Venerdì 13 Dicembre 2019
   
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“Poveri di tutto, ma ricchi nei cieli!”. Al Soccorso la festa

Noicattaro. Festa San Francesco Soccorso front

 

“Come dal seme della rosa nasce il roseto, come la resurrezione nasce dalla morte di Gesù Cristo, così la gioia francescana sorge dalla povertà francescana”.

La povertà è stato il tema su cui si è incentrato il Triduo di preghiera, organizzato dalla Gioventù Francescana e dall’Ordine Francescano Secolare, presso la Chiesa Santa Maria del Soccorso.

Il Triduo si è celebrato dal 1° al 3 Ottobre, in preparazione alla festa di San Francesco di sabato scorso.

Ogni sera è stato ripercorso un momento della vita del Santo, tratto dalle fonti francescane, e una breve riflessione seguita da un momento di catechesi e di meditazione.

“Quest’anno abbiamo proposto un triduo per molti motivi - spiega il presidente Gi.Fra, Dario Ardito - certamente perché tutte le cose belle della vita vanno preparate - si arriva ad un appuntamento importante avendo nel cuore qualcosa da portare - e poi perché Francesco d’Assisi ha una ricchezza che va annunciata, una grazia che ancora oggi salva molti giovani dal non senso della propria vita”.

Nel primo giorno di Triduo è stato proposto l’episodio culminante della conversione di Francesco: quello dell’espoliazione dinnanzi al Vescovo d’Assisi, un episodio scelto non casualmente ma perché si tratta del momento della vita in cui Francesco decide di abbandonare tutto quello che possiede, ogni ricchezza, ogni beneficio materiale, che nella sua condizione di figlio di mercante erano tanti ma che non erano mai riusciti a colmare quel vuoto interiore che sentiva.

“Questo è stato il tema del Triduo: ‘Poveri di tutto, ma ricchi nei cieli!’. Libero e povero nelle mani di un Padre che può dargli tutto ciò di cui un figlio può avere necessità. Libero e povero nel mondo, portando a tutti il profumo di Cristo. Libero e povero fino all’ultimo, quando chiede di morire nudo sulla nuda terra”, continua Dario Ardito.

Non si direbbe, ma anche se risalente a più di ottocento anni fa, quella di Francesco è una figura incredibilmente attuale. “Era un ragazzo a cui piacevano le feste, lo sfarzo, fare bravate con gli amici, un giovane come ce ne sono tanti ai nostri giorni, ma che ad un certo punto della sua vita decide di fare una scelta, di vivere una vita piena, seguendo valori che, allora come adesso, non sono tenuti in grande considerazione: l’umiltà, la semplicità e il custodire se stessi”. Queste le considerazioni di una “gifrina” che ha partecipato al Triduo.

Anche se svoltosi nello stile francescano - e dunque in modo semplice ed essenziale - la sua organizzazione ha coinvolto sia il gruppo della Gi.Fra che quello dell’Ofs (Ordine Francescano Secolare).

“È stato bello impegnarsi per rendere più bella la preghiera, ognuno di noi ha fatto la sua parte. Tutti sono stati necessari, chi con la scelta dei canti, chi con la preparazione delle preghiere per la liturgia, chi con l’allestimento dell’altare, chi mettendo a disposizione le sue doti da musicista per animare gli incontri.

Abbiamo tolto del tempo ai nostri impegni, allo studio, ma proprio questo mettere da parte tutto il resto per vivere l’essenziale ci ha fatto provare la stessa gioia che ha provato Francesco”, conclude un altro ragazzo.

A conclusione del Triduo, il venerdì, sono stati offerti a tutti i partecipanti i mostaccioli, dolce tipico dell’Umbria che spesso Francesco riceveva come dono da una sua cara amica; il sabato, invece, le fraternità Gi.Fra e Ofs hanno concluso la festa in un tipico clima francescano di gioia e fraterna condivisione.


[da La Voce del Paese dell'11 Ottobre]

Noicattaro. Festa San Francesco Soccorso intero

Commenti 

 
#1 Pinto 2014-10-14 18:25
Basta con queste chiacchiere, serve il lavoro alla gente e non le prediche.
ABOLIAMO L'8 PER MILLE ALLA CHIESA E CREIAMO IL REDDITO DI CITTADINANZA.
 

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