Mercoledì 13 Novembre 2019
   
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Il gioco è bello quando dura poco. Il dibattito sulla ludopatia

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Sabato 15 Novembre l’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Noicattaro ha organizzato un convegno dal titolo “Il gioco: fenomeno sociale e dipendenza” presso il Laboratorio Urbano Exviri.

Francesco Lombardo, Dirigente ai Servizi Sociali, Saverio Abbruzzese, Psicologo Psicoterapeuta, e Marilena Lucente, autrice “Le giocatrici”, hanno esaminato, ognuno nella propria sfera di competenza, alcuni aspetti della dipendenza da gioco, che è un fenomeno ormai largamente diffuso. Il dibattito è stato moderato da Edoardo Altomare, Responsabile formazione ASL Bari.

Dopo i saluti del sindaco, dott. Giuseppe Sozio, e dell’assessore ai Servizi Sociali, dott.ssa Cecilia Rescina, il moderatore ha introdotto il tema evidenziando il fatto che le nostre città si stanno trasformando sempre più nel “paese dei balocchi” con la proliferazione di sale da gioco e punto scommesse, facendo della ludopatia un’emergenza e una nuova forma di schiavitù che apporta tanto male alle famiglie.

Queste sale spesso diventano mete ambite non solo da adulti ma anche da adolescenti e preadolescenti, che corrono in innumerevoli pericoli, tra cui quello di cadere nella morsa dell’usura.

La parola è poi passata a Marilena Lucente, che ha riportato la sua esperienza di osservatrice dei giocatori fatta durante la scrittura del suo libro “Le giocatrici”. Quest’ultimo è composto da tre racconti che parlano di una relazione malata col gioco, spesso alimentata dalla stesso Stato. Le storie di Marilena mordono un’attualità che sta sotto gli occhi di tutti da ormai quarant’anni, tant’è che il primo racconto de “Le giocatrici” è ambientato negli anno ‘70.

Proprio perché il fenomeno è diffuso da circa 4 decenni, l’avv. Francesco Lombardo ha sottolineato il ritardo della legislazione in merito all