Sabato 20 Luglio 2019
   
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Festa della Madonna del Rito: il miracolo di Maria Ungaro

Noicattaro. Madonna del Rito front

 

Sulla Strada Provinciale 57, che porta alla borgata di Torre a Mare, sorge maestoso il santuario della Madonna di Loreto, detta del Rito (foto di Angelo Spagnuolo), edificato tra il 1920 e il 1925 alle spalle dell’antica chiesetta seicentesca.

Oggetto della devozione popolare è l’affresco del XVI-XVII secolo, raffigurante la Vergine a mezzo busto col Bambino, il perché di questa devozione risale al secolo scorso.

La storia che vogliamo raccontarvi è ambientata in un piccolo quartiere popolare del nostro paese, situato tra San Pietro e l’Immacolata, dove vivevano molte famiglie di gente modesta, semplice e timorata di Dio. Tra questi, al n.33 del vico Decaro, Jnd o ieùs, viveva una certa Maria Ungaro, protagonista di questa avvincente storia. La povera donna, sposa di Stefano Lonigro, aveva un figlio subnormale, di nome Domenico. Ella contribuiva al sostentamento familiare lavorando come lavandaia a domicilio, ma spesso ricorreva anche alla generosità dei vicini, anche se questi non disponevano di un largo superfluo.

Oltre alle ristrettezze economiche, Maria era preoccupata per l’avvenire di suo figlio, incapace di provvedere a se stesso. La donna manifestava le sue preoccupazioni al vicinato, unica fonte di sfogo, ma soprattutto ella si sfogava con Maria Solenne, una rutiglianese che aveva sposato un contadino nojano. Quest’ultima fu la persona più vicina alla Ungaro, non solo durante le sue strane rivelazioni, ma anche alla sua morte, ereditando l’impegno di riaccendere nel popolo nojano l’antica devozione verso la Madonna del Rito.

Torniamo in vico Decaro, lì dove abbiamo lasciato Maria Ungaro, un po’ esaltata nella fede ingenua e primordiale, popolata di immagini sacre, pellegrinaggi, penitenze corporali e sogni profetici. La ritroviamo a sfogarsi, a raccontare la sua incessante supplica alla Vergine Santa, che le conceda la grazia di liberarla il più presto possibile, insieme al figlio, dall’angoscia terrena.

Era il periodo della prima guerra mondiale (1915-18), un giorno Maria raccontò alle vicine di aver visto in sogno la Madonna, che la invitava a recarsi sulla via di Torre Pelosa e a pregare in quella chiesetta sulla destra della Croce, distante un miglio dal paese. La cappella era ormai da tempo chiusa al culto.

Appena sveglia, Maria obbedì. Forzando la porticina d’ingresso, riuscì ad entrare nella chiesetta abbandonata. Iniziò a chiamare, invocare, quando all’improvviso le comparve l’antico affresco della Mamma Celeste col Bambino in braccio, che le diceva di non temere e di riattivare, col l’aiuto del popolo nojano, la devozione della chiesetta del Rito, e di continuare a pregare non solo per il suo, ma per tutti i figli esposti al massacro delle trincee nella ormai lunga e terribile guerra. La grazia fu concessa “lì dove tutto si puote”: il conflitto bellico finì, ma né lei, Maria, né suo figlio, assistettero alla vittoria.

La notizia circolò rapidamente, valicò i confini del quartiere, e le mura del paese. Tanta gente si recò al luogo del miracolo in cerca di conforto, di una speranza, aggrappandosi con fervore alla Fede, soprattutto a quella dei prodigi e dei miracoli.

Maria ripeté ovunque andasse, e a chiunque incontrasse, che la Madonna le aveva detto di pregare e di far pregare. I pellegrinaggi diventarono sempre più numerosi, le persone accorsero a piedi, ma anche con carri, trainati da muli e cavalli, dai paesi limitrofi e lontani. Ognuno chiedeva ed aspettava l’intercessione della Madre Celeste.

Lentamente si sviluppò un vero e proprio fenomeno di esaltazione collettiva, soprattutto dopo la morte di Maria Ungaro, proprio come la Madonna aveva predetto. Suo figlio morirà più tardi, nel 1918, prima della fine della guerra.

Il contagio psicologico della folla dilagò nel fanatismo e nel parossismo. Ad esempio, una sera tutto il paese era in subbuglio, i nojani corsero verso la chiesetta del Rito, perché si dice che ai fedeli in preghiera, sull’intonaco un po’ scrostato della facciata, fosse apparso il volto del Padre Eterno.

Morta Maria Ungaro, le “comari” di vico Decaro si fecero custodi e continuatrici dell’opera della “veggente” (come veniva soprannominata la donna), ma soprattutto fu Maria Solenne a prendere il posto di quest’ultima, come animatrice dei pellegrinaggi e delle processioni al Rito. A lei ci si rivolse quasi come un’erede diretta, per un impegno che le proveniva dall’aver condiviso e partecipato sin da principio a tutta la vicenda.


[da La Voce del Paese dell'11 Ottobre]

Noicattaro. Madonna del Rito intero

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