Sabato 16 Novembre 2019
   
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Il nojano Filippo Anelli confermato Presidente dell’OMCeO

Noicattaro. Il dott. Filippo Anelli front

 

Lo scorso 3 Novembre, il nuovo Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (OMCeO) della Provincia di Bari ha eletto le nuove cariche dell’ente. Una elezione che ha visto trionfare Noicattaro. Infatti, il dott. Filippo Anelli - nojano doc - è stato confermato Presidente dell’Ordine. Così come sono stati confermati buona parte dei vertici uscenti, quali Franco Lavalle, Vice-Presidente, e Antonio Martiradonna, Tesoriere. La novità è Gianvito Chiarello, neo Segretario dell’OMCeO al posto di Nicola Esposito, che assume invece la carica di Presidente CAO. Alla Presidenza del Collegio dei Revisori va un altro nojano, Sebastiano di Bari. 

“I colleghi hanno manifestato apprezzamento per il lavoro svolto negli ultimi anni dal Consiglio e sostegno ad un programma largamente condiviso - afferma il Presidente Anelli in un comunicato stampa dell’OMCeO - riconoscendo i valori fondanti della professione come terreno comune su cui portare avanti le istanze della professione medica”.

Una battaglia che il Consiglio dell’Ordine sta portando avanti è contro la politica che, secondo i medici, deve fare obbligatoriamente un passo indietro. Se è vero che la politica deve programmare e definire i modelli, spetta poi agli operatori medici la scelta sui criteri di selezione dei Direttori generali, ad esempio.

Il dott. Filippo Anelli sarà alle prese con un altro problema che attanaglia il mondo della sanità: quello della sicurezza. Il rischio clinico deve essere prossimo allo zero, anche se non è facile anche a causa delle strutture fatiscenti e delle carenze del personale e delle apparecchiature. L’Ordine, stando alle parole del Consiglio, si impegnerà a sostenere la costituzione della Commissione Regionale sulla sicurezza e a portare avanti una campagna perché le norme in materia di sicurezza delle strutture siano sempre rispettate.

I giovani e l’accesso alla professione: altro dilemma. In molti sono a credere che ci sia bisogno di una riforma complessiva dei percorsi formativi e delle modalità di accesso alla professione, all’interno di un sistema troppo complesso, che spesso lascia medici laureati fuori alle scuole di specializzazione.


[da La Voce del Paese dell'8 Novembre]

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