La stazione, tra degrado e non curanza. Niente male l'autosilo

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Strade degradate o completamente assalite da sterpaglie, sacchi di rifiuti, vecchi mobili abbandonati, ratti che passeggiano indisturbati, scritte sui muri dal significato blando e osceno. Non è l’incipit di un romanzo horror, ma la realtà in cui riversa la zona circostante della stazione di Noicattaro.

Nell’immaginario comune ormai la stazione è rinomata per la sua inagibilità e per i rischi incombenti che riservano le stradine infrattate che la circondano. Il disordine causato da alberi non curati, piante selvatiche e rami secchi, danno il benvenuto a chi approda qui in treno per la prima volta. Tralci di vigneti che crescono incontrollati - intralciando la strada ai temerari passanti - caratterizzano ormai questo luogo dimenticato da tutti. Per non parlare dell’odore nauseante che emanano i sacchi dei rifiuti o dell’insolenza di quanti hanno scambiato questo posto per discarica, che travalica ogni limite e ogni sanzione indicata dal cartello di divieto, posto a pochi passi dall’agglomerato di immondizia. Un cartello di divieto per nulla efficace se mancano i sanzionatori, ovvero coloro che dovrebbero controllare e sorvegliare assiduamente questa area, data in pasto a topi e vandali.

La totale mancanza di controllo da parte degli addetti alla sorveglianza contribuisce ad accentuare gli atti vandalici e a generare eventuali insidie a discapito di coloro che si imbattono nei viottoli per niente illuminati, dove il pericolo è sempre in agguato. È consuetudine, infatti, imbattersi in giovani coppiette che si appartano.

Interminabile la lista di problemi che ci ha esposto il marito della titolare del bar della stazione, che in quell’ambiente ci vive ogni giorno, sperando in qualche cambiamento. Ma da anni ormai la situazione è solo peggiorata. Spera che qualcuno finalmente si renda conto che questa zona fa parte di Noicattaro, e come tale deve essere sottoposta ad adeguate cure, controlli e messa a sicurezza. Rivolge il suo appello all’amministrazione comunale e agli addetti alla sorveglianza, in modo che possano riqualificare questa parte del paese, chiusa a chiave nel dimenticatoio e in preda al degrado più becero.

Ci fa notare, con amarezza, la completa inutilità della pista ciclabile. Un investimento vano, che non serve a nulla, dal momento in cui ha sostituito la funzione di passaggio pedonale che il marciapiede non può più compiere a causa dei cespuglietti di vite che limitano il passaggio. Poi commenta con disappunto gli appezzamenti di terreni recintati e custoditi male, al cui interno nascondono cavità profonde molto pericolose.

Architettura e degrado vanno di pari passo. Basti pensare al progetto di creazione del fatiscente autosilo mai portato a compimento. Anche questo, diventato un edificio che alimenta la fantasia dei vandali e dei ragazzacci più impertinenti. In estate diventa un vero e proprio parco-giochi per i bambini, che con le bici si divertono a sfidare il pericolo sullo scivolo a chioggia che porta fino al piano sotterraneo del parcheggio fantasma. Dalle scritte sui muri è facile intuire che gli atti vandalici non sono gli unici ad essere consumati all’interno di questo fabbricato sregolato.

Calato il sipario e la scenografia brillante che viene allestita ad hoc per le varie rappresentazioni teatrali che si tengono a Luglio nella stazione vecchia, rimane una realtà ben nascosta che nessuno vuole vedere, ma che esiste e va necessariamente cambiata.


[da La Voce del Paese del 20 Settembre]

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