Aldo Bove: uno charme tutto nojano, manager a Liverpool

Noicattaro. Aldo Bove front

 

Vi raccontiamo la storia di un nojano doc, Aldo Bove, emigrato a Liverpool per ragioni lavorative, dove ricopre il ruolo di manager nel settore della ristorazione. Riportiamo le dichiarazioni del nojano, liberamente tratte dall’articolo pubblicato sul quotidiano “Echo”, di Liverpool.

Chi ha avuto il piacere e l’onore di conoscere il nojano di nascita Aldo Bove, non ha potuto far a meno di cedere al suo accattivante fascino, al pari di una vastissima lista di celebrità venute in contatto con lui, quali David Bowie, Naomi Campbell e Cindy Lauper, contagiate appunto dal suo fascino mediterraneo sulla scia del sorriso infettivo posseduto.

Non è da tutti, inoltre, vantarsi di aver visto cantare per sé Sir Paul McCartney. Aldo è uno dei pochi a poterlo fare, in quanto - incredibile ma vero - è successo proprio a lui. Quell’incontro unico con l’ex Beatle è accaduto nel “ The London Carriage Work”, ristorante parte del “Hope Street Hote”, dove Aldo vi ha trascorso un periodo lavorativo ricoprendo l’incarico di Food & Beverage Manager, che costituisce una delle numerose tappe della sua carriera. “È  stato un episodio alquanto surreale che ricordo follemente - racconta Aldo - si è persino preso la briga di cantarmi ‘Volare’, una delle canzoni italiane più note. È stato un momento magico che non dimenticherò più”.

Noicattaro. Aldo Bove intero

Vantando una carriera di tutto rispetto nel settore alberghiero dell’ospitabilità, Aldo - che ora lavora al Ristorante “Trattoria 51” di Liverpool centro - ha viaggiato a lungo prima di riuscire a ricoprire il ruolo di Direttore di Sala Bar nel rilanciato “Marcos New York Italian Restaurant”, in Hoylake, Wirral (luogo di lavoro all’epoca dell’intervista), il cui percorso in giro per il globo è risultato denso di avventure, scoperte e un’infinità di viaggi. “Sognavo di viaggiare per il mondo sin da bambino e conoscere persone nuove - racconta Aldo - così ho frequentato la scuola alberghiera che mi ha permesso di farlo”.

Partito da Noicattaro a soli 16 anni, Aldo approda dunque a Rimini e, da allora, ha sempre guardato avanti lavorando nei migliori Hotels a Cinque Stelle, come  il “Grand Hotel Villa Medici” a Firenze, il “Grand Hotel Baglioni” e “Grand Hotel Minerva”, Hotel a Sidney, Australia e poi nel Ristorante Brindley nel “Marriott Worsley Park and Country Club Manchester” il quale, sotto la direzione di Aldo, è addirittura riuscito ad aggiudicarsi il trofeo  di Eccellenza Culinaria (Food & Beverage Excellence). Trasferitosi nella regione del Merseyside da circa 13 anni, Aldo si è fregiato dei meriti sopra elencati legati anche alla collaborazione col “Marriott City Centre Liverpool”.

“La concentrazione è tutta incentrata sul servizio clienti - ci fa sapere Aldo - bisogna dirigere stando in prima linea, supervisionare il servizio dell’intero staff e assicurarsi che i clienti ricevano un’alta aspettativa qualitativa”.  Quando il “Marco’s New York Italian” decide di privilegiare menu più scenografici, ricchi di colori, coadiuvato da un team di esperti, Aldo è senza dubbio parte integrante del tutto. “Amo profondamente il mio lavoro - aggiunge - la ricompensa più grande per me è quella di curare le diverse  tipologie di clientele che giungono quotidianamente nel ristorante. Questo rende  il mio lavoro molto vivo ed energetico: non esiste un solo giorno che possa dirsi uguale al precedente”.

Quando non dirige il ristorante, Aldo lo si può trovare nella cucina di casa intento a preparare la cena. “Sebbene non possa definirmi uno chef - afferma - sono in grado di preparare qualsiasi piatto italiano, specialmente quelli regionali della Puglia e della tradizione nojana, cittadina da cui provengo. Amo la buona cucina, semplice e genuina”.


[da La Voce del Paese del 27 Settembre]