Lunedì 18 Novembre 2019
   
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Commemorazione dei defunti: il primo cimitero nojano

Noicattaro. La targa del primo cimitero front

 

Il 2 Novembre si celebra il “giorno dei morti”, la festività che la Chiesa cattolica dedica alla commemorazione dei defunti. Questo è un giorno molto sentito dalla popolazione nojana, che accorre numerosa al cimitero con fiori e lumini per commemorare i parenti ed amici scomparsi. Non è per noi un giorno di lutto, bensì una giornata quasi felice: i cimiteri si riempiono di fiori - in particolare di crisantemi - e le tavole e le credenze di ogni casa si riempiono di cesti di frutta, dolci, cioccolato e caramelle, un modo felice, soprattutto per i più piccoli, di ricordare i propri cari.

Il culto dei morti è antichissimo e la data del 2 Novembre sembrerebbe riferirsi al periodo del grande Diluvio di cui parla la Genesi, quello per cui Noè costruì l’arca. Secondo la tradizione, la Festa dei Morti nacque dunque in “onore” delle persone che Dio stesso aveva condannato, al fine di esorcizzare la paura di nuovi eventi simili.

Molto ricorrente nella tradizione popolare è ancora la credenza che in questo giorno i cari scomparsi tornino a farci visita sulla terra. Per questo il comune intento è quello di accogliere, confortare e placare le anime degli avi defunti.

In occasione di questa giornata, dedicata alla commemorazione dei morti, è giusto ricordare non solo i nostri parenti deceduti, ma tutti coloro che sono stati abitanti del nostro paese. Per far ciò, ci si può recare in due punti strategici del paese dove un tempo sorgevano i cimiteri nojani e dove oggi non resta che una targa. Il primo luogo in questione è la facciata dell’Istituto Sant’Agostino, il secondo è via Viscigliole.

Bisogna precisare che nel terreno sottostante l’Istituto Sant’Agostino sorgeva il primo cimitero nojano edificato negli anni ‘30 del 1800. Quando i primi Agostiniani giunsero a Noicattaro, alloggiarono nei piccoli ambienti che erano stati per molto tempo abitazione di un sagrestano, custode dell’attiguo cimitero.

In ottemperanza alle leggi igienico-sanitarie del periodo napoleonico, proibite le sepolture nell’interno delle chiese, alla fine degli anni ‘30 dell’Ottocento, dal Decurionato nojano (insieme delle persone che si occupavano di ciò che attualmente chiameremmo amministrazione comunale), era stato scelto un appezzamento di terra piuttosto lontano dall’abitato, ma comunque vicino ad un luogo sacro. Questo piccolo camposanto fu progettato dall’ing. Pio Nencha nel 1845, ma quarant’anni dopo si pensò ad una nuova e più ampia sistemazione in contrada Calcara.

Liberato dalle tombe, il cimitero della Lama si trasformò nelle splendide realizzazioni Agostiniane, a favore dei diversamente abili. Sorse prima una parte dell’attuale fabbricato, poi si estese, anche con la costruzione del piano superiore, così da diventare un imponente edifico. Le palestre, i laboratori, una piscina coperta, i giardini, i refettori ed alcune classi di Scuola Speciale rendono l’ambiente uno dei più efficienti ed apprezzati Istituti di Riabilitazione.

In conclusione, cogliamo l’occasione per commemorare questi luoghi, magari con fiori e lumini o anche con una semplice preghiera, facciamo sì che le nostre origini non vengano mai dimenticate!

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