Fontana inutilizzabile da mesi, tutta colpa degli incivili

Noicattaro. Fontana Chiesa della Lama front

 

Il tema dello spreco dell’acqua è certamente essenziale nella società contemporanea, alla ricerca della razionalizzazione dei costi, sia economici che ambientali. Spesso proprio le nostre care vecchie fontane, quel poco rimasto di storico in quel di Noicàttaro, sono oggetto di discussione per lo spreco dell’acqua, fra rubinetti aperti, getti troppo potenti ed usi non proprio consoni; recentemente una nostra collega aveva sottolineato lo spreco della risorsa più importante per la nostra vita nel bivio fra via Oberdan e via Vecchia Rutigliano, per colpa della dilagante cattiva abitudine di lasciare in funzione l’erogatore e con l’effetto di litri e litri gettati alle ortiche.

In questo caso invece, lo spreco non esiste, anzi; come dicevano i latini, in medio stat virtus, ma qui si tratta dell’esagerazione opposta: l’acqua dal rubinetto proprio non vuole saperne di uscire. La fontana in questione è quella affacciata su Corso Roma, proprio all’angolo della Chiesa della Madonna della Lama, e sono passati ormai mesi dall’ultima bottiglietta riempita; ogni giorno svariati passanti si fermano nella speranza di bagnare le labbra, e puntualmente, dopo la sosta, tornano a mettersi in cammino innervositi per il malfunzionamento.

Ma come è possibile tutto questo? Ci siamo rivolti al come sempre disponibilissimo ing. Natale Decaro - dirigente dell’Ufficio Tecnico del nostro Comune - per saperne di più, e tutto ci è stato finalmente più chiaro. A quanto pare, il meccanismo collegato alla manovella per l’erogazione dell’acqua si è rotto. Probabilmente infatti, qualche incauto utente ha forzato un po’ troppo la mano nel movimento di rotazione, finendo per renderla inagibile; e doveva succedere spesso, visto che volutamente il flusso dell’acqua era ridotto per evitare sprechi o utilizzi esageratamente corposi. Forzatura dopo forzatura, il meccanismo è andato rotto, e non solo questa volta ma anche in passato.

E adesso? Da quanto ci è stato detto, il costo per la riparazione del tutto si aggira intorno ai 600 euro, una cifra piuttosto pesante, ma che ciclicamente si rende quasi inevitabile da affrontare. Infatti, a chi magari consiglia di cambiare il metodo di erogazione per evitare rotture e sprechi nello stesso tempo (si pensi ad esempio all’introduzione di un pedale), Decaro risponde dicendo che non ci sarà alcun cambiamento per mantenere esattamente com’era quello che è davvero un cimelio del passato nojano, che sarebbe un peccato dover “manomettere”.

Insomma, questo è il costo del passato, quando l’inciviltà è quasi data per scontata come nel nostro paese. E nell’impossibilità di poter “educare” in qualche modo i soliti barbari ad un corretto utilizzo, rimane il trade off tra efficienza e valore storico.


[da La Voce del Paese del 4 Ottobre]

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