. “Siamo gestiti dalle multinazionali, e noi agricoltori siamo l’ultima ruota del carro. Una prova? Una stessa azienda, prima mette sul mercato una serie di prodotti che ci avvelenano, e poi crea medicine per disintossicarci. Quelle stesse multinazionali che ci hanno indotto a fare l’uva con gli acini grossi, perché quella con un acino normale non la acquistavano più”.

Un argomento, questo, che apre altre porte. “Chi quest’anno ha adottato i disciplinari richiesti dai mercati tedeschi, è stato penalizzato ed è stato colpito dalla peronospora. Per assurdo - continua Giovanni - chi ha usato calce e verderame, i metodi più antichi del mondo, non è stato colpito da questa patologia che ha messo in ginocchio tutta la categoria, e ha avuto la meglio. Peccato che alla Germania gli anticrittogamici a base di rame restino sul groppone”. Sui pesticidi biologici invece, Giovanni non ha dubbi: “Faranno anche bene all’ambiente, ma sono molto costosi e poco efficaci”. Altro argomento è quella della confusione sessuale, ovvero il metodo di lotta, o meglio di controllo, di molti parassiti che danneggiano la vite: “È un buon sistema, se lo utilizzano tutti. Il problema è che oggi sono in pochi gli agricoltori che lo utilizzano, e chi lo sperimenta non gode dei benefici. Devono farlo tutti, e le istituzioni ad esempio, dovrebbero incentivare questi meccanismi”.

Se è vero che il futuro è nero, non si può non rimembrare il passato: “Ricordo i tempi migliori, quando anche lavorando con la zappa - il lavoro più duro per eccellenza - non potevamo fare a meno di fischiettare e di cantare sotto il sole. Ora invece...”.

Ascoltando il nostro bracciante agricolo è nata l’idea della vignetta che trovate qui: un agricoltore travestito da spaventapasseri, immobile, con la bocca cucita e in una pozza d’acqua, bombardato da una serie di fiaccole. Spaventapasseri perché chi va in campagna oggi viene visto come un pericolo per il resto della popolazione; immobile e con la bocca cucita perché in ogni caso l’agricoltore è meglio che stia zitto e fermo; immerso in una pozzanghera d’acqua, simbolo dei nubifragi che si sono abbattuti nei mesi di Giugno e Luglio. Intorno all’agricoltore-spaventapasseri, sei fiaccole - ma avremmo potute inserirne altre - che minano la sua incolumità: le multinazionali, le istituzioni, il popolo, il maltempo, la criminalità e i prezzi. Per quanto riguarda le multinazionali e le istituzioni, ne abbiamo parlato in abbondanza. Il popolo, che si scaglia sempre contro questa figura. Il maltempo, un qualcosa che l’uomo ancora non riesce a controllare, ma dal quale subisce calamità e danni, come quest’anno. La criminalità: da sempre le nostre campagne sono state oggetto di furti, dai più banali ai più seri. E i prezzi restano bassissimi.

Insomma una versione dura e forte, che però traccia l’identikit dell’agricoltore, condannato - da queste sei fiaccole - a morire.

E allora - tornando al discorso iniziale - accade che chi decide di rimanere nella propria terra venga penalizzato due volte: “Si, perché uno come me ha fatto la coraggiosa scelta di rimanere a lavorare duramente la terra del proprio paese, per l’amore verso il proprio paese. E poi deve subire una serie di danni e umiliazioni, derivanti da tutte le cause poc’anzi descritte”.

Eppure l’economia di Noicattaro è basata quasi esclusivamente sull’uva da tavola o comunque sull’agricoltura. Cosa potrebbe succedere se le cose dovessero continuare ad andare male? “Il pericolo è che si blocchi tutto il paese: perché se il bracciante agricolo non naviga in buone acque sarà costretto a fare a meno di comprare un abito, ad esempio. Questo metterebbe in crisi un altro settore, e così via. Tutte le attività sono lo specchio dell’agricoltura”.

Ma cosa si potrebbe fare? “Una rivoluzione, per dirla in termini giovanili, ma basterebbe anche costituire un comitato e fare una rivolta. Com’è che tutti gli agricoltori nojani subiscono solamente?”.

Sconsolato e svuotato dalla sua rabbia, il sig. Giovanni alza gli occhi al cielo, e pensa: “Ho una bambina di tre anni, e non posso permettermi di farle un regalo il giorno del suo compleanno. Me ne vergogno”. Sul futuro invece, ha le idee chiare: “Ai suoi diciotto anni le farò un bel regalo, e le darò un biglietto di sola andata. Questo paese non ci permette di vivere decentemente”.


[da La Voce del Paese del 23 Agosto]

Commenti 

 
#16 v.f. 2014-09-02 13:48
Caro Antonio, come ben scrivi l'uva da lavoro a tanti, ma prima di poter dire di provare a fare banane o altro dovresti prendere qualche lezione di agronomia. Sono colture tropicali che hanno esigenze particolari per arrivare a produrre frutto. Ogni varietà ha delle esigenze pedoclimatiche x crescere.. chiediti come mai l'uva da tavola è presente solo in Puglia e Sicilia e non in Lombardia o Emilia Romagna. E stiamo parlando dello stesso territorio nazionale. Si stanno sperimentdo già colture alternative come melograno pere ecc. Ma non credere che non si facciano trattamenti, anzi in alcuni casi anche il doppio dell'uva. Ancora una volta rinnovo l'invito ad informarvi prima di parlare.
 
 
#15 antonio 2014-09-01 14:07
ciao andrea hai parlato male degli agricoltore, non so che lavoro fai ma sappi che almeno a noicattaro tutto gira intorno all'agricoltura e, ultimamente l'agricoltura che diffami tanto sta sfamando famiglie di imprenditori che hanno "abbassato la saracinesca" e famiglie di tante altre categorie che per la crisi hanno lasciato a casa tanti operai e centinaia di studenti che grazie all acinino si possono permettere di conseguire gli studi e di farsi anche una vacanza, quindi ringraziamo che c'è
 
 
#14 antonio 2014-08-31 17:04
ma dove sta scritto che dovete fare l uva ? perche ogni anno continuate a fare uva? perche non rischiate? perche non iniziate a piantare banane o pistacchi? o ananas o qualsiasi altra cosa? perche continuate ad essere schiavi dei quei 4 di voi che anni fa vi hanno derubato e costruito imperi commerciali? non ci credo che cresce solo uva... convertite le vostre colture, come tutti facciamo oggi.. ingegneri, architetti e medici, laureati che si inventano lavori pur di sopravvivere.. diciamo la verita: non sapete fare altro.. questo e´il vero problema.
 
 
#13 V.F. 2014-08-31 13:25
La cosa che colpisce di più, in senso negativo ovviamente è l'ignoranza e la presunzione di conoscere il settore e accusare chi nel settore agricolo ha investito il proprio futuro. Tutta l'economia di Noicattaro e non solo è basata sull'uva senza di essa il paese andrebbe in collasso da chi vende abbigliamento a chi costruisce case o vende auto. L'agricoltura è cambiata tantissimi e ci sono aziende commerciali nel territorio che stanno ottenendo prestigiosi riconoscimenti in tema di sostenibilità agricola e ambientale. I prodotti fitosanitari che si usano costano tanto e sono sempre più specifici verso le patologie e molti non hanno l'arfd un indice di tossicità x l'uomo cioè non sono tossici... per farla breve dovreste ringraziare la figura dell'agricoltore il quale con tanta fatica e il suo sudore riesce a dare un futuro a tutti in questa microeconomia locale nonostante il periodo di recessione.. piuttosto che sprecare parole a caso informatevi di ciò che vi circonda e vi permette di vivere come vivete oggi
 
 
#12 V. 2014-08-28 20:13
L'agricoltura, o meglio l'agricoltore Nojano ha molte responsabilità. Innanzi tutto si è cullato quando le cose andavano a gonfie vele, mai preoccupandosi di gestire autonomamente la vendita dei suoi prodotti, forse per pigrizia o per ignoranza, non so. Dico meglio al Nord, esempio Trentino, l'uva da vino, le mele, le ciliege ecc. sono vendute direttamente dalle cooperative agricole e i contadini sono tutti soci di quest'ultime. Perchè questo non succede a Noicattaro? eppure l'uva che si produce è quantitativamente e qualitativamente di tutto rispetto. La soluzione sono le cooperative, insieme si vince, sempre. Quindi adesso la colpa di chi è?
 
