Venerdì 22 Ottobre 2021
   
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Visita guidata al trappeto di Largo Pagano, il primo a Noja. Foto

Noicattaro. Il primo Trappeto nojano front

 

Martedì 9 Settembre, in occasione della manifestazione “Il Palio dei Rioni - La cavalcata di San Rocco”, patrocinata dal GAL Sud Est Barese, sono stati organizzati tour dal titolo “Alla scoperta di Noja” con l’obiettivo di ridare luce e rivalorizzare il borgo antico del nostro paese.

Era possibile prenotarsi a due tipi di visite: la prima era quella nel centro storico, con partenza dal Trappeto Largo Pagano che conduceva i visitatori a spasso per la città antica tra preesistenze, monumenti, angoli caratteristici e zone inaccessibili (Chiesa Madre, Fossato, Palazzo Ducale, Castello, Trappeto Fossato, Teatro cittadino e Palazzo Antonelli Santoro); mentre la seconda era al Teatro Cittadino.

Il Trappeto di Largo Pagano è il primo Trappeto nojano, risale all’anno 1901, data perfettamente leggibile sull’architrave della porta di ingresso insieme a due iniziali “L. D.” che indicano il primo proprietario dell’immobile. Non si hanno notizie certe sul nome che corrisponde alla lettera L mentre la D si riferisce sicuramente alla famiglia Derienzi.

Gli ambienti sono situati a circa 3 metri e mezzo sotto il livello stradale quindi all’interno del Fossato che cingeva la città di Noja e fin dalla loro costruzione furono adibiti a Trappeto; questo perché in quegli anni, e fino ad un secolo fa, il nostro territorio era pieno di alberi di ulivo.

Nel primo spazio che si incontra entrando sono perfettamente visibili i resti della macina a forma cilindrica, non era elettrificata ma sfruttava la forza animale per funzionare.

Come fossero portate qui le olive o dove fossero depositate non è possibile dedurlo, in quanto non ci sono resti visibili, si può solo presumere che fossero trasportati in spalla e adagiati negli spazi attorno alla macina stessa. È probabile anche che ci fosse un tornio con i fiscoli.

Questo primo Trappeto funzionò per i primi due decenni del Novecento (1910-1920).

Il secondo spazio, situato all’interno della Torre Cilindrica, come si può meglio osservare dall’esterno, fu costruito quando il primo Trappeto andò in disuso; qui è presente una macina elettrificata, infatti sono ancora visibili i resti della trifase e anche la sua collocazione nello spazio prova che gli animali non girassero più attorno.

Le olive arrivavano in questa macina attraverso una canalina direttamente collegata con delle vasche di stoccaggio situate sul tamburo della Torre Cilindrica.

Dalla macinazione delle olive si produceva un composto che veniva pressato nel tornio, da questa compressione si aveva un miscuglio eterogeneo di olio e acqua; a sua volta questo veniva messo in due vasche di decantazione nelle quali giaceva fino a che non si separava spontaneamente (la diversa densità tra l’acqua e l’olio permette a quest’ultimo di venire a galla).

Uscendo dal retro è visibile parte del perimetro esterno della Torre Cilindrica che contiene il secondo Trappeto, e salendo sul tamburo della stessa Torre sono visibili le vasche di stoccaggio collegate con la canalina vista all’interno. Sullo stesso tamburo della Torre sono ben visibili i segni della presenza di una copertura di legno e tegole: due pilastri al centro e fori per le travi sul muro.

Il tour, appezzato da grandi e piccoli, è stato sicuramente un’occasione per iniziare a conoscere le origini del nostro paese e ha permesso di dare un’idea alla cittadinanza della storia che scorre nelle fondamenta, nelle strade e nelle mura di Noicattaro.

Si spera che l’entusiasmo prodotto da queste visite possa essere un punto di partenza per la valorizzazione e la scoperta dell’antica Noja.


[da La Voce del Paese del 13 Settembre]

Qui tutte le foto, a cura di Lorenzo Ardito.

Commenti 

 
#1 donata c. 2014-09-18 16:15
io sono nata in quella parte del paese e ricordo benissimo andavo giù nel trappeto entrando da via cesare battisti .sono belle iniziative! fino a quasi 2 decenni fa con i miei bambini e amiche passeggiavamo tranquille e orgogliose di quei posti. ci caricavano di nostalgia positiva e rilassante. poi niente più non ci sentivamo più rilassate ma..... tanti motivi ...piango ancora il mio caro vecchio paese e chi lo abitava si impicciava di tt e tutti ma era sempre pronta a darti una mano di qualsiasi tipo. ahhhhhhh. va ben'. :*)
 

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