Giovedì 14 Novembre 2019
   
Text Size

"Torre a Mare quanto ti amo!": la lettera di un pelosino innamorato

Torre a Mare. Il porto front

 

Cara Torre a Mare, stamane volevo dirti quanto sei bella, mentre ti lasci accarezzare da un pallido sole di autunno. Ti passeggio per le tue stradine, lascio che il tuo maestrale mi faccia sentire parte di te.

Sai, mio caro Borgo, molti credono che l’amore possa nascere all’improvviso, eppure noi due ci siamo cercati per anni, ci siamo inseguiti, ci siamo avvicinati ed allontanati. Trentatré anni, mia Torre a Mare, un lasso di tempo troppo lungo per poter ricordare ogni istante, ogni attimo che abbiamo condiviso, eppure siamo diventati inseparabili. Nei tuoi tramonti custodisci i miei pensieri e le mie riflessioni, tra le tue onde ho lasciato i miei sguardi, sguardi di un bambino, che passeggiava mano nella mano con suo zio, un’adolescente che trovava conforto nel rumore del tuo mare, un ragazzo che riteneva romantico sedersi sul braccio a maestrale del porto, ed ora un uomo, che si è messo in discussione, che per te ha deciso di combattere battaglie nuove, a volte perse in partenza, ma sempre degne di essere combattute.

Cara Torre a Mare, mi hai permesso di viverti, mi hai accolto nei tuoi rumori, nel tuo dialetto, ti sei fatta conoscere pian piano, come la più timida delle amanti. Ogni giorno una parte di te si svelava ai miei occhi ed alle mie orecchie, nei racconti di gente che ti ha visto splendida negli anni settanta, nelle immagini sbiadite in bianco e nero. Ti penso quando sono lontano, penso alle tue piazze, ai tuoi locali, alla tua gente, che ogni giorno ti vive e ti ascolta. A volte provo gelosia, nel vedere facce nuove, volti sconosciuti, che ti cercano, ti fotografano, ma poco dopo mi sento orgoglioso di tutto questo.

Ti amo Torre a Mare, ti amo con le mie fotografie, ti amo con il mio impegno, ti amo con la mia meraviglia, ti amo con le mani sporche di fango, mentre la “Mena” attraversa la lama, ti amo con la mia disponibilità ed anche con le mie urla. Ti amo Torre a Mare, ti amo quando il tuo cielo si colora di viola, ti amo negli occhi di chi ti vuol bene, di chi ti rispetta e si danna per te. Sei bella mia Torre a Mare, mi piaci quando sei deserta, mi turbi, quando troppa gente ti affolla, vorrei parlarti mio piccolo borgo, ma soprattutto vorrei ascoltarti quando ti lamenti, vorrei aiutarti e difenderti, vorrei che tu fossi bella come un tempo, vorrei che non venissi sfruttata da chi non ti ama, da chi ti ha male amministrato, da chi ti ha ridotto a mero quartiere periferico.

Cara Torre a Mare vorrei asciugare le tue lacrime, vorrei che tutti ti rispettassero, vorrei parlare di te a chi non ti conosce, a chi viene da lontano a chi ti conosce solo in foto. Viverti ogni giorno è un’esperienza unica, assaporare le tue contraddizioni e le tue dicotomie. Perché tu sei così come il tuo vento, che all’improvviso cambia ed increspa il mare. Ti amo Torre a Mare perché custodisci in silenzio i miei ricordi più cari, di un tempo che forse non tornerà mai più. Sei in me piccola frazione a Sud di Bari, come io sono in te, nel tuo mare, nei tuoi tramonti, nella tua gente.


[da La Voce del Paese del 15 Novembre]

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI