Il culto di San Rocco, il Santo liberatore dal flagello della peste

Noicattaro. Festa San Rocco 2014 front

 

La devozione a San Rocco - iniziata verosimilmente a Montpellier - si è diffusa presto in tutta Europa e soprattutto nella Francia meridionale.

Attualmente in Italia esistono tremila, fra chiese e cappelle, dedicate al Santo. Una fra queste si trova proprio nel nostro paese, ed è la chiesa di Maria Santissima Immacolata, sita in piazza Umberto I, il cui interno è impreziosito dagli affreschi raffiguranti scene di vita del Santo.

Nonostante la grande popolarità di San Rocco (foto di Lorenzo Ardito), le notizie sulla sua vita sono molto frammentarie. La leggenda narra di un neonato, nato a Montpellier fra il 1345 e il 1350, con una croce vermiglia impressa sul petto. Il Santo proveniva da  una nobilissima e potente famiglia, tuttavia non volle servirsi a proprio vantaggio delle ingenti ricchezze di cui disponeva, ma decise di mettere esse e se stesso al servizio dei bisognosi, traendo alimento spirituale dai santuari della cristianità.

Intorno ai vent’anni perse entrambi i genitori e decise di seguire Cristo, vendette tutti i suoi beni, si affiliò al Terz’Ordine Francescano e, indossato l’abito del pellegrino, fece voto di recarsi a Roma a pregare sulla tomba degli apostoli Pietro e Paolo. Bastone, mantello, cappello, borraccia e conchiglia erano i suoi ornamenti; preghiera e carità la sua forza.

Prima di giungere alla meta sostò ad Acquapendente, dove si dedicò alla cura degli ammalati. Raggiunta Roma, fu ricevuto dal Papa Urbano V e riuscì a guarire dalla peste un Cardinale, tracciando un segno indelebile di croce sulla sua fronte.

Dopo tre anni di permanenza a Roma, riprese la via del ritorno. Dovette però fermarsi a Piacenza, perché colpito a sua volta dalla peste. Ritiratosi in solitudine in un bosco vicino Sarmato, un cane lo trova e lo salva dalla morte per fame, portandogli ogni giorno un tozzo di pane.

Intanto il nome di Rocco comincia a diventare famoso, tutti raccontano del giovane pellegrino che porta la carità di Cristo e la potenza miracolosa di Dio. Dopo la guarigione, San Rocco riprese il viaggio per tornare in patria. Giunto a Montpellier, non riconosciuto, venne per sbaglio rinchiuso in prigione, dove vi rimase per cinque anni vivendo questa nuova e dura prova come un “purgatorio” per l’espiazione dei peccati.

Morì nel 1327. Riconosciuto subito dopo la morte, fu sepolto con tutti gli onori nella sua nativa Montpellier.

A Noicattaro è tradizione festeggiare la festa in onore di San Rocco la prima domenica di Settembre, ed è la seconda festa più importante dopo quella del Carmine. La cerimonia consiste nel far sfilare due simulacri, il primo, fatto di cartapesta, viene posizionato su un grande altare in piazza Umberto I, dover resta per tre giorni in esposizione, mentre il secondo - in argento - viene portato in processione per le vie del paese. Il Santo viene accompagnato portando un cero molto pesante che, al termine della processione, viene lasciato ai piedi della statua.

Anche quest’anno la festa di San Rocco ha avvicinato molti devoti, che hanno rinnovato la fede nel Santo con il cane.


[da La Voce del Paese del 13 Settembre]

Noicattaro. Festa San Rocco 2014 intero