Domenica 24 Ottobre 2021
   
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La lunga estate nojana: Il Palio dei Rioni e la Cavalcata. Foto

Noicattaro. Palio dei Rioni - Cavalcata di San Rocco 2014 front

 

Considerato l’evento più atteso dell’estate nojana, “Il Palio dei Rioni - La Cavalcata di San Rocco” non ha deluso i suoi spettatori. Abiti in pieno stile Seicentesco con bustier rigidi e scollatura quadrata, sbandieratori, musicisti, mangiafuoco hanno animato la serata di martedì 9 Settembre, abbracciando il centro storico nojano.

“Il Palio è stato il punto di riferimento più importante per l’estate nojana, che ha avuto molti alti e bassi. Per fortuna questa sera ci siamo esaltati grazie alla collaborazione delle associazioni. Il pubblico presente, assetato della storia di Noicàttaro, è stato il dato confortante che è venuto fuori”, ha fatto sapere il vice Sindaco Vito Didonna. “L’organizzazione è stata perfetta in tutto, sia per lo spettacolo, che ha richiamato il duello a due mani che si faceva nel ‘600, i fuochi pirotecnici, ma soprattutto per i movimenti collaterali: la visita al Trappeto, alla Torre Normanna e al Teatro Cittadino. Inoltre è stato rivisitato il tradizionale corteo dei cavalli che si faceva negli anni ’50 a San Rocco”.

Il corteo storico della Cavalcata di San Rocco ha percorso le vie principali che centro cittadino seguito da quattro cavalli con il loro cavaliere. “L’intenzione è di rafforzare il tutto, con l’aiuto delle associazioni e di Vito Santamaria de ‘Il Parnaso’, lavorando insieme si può costruire molto bene e si può rendere interessante il vissuto storico che è alle nostre spalle. Certo, molti ci criticano dicendo che l’amministrazione fa solo eventi di apparenza. Assolutamente no. Questo tira inevitabilmente la conoscenza del tessuto urbanistico che sta alle spalle che risiede in cattivissime condizioni”, ha poi concluso il vice Sindaco. L’evento ha rievocato il Duello di Norimberga, avvenuto nel lontano 1673 tra il Duca di Noja don Francesco Carafa e Giulio Acquaviva d’Aragona Conte di Conversano, riportato alla memoria dei cittadini nojani con letture e immagini dei due nobili.

“Questa è la terza edizione del Palio dei Rioni. La prima l’abbiamo proposta nel 2009-2010: ‘Il Palio dei Rioni - La sfida Nojana’ come rievocazione Seicentesca”, ha aggiunto l’ingegnere Vito Santamaria, presidente dell’associazione “Il Parnaso” che, in collaborazione con Michele Dipinto, GAL Sud-Est Barese e col patrocinio del Comune di Noicàttaro, ha dato forma e sostanza alla manifestazione. “Sono felice di questo evento - ha aggiunto - in cui la creatività mia e di Michele è stata trasformata in colori non su una tela o con sculture in terracotta o in pietra, ma con un evento complesso in cui i colori erano dati da tutte queste sfumature cromatico, odorifero, sceniche e dinamiche che abbiamo vissuto”. Con il presidente abbiamo continuato l’intervista.

Ingegnere Santamaria, cosa ha spinto Il Parnaso ha riproporre “Il Palio dei Rioni”?

Per attirare l’attenzione sul grande ammalato della città, che è il centro storico, o meglio sulla storia di una città che si chiamava Noja e Noa ancora prima, e poi è diventata una Noicàttaro apolide. Scollegata dal territorio da cui veniva. Con la infrastrutturazione a tendone è diventata una città avulsa dal percorso storico da cui proveniva, delle culture antiche che la vedevano cucita alla città storica. Le grandi periferie usate solo dall’automobile e abitate quasi da quartiere dormitorio ci hanno abituato a una non-città. I giovani evadono, quando possono, a Torre a Mare e nei luoghi più illustri della provincia di Bari. Non è detto che bisogna stare relegati al paese ma avere un minimo di decoro in un luogo pedonale quale potrebbe essere il centro storico: pulito, decoroso e valorizzato.

Quale potenziale ha Noicàttaro, che non riesce a far emergere?

