Lunedì 18 Novembre 2019
   
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Festa di San Francesco: Domenico diventa Terziario

Noicattaro. Festa San Francesco Cappuccini front

 

Sabato 4 Ottobre la Chiesa dei Cappuccini di Noicàttaro ha festeggiato il Patrono d’Italia, San Francesco. I festeggiamenti, iniziati con il Triduo, si sono conclusi con il rinnovo della promessa dei Terziari Francescani e l’ammissione di un nuovo membro in fraternità. Una festa quasi intima, come ha precisato Carlo Laudadio, Ministro in carica della fraternità: “Non facciamo una festa esterna ma solo interna, rimane una cosa nostra. Esponiamo il Santo sull’altare senza addobbi, né processioni. Semplicissimo come lo è stato lui”. L’attuale statua di San Francesco risale al 1950, donata ai frati Cappuccini da una famiglia francescana. “È uscita in processione solo una volta, percorrendo un tratto del paese trasportata su un carretto”. L’amore e la devozione verso questo Santo porta anche i più scettici ad abbracciare la fede in Cristo. Giunti a quota 100, la fraternità ha accolto un nuovo fratello, Domenico Conversa (vedi foto in basso). “Sono stato ispirato da San Francesco perché io lo amo molto. Sentivo qualcosa dentro di me verso il Santo, una cosa che portavo dentro da quasi sette anni”. Nel 2007, tornando da un viaggio a Lourdes, Domenico ha avvertito l’esigenza di costruire una grotta in onore della Madonna. “Dalla costruzione di questa grotta è nato l’amore verso San Francesco. Non volevo imitarlo, ma avvicinarmi a lui perché è un Santo umile, povero, amato da tutti. San Francesco d’Assisi è il secondo Gesù nel mondo”. A Domenico Conversa abbiamo posto qualche domanda.

Domenico, che emozioni le ha dato il viaggio a Lourdes?

La pace, l’amore verso Dio e verso gli ammalati. L’amore verso chiunque ha bisogno di aiuto. A ritorno da Lourdes mi è venuta la voglia di fare questa grotta e di lì è nato ancora di più questo amore per San Francesco, di stare tra i bisognosi, di stare tra la gente che soffre. Ho sempre pensato “chissà se un giorno diventerò anch’io fratello francescano”. Tutti questi pensieri affioravano sempre nella mia mente. Poi un giorno mi inginocchia e con le braccia spalancate pregai così intensamente il nostro Signore, perché tutti mi credevano “pazzo” e allora chiesi a Gesù: “Come faccio a essere sicuro se veramente sono pazzo come mi vogliono far credere? Dammi un segno, una testimonianza, altrimenti divento ancora più folle”. Era come se fossi uscito dalla vita normale per entrare in una nuova vita. Da allora ho deciso di entrare nell’Ordine Francescano. Non appena sono entrato in questa fraternità ho detto: “Finalmente il mio desiderio si sta avverando”.

Non ha mai avuto titubanze durante il suo cammino nella fraternità?

Come dissi tempo fa a Carlo Laudadio, Ministro della Fraternità secolare, il saio ha sempre abitato nella mia anima. Con un po’ di sacrificio, di pazienza, di tribolazione, arriverà quel giorno in cui anch’io indosserò quell’abito e così è stato.

Come si è preparato per la cerimonia?

Non ho dormito per niente. La notte precedente è stato un continuo ricordare gli eventi della mia vita che mi hanno portato ad abbracciare la fede in San Francesco. Gioia, felicità e pace, sono queste le emozioni che mi hanno accompagnato. È stata una giornata bellissima con padre Zaccaria e con tutti i miei nuovi fratelli che mi sono stati vicini. Adesso posso dire di avere una seconda famiglia. Ringrazio San Francesco che nel giorno della sua commemorazione mi ha fatto un bel regalo.

Possiamo concludere dicendo che l’Ordine Francescano è la tessera che mancava al suo puzzle, alla sua vita?

Sì, esatto. Non poteva trovare metafora migliore. Oggi posso dire di essermi sposato con la Chiesa, con i miei fratelli, con la povera gente. La giornata di oggi è un modo per dire che io non sono Domenico quel pazzo, ma sono Domenico di Cristo. Domenico di San Francesco.

Con gli occhi lucidi pieni di lacrime di gioia per aver ricevuto un secondo battesimo di vita, Domenico Conversa ha risposto a quanti in quegli anni di sofferenza non comprendevano la fede che scuoteva la sua anima. Dopo aver vagato in cerca della sua pace, la Fraternità Francescana è diventata la sua nuova casa. Come ha ricordato Carlo Laudadio “la Fraternità ci mette anima e corpo verso la Chiesa e verso questo luogo, che è un luogo dei Francescani di un’epoca. E ogni pietra di questo ex convento, ogni persona che è entrata a far parte di questo Ordine Francescano Secolare, la sente sua non perché di sua proprietà, ma proprio perché il posto porta ad avere questo senso di attaccamento e dal quale non riescono a staccarsi”. 


[da La Voce del Paese dell'11 Ottobre]

Noicattaro. Festa San Francesco Cappuccini intero

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