Martedì 30 Novembre 2021
   
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Dottorato alle Canarie: l’orgoglio dell’astrofisico Francesco Borracci

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“Avevo voglia di evadere. A diciannove anni ho deciso di lascare la Puglia per quanto l’Università di Bari è un’ottima Università. Se avessi voluto fare Fisica a Bari l’avrei potuta fare senza problemi. Ho sempre avuto l’impulso di scoprire cose nuove, e il contesto di Noicàttaro e Bari mi andavano un po’ stretti”. Chi almeno una volta nella vita non ha avuto l’impulso di scappare dalla monotonia del paesino di provincia, di mettersi in gioco e di spingersi oltre i limiti?! È il caso dell’astrofisico Francesco Borracci, che ha lasciato la sua sempre cara Noicàttaro per trasferirsi a Bologna, e intraprendere gli studi in Astrofisica. Attualmente sta conseguendo un Dottorato in Astrofisica delle Alte Energie, nell’Osservatorio Astronomico situato nelle Isole Canarie, dove è presente il più grande telescopio gamma al mondo, “Magic”.

Noicattaro. L'astrofisico Francesco Borracci intero 1

Ha sempre avuto questa passione per l’astronomia, per la fisica?

Non la chiamerei passione, ma forte interesse. Crescendo mi sono venuti tanti interessi, tante passioni, ed è difficile capire a diciotto anni cosa si vuol fare da grandi; per questo mi sono basato su ciò che sapevo fare meglio da bambino e da piccolo mi piaceva tanta la matematica. La matematica come percorso universitario un po’ mi terrorizzava. Volevo fare un qualcosa che avesse un risvolto interessante. La fisica in sé non la ritenevo stimolante, quindi ho scelto astronomia.

Cos’è l’astrofisica?

In astrofisica si studiano, analizzando il termine, la “fisica degli astri”. Lo studio delle stelle, a cominciare dal Sole, che è la nostra stella, per poi andare oltre le stelle più vicine e per poi evolversi anche come studio delle altre galassie, che sono insiemi di stelle. Quindi l’astrofisica in senso generale è lo studio delle stelle, della dinamica delle stelle. Inoltre c’è un altro ramo chiamato cosmologia che tratta della dinamica, dell’evolversi dell’universo.

Che non è l’oroscopo?

Chiaramente non è l’oroscopo. Anche se ho un forte interesse verso l’oroscopo. Molti filosofi o addirittura psicologi o psichiatri hanno speso anni dei loro studi per interpretare l’astrologia anche come metodo per fare psicologia. Jung, discepolo di Freud, ha cercato di fare studi un po’ più esotici, cercando di inglobare l’astrologia nello studio dei caratteri della personalità umana. Quindi, se vogliamo, l’astrologia non è soltanto il semplice oroscopo che si può leggere sul giornale ma è una cosa un po’ più ampia. Alla fine l’astronomia è nata come astrologia. In passato i sumeri hanno iniziato la scienza attraverso l’astronomia perché serviva per capire i cicli della natura, per sapere il momento opportuno della semina, della coltivazione.

Dopo la laurea triennale non ha proseguito gli studi, perché?

Non ero più motivato. Forse l’aspetto sociale ha avuto la meglio sull’aspetto lavorativo. Avevo più voglia di essere giovane; di vivermi la giovinezza in maniera appagante.

Aveva accantonato lo studio per essere “giovane”?

Sì, avevo accantonato lo studio in sé. Ero andato a Bologna tutto voglioso di dimostrare e confermare lo studente modello dipinto dai miei professori del liceo. Ma ho subito riscontrato delle difficoltà, più caratteriali che di approccio allo studio.

Era sovraccaricato di aspettative di altri?

Più che altro le aspettative erano mie. Avevo sempre cercato di creare attorno a me un’ampia gamma di possibilità perché credevo di poter fare tante cose. Mi sono concesso una pausa. Ho lavorato come cameriere perché con la mia laurea triennale in astrofisica non potevo aspirare a qualcosa di più e dovevo per forza dare altri due anni di specializzazione.

In seguito, cosa l’ha spinto a ritornare sui libri?

Dopo i due anni di lavoro dovevo assecondare il bambino che è in me. Vedevo i miei amici che ce l’avevano fatta, laureandosi alla specialistica e facendo subito dopo il Dottorato di ricerca. Ero più mosso da gelosia che da altri istinti, perché la voglia di studiare non è che mi entusiasmasse così tanto. Mi sono iscritto alla specialistica laureandomi a pieni voti. Avendo sempre questa voglia di avere attorno a me questa ampia gamma di interessi, e di non limitarmi, il contesto di astronomia a Bologna era ed è un po’ chiuso. Ma questo non è una pecca dell’astronomia a Bologna, in quanto è d’eccellenza come Dipartimento, però eccellenza soprattutto nel ramo dell’astronomia radio. Perché quando noi guardiamo le stelle, le galassie le possiamo guardare attraverso vari occhi, i vari occhi sarebbero le bande elettromagnetiche. La luce che permette ai nostri occhi di vedere è la luce che viene emessa a determinate frequenze che sono le frequenze dell’ottico. Però lo spettro elettromagnetico è molto più ampio, si estende per energie molto più basse e molto più alte dell’energie dell’ottico. Se vogliamo scoprire il cosmo, l’universo con il cannocchiale, lo possiamo fare grazie alla scoperta di Galileo Galilei. Però poi col tempo attraverso le scoperte fatta nelle fisica hanno incominciato a investigare l’universo non solo con le frequenze dell’ottico ma attraverso vari bande energetiche che sono i raggi X, le frequenze radio, per poi arrivare a ciò che faccio io, ovvero le frequenze dei raggi gamma, che sono le energie più alte dello spettro elettromagnetico a noi accessibili. Quindi quando guardiamo l’universo possiamo decidere con che occhi guardarlo, se guardarlo con gli occhi del radio, con gli occhi dell’ottico, dei raggi X o con quelli del gamma. Ogni tipo di fotografia che scatti attraverso queste vari bande ti permette di conoscere nuovi aspetti. Quindi astronomia a Bologna è sempre stata forte nel radio e un po’ nel raggi X che sono rami dell’astronomia nati all’inizio del ‘900. Informandomi ho scoperto che l’astronomia non si limitava soltanto a questo ma c’era qualcosa di nuovo che stava nascendo, ed era l’Astronomia Gamma, definita anche Astronomia delle Alte Energie. Fui quindi “costretto” a chiedere ad un professore del Dipartimento di Fisica la tesi in “Fisica dei neutrini”. I neutrini sono particelle che interagiscono molto poco con la materia, possono viaggiare per distanze siderali senza perdere la direzionalità.