Noicàttaro è l’unica città della provincia e forse della Puglia che ha un Fossato, che potrebbe diventare giardino verde. Si possono creare giardini pubblici previsti dal Piano di Recupero, che poi non è più stato attuato, e utilizzarli come giardini pubblici per potervi insediare attività culturali, letture all’aperto, spettacoli, pub, baravan, luoghi di aggregazione dove io cittadino che non voglio prendere l’auto possa condividere con altri esperienza pedonale.

Cosa porta questo progetto a non essere attuato?

Ripeto, il centro storico è il grande ammalato perché anche a livello amministrativo è stato abbandonato. Negli ultimi 10 anni è anche peggiorato. Ho partecipato ad un Piano di Recupero nel 2003. Oggi, 2014, lo vedo peggiorato. Chi lo abita è la famiglia a basso reddito, il faccino rosa di turno. Manca il controllo, l’igiene, mancano le scelte urbanistiche di recupero. Ci sono dei progetti di recupero ma sono spot, e soprattutto è mancata nei decenni quella politica che avrebbe dovuto integrare la città nuova che si espandeva a macchia d’olio - quella dell’auto di cui parlavo - alla città vecchia. Oggi nel 2014 anno domini siamo indietro rispetto agli altri Comuni che invece hanno fatto, scavato e trovato nel centro storico il punto di forza per la riqualificazione e la rigenerazione di tutta la città. Tutti hanno Torri, Castelli, Palazzi principeschi dell’epopea che fu del Barocco o del Rinascimento, come quello di Conversano. Noja ha avuto la peste nel 1815 che l’ha impoverita, perché l’hanno incendiata. Sono stati demoliti interi quartieri come Largo Pagano, che era un quartiere densamente popolato. Oggi è un largo. 

Il Palio dei Rioni ha portato alla ribalta il centro cittadino.

‘Il Parnaso’ da solo non avrebbe mai potuto realizzare la manifestazione, senza la collaborazione di altre associazioni. L’abbiamo realizzata due volte in passato ma negli anni successivi non c’è stata energia sia dal basso delle associazioni sia il focus primordiale degli sponsor, il Comune. Il GAL poi è stata la parte predominante. ‘Il Parnaso’ e le altre associazioni cercano di sobillare gli animi attirando l’attenzione, ma non basta. Se mi sono prestato alla causa è perché sono anche un sognatore che sogna una città più vivibile, che è quella in cui la periferia si connette con la città da cui viene, quella storica con piste ciclabili, viali verdi, e non con la monocultura del tendone che ci sta arricchendo e impoverendo allo stesso tempo perché stanno saltando interi ecosistemi. Quindi io spero in Vito Didonna, assessore alla Cultura e nell’amministrazione, che possa portare avanti questo discorso cioè di ricucitura e recupero del vecchio.


[da La Voce del Paese del 13 Settembre]

Qui tutte le foto, scattate da Lorenzo Ardito.

Commenti 

 
#2 IL FALCO 2014-09-19 10:28
SI CONTINUA A PARLARE DEL BORGO ANTICO COME MOTIVO PER PROMUOVERE LA MANIFESTAZIONE DI TURNO, MA POI, IL TUTTO SI SPOSTA IN VIA CARMINE, SECONDO IL MIO PENSIERO , VISTO CHE "VOGLIAMO " RIQUALIFICARE IL BORGO ANTICO, PERCHE' NON METTERE I VENDITORI DEI CIBI NEL CENTRO STORICO ANZICHE' IN VIA CARMINE, DANDO MODO AI TANTI FORESTIERI DI AMMIRARE QUEL POCO CHE ABBIAMO, E MAGARI CI SCAPPA QUALCHE COMPRAVENDITA??? PERCHE FARLA DI MARTEDI', E, NON IL FINE SETTIMANA ? SICURAMENTE CI SARA' PIU' AFFLUENZA, COSI PURE I CERI ACCESI LUNGO LA PIAZZA, CON L'IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE ELETTRICO ACCESO.COMUNQUE UN PLAUSO PER GLI ORGANIZZATORI, ED UN INVITO, AVETE UN ANNO PER INIZIARE A PIANIFICARE IL PROSSIMO PALIO , BUON LAVORO.
 
 
#1 il tappo 2014-09-19 09:48
Non lo chiamiamo polio dei rioni che storicamente a Noja non esisteva chiamiamolo bello spettacolo in costume fiorentino.
Grazie
 

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