 
#11 Roberto 2014-08-28 18:44
Oltre a notare che c'invidia da parte di chi non immagina nemmeno quanto sforzo ci vuole per produrre un solo kg d'uva, pensate che solo oggi dalle 4,30 che ho iniziato a lavorare, sono tornato a casa solo 10 min fa. Per quanto riguarda l'inquinamento da parte dei fitofarmaci volevo solo far notare che il prezzo di alcuni fitofarmaci supera i 500€ al litro, l'intenzione positiva di inquinare meno da parte dell'agricoltore c'è, il problema è che non viene contraccambiata da parte del comune basta solo pensare che ad Adelfia il comune ha messo a disposizione degli agricoltori dei posti specifici dove è possibile riempire gli atomizzatori e gettare rifiuti speciali ( bottiglie vuote dei fitofarmaci)
 
 
#10 ?????? 2014-08-28 18:41
mi dispiace ma state scivendo molte cose non corrette, sbagliate quando parlate di "ingenti guadagli" , o meglio l'errore e il ridicolo sta nel generalizzare, laddove non si può assolutamente generalizzare...probabilmente il grosso(produttore) ha grossi guadagni...ma ha anche grosse spese....dà cmq tanto lavoro(e di questo nessuno ne parla...)investe...acquista ....e guadagna....è una ruota ....tutto va di conseguenza.... il piccolo(e qui mi permetto di dire che vengono scritte delle stupidaggini) e per piccolo intendo il coltivatore che possiede uno o due ettari, di certo da quello che guadagna non ci campa tutto l'anno, ma spesso e volentieri va a lavorare"alla giornata" per far quadrare i conti familiari, e magari.. le case, i terreni arrivano da anni e anni di lavoro o meglio dal lavoro e dalla fatica(perchè in campagna se ne fa di fatica...) di generazioni....quando ci sono tutte queste case e terreni....
Sul discorso ambientale, chiaramente gli unici che possono intervenire, ahimè, sono i big del paese, i capi che stanno seduti comodamente al parlamento italiano ed europeo....perchè la maggiorparte dei prodotti sono legali...quindi loro ci stanno legalmente uccidendo non gli agricoltori .... questo è il mio umile pensiero ...da libero professionista lontano dal settore agricolo...
 
 
#9 Vito Difino 2014-08-28 18:05
senza alcuna voglia di fare polemica vorrei, da non addetto ai lavori, porre delle domande a chi in campagna ci lavora e di cui ho grande apprezzamento per tutti gli sforzi fatti per coltivare l'uva da tavola.
1) ma avete mai pensato di costituire un consorzio, magari attraverso la realizzazione di grandi cooperative in stile Emiliano ed unire (REALMENTE) le forze e le conoscenze tecnico-scientifiche per produrre un prodotto magari più sano e meno chimico e che magari si potesse dotare lo stesso di marchio di qualità con conseguenti benefici sul prezzo di vendita?
2) come mai si dice che sono 6 o 7 anni che le cose vanno male eppure si continua incessantemente a realizzare tendoni e se lì dove qualcuno dispone di liquidità non esita a comprare altre terre?
3) Cosa ne pensate di chi anni addietro ha deciso, sempre ingolosito dai ricchi guadagni, di insegnare l'arte della realizzazione dei tendoni e della coltivazione dell'uva da tavola nei paesi esteri (Europa e nord africa soprattutto) andando a creare con le proprie mani la concorrenza che ora è tanto spietata;
4) al di là dei profitti come pensate di ridurre (non dico eliminare) l'avvelenamento di falde e aria?
Onestamente credo ci sia sempre l'individualismo che prevalga e limita, mentre dal punto di vista economico, penso sia insostenibile andare in passivo per 10 anni (o quasi) consecutivi e continuare a investire nel medesimo prodotto, per cui magari il guadagno continua ad esserci solo che è inferiore rispetto ai tempi d'oro.
 
 
#8 sisco 2014-08-28 13:56
Purtroppo dai commenti sopra mi accorgo che la guerra degli stolti e in atto e dico: che ogni parte a le sue ragioni e i suoi torti e per capirli cito una frase che da anni mi porto dietro, di un capo indiano Geronimo:"quando l'ultimo pesce sarà pescato e l'ultimo fiume avvelenato solo allora capirete che non si può mangiar denaro"
 