Che funzione hanno i neutrini?

Sono dei costituenti della materia. Sono particelle elementari che vengono anche studiate negli acceleratori di particelle (CERN di Ginevra, ndr). Quando si vanno a scontrare due protoni c’è una liberazione di tante particelle che sono i costituenti mattoni della materia, e fra queste ci sono anche i neutrini.

E cosa creano?

I neutrini di per sé sono un sottoprodotto di scontri fra particelle, sono un sottoprodotto di interazione fra particelle. Sono un sottoprodotto di interazioni fisiche, quindi si liberano dopo urti fra particelle o interazioni di particelle con mezzi che possono essere l’atmosfera o la materia in se. Non si può fare ancora astrofisica con i neutrini perché ad oggi non abbiamo nessuna sorgente di neutrini che noi conosciamo. Ad esempio, quando noi diciamo che possiamo fare astronomia ottica perché sappiamo che con i telescopi ottici, possiamo dire che quella stella emette energia luminosa che possiamo detettare con i nostri telescopi. Con i neutrini non possiamo ancora dire ciò ma abbiamo visto che le stelle emettono neutrini quando esplodono, quindi ci sono questi fenomeni che vengono chiamati “esplosioni supernova”, in cui una stella esplode e nell’esplosione libera quantità enormi di neutrini. Credo il 98% di materia che viene liberata dopo una esplosione di supernova è sottoforma di neutrini. Questa evidenza è stata resa nota negli scorsi 20anni. Quindi sappiamo che una stella quando esplode emette neutrini, quello che non abbiamo scoperto sono gli oggetti extragalattici, quindi altre galassie che emettano neutrini. Per questo non possiamo ancora fare astrofisica di neutrini.

Lei ha fatto una tesi sperimentale sulla possibilità di fare astrofisica dei neutrini?

L’argomento della tesi era centrato sul telescopio di neutrini, “Antares”, con il tentativo di capire se si poteva fare astrofisica di neutrini. Nell’astronomia dei neutrini ci sono due esperimenti: uno è Antares che è in acqua. Ci sono dei rilevatori di luce chiamati fotomoltiplicatori che sono calati in stringhe di acciaio nel Mar Mediterraneo, al largo delle coste della Francia. Il nuovo progetto di Antares prevede di allargarsi e mettere nuove stringhe di fotomoltiplicatori al largo della Sicilia e della Grecia per diventare grande come il suo antagonista, “Ice Cube” - Cubo di Ghiaccio. Ice Cube, molto più grande dell’esperimento Antares, è situato nell’Antartico.

Qual è la loro funzione?

La funzione è quella di detettare neutrini di origine non terrestre. Quindi neutrini che provengono da altre galassie, da altre stelle.

Per dimostrare cosa?

Per dimostrare che avvengono determinate reazioni fra particelle, quindi scontri protoni-protoni ad elevatissime energie, un milione di volte più elevate di quelle che noi riusciamo a raggiungere con l’acceleratore di particelle a Ginevra, in un contesto che non è terrestre, ma extraterrestre. La fisica delle basse energie è stata molto sviscerata, ma la fisica ad alte energie, e quindi interazione della particelle che sono un milione di volte più energetiche di quelle che riusciamo a ricreare in laboratorio terrestre, è sconosciuta. Sono stati scoperti dei neutrini che sono arrivati nel nostro pianeta e provengono da altre galassie, e questa è una scoperta di alcuni mesi fa. Non si sa precisamente da quale tipologia di galassie provengono.

Sta conseguendo un dottorato nell’astrofisica della alte energie nelle Isole Canarie, è soddisfatto dei risultati del suo lavoro?

Sono quasi tre anni che collaboro telescopio “Magic”. Con le mie ricerche ho scoperto una galassia. Ho fatto uno studio per capire quali fossero quelle galassie che potessero essere scoperte dai raggi gamma, sulla base dei cataloghi redatti in altre lunghezze d’onda, quindi in raggi X o altre frequenze. In 20 anni abbiamo scoperto solo 50 galassie con i raggi gamma, molto poche perché sono milioni le galassie.


[da La Voce del Paese del 20 Settembre]

Noicattaro. L'astrofisico Francesco Borracci intero 2

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