 
#7 8 2014-08-28 13:43
é assurdo parlare così degli agricoltori...dovete avere rispetto di gente che si sveglia alle 4 la mattina per andare a lavorare e vendere l'uva ad un prezzo che se va bene copre i costi di produzione....è evidente che non sapete nemmeno che forma ha un grappolo d'uva e soprattutto non conoscete i costi che ci sono e i prezzi di mercato...se è vero che molti usano fitofarmaci illegali è anche vero che la maggior parte degli agricoltori usa fitofarmaci consentiti dalla legge e se questi provocano effetti negativi evidentemente la colpa è di chi li legalizza...anche le auto che usiamo tutti inquinano anche i rifiuti che gettiamo per strada inquinano anche le varie bombolette spray sono pericolose ma si punta il dito all'agricoltore e non a noi stessi e alle multinazionali che producono tutte queste cose...si guarda il dito e non la luna...se si usano tutti quei fitofarmaci è perchè i consumatori (cioè noi) vogliono gli acini grossi come angurie e ultimamente anche senza semi e l'agricoltore si adegua...tutti quei milioni che vi immaginate intorno all'uva è storia vecchia di troppi anni fa...le cose sono cambiate informatevi
 
 
#6 francesco184 2014-08-28 13:38
condivido in pieno l'articolo... la situazione è drammatica. io l'anno scorso ho avuto la fortuna di vendere tutte le terre e posso dire che sono stato fortunato vedendo la situazione attuale. per me il problema è la poca ricerca sul biologico. Poi i consumatori che non hanno mai messo piede in campagna mangiano prima con gli occhi e poi con la bocca, rafforzando cosi gli interessi delle multinazionali nella produzione di sostanze che danno effetti collaterali non desiderati. ma se noi consumatori mangiassimo solo prodotti italiani e possibilmente biologici si creerebbe un mercato per noi e questi problemi non si avrebbero......è un po come l'evasore che poi viene preso dalla finanza (quando succede) che si lamenta..... discorso lungo
 
 
#5 Nuccio B 2014-08-28 13:14
Ma quale rispetto ? Ogni anno gli agricoltori si lamentano . Inquinano il nostro ambiente con i fitofarmaci . Avete sulla coscienza tutti i morti di cancro di questo paese. Vergognatevi !!!
 
 
#4 Un espatriato 2014-08-28 12:35
Grande rispetto per questo contadino che ha spiegato in modo esemplare la realtà dei fatti e soprattutto la realtà delle Multinazionali che rendono schiavi tutti, UOMINI e lavoratori.
Per ANDREA E GABRIELE!!
Il sig. Giovanni ha anche ammesso le colpe, ma purtroppo noi tutti pensiamo solo a noi stessi, sempre più schiavi del POSSEDERE E DEL MATERIALISMO! Le malattie e via dicendo sono frutto delle MULTINAZIONALI e se noi non saremo uniti in futuro sarà sempre peggio.
GABRIELE, chi ha terreni e case sono commercianti che hanno i magazzini, e inoltre 15/20 anni fa si progrediva di più rispetto a oggi, CON LA CRISI CHE E' SEMPRE UN INVENZIONE DI LOBBY E MULTINAZIONALI. DOBBIAMO SOLO RICORDARCI TUTTI QUANTI E IO PER PRIMO CHE NOI SIAMO SOLO NUMERI PER LORO E NON PERSONE CON SENTIMENTI. IL BENE COMUNE E' LA COSA PIU' PREZIOSA DA DIFENDERE.
Buona giornata
 
 
#3 Andrea 2014-08-28 12:03
Rispetto, ma quale rispetto, voi ne avete di noi? rompete le strade, causate incidenti, inquinate con i trattori per non parlare dell'inquinamento ambientale causato dai fitofarmaci, sai che Noicattaro e altri 10 comuni limitrofi hanno la maggiore infertilita maschile in puglia e forse anche oltre la Puglia, secondo te da dove puo derivare, altro che rispetto
 
 
#2 un contadino 2014-08-28 11:30
@gabriele. Ma tu hai mai visto il colore della terra? Secondo me no,altrimenti avresti condiviso a pieno questo articolo. La nostra situazione è drammatica, davvero. E non è solo questa annata, ma è almeno da 6-7 anni che guadagniamo quanto spendiamo...
Per favore gabriele, rispetto
 
 
#1 gabriele 2014-08-28 10:46
ma di quale agricoltore stiamo parlando,ma se a Noicattaro il 70 x cento degli agricoltori stanno bene hanno due case terreni capitale che nn lo riconoscono solo perche'quest'anno l'annata sta andando un po' male e nn x tutti questo agricoltore si sta lamentando,Secondo me questo giovanni nn e' un agricoltore.
 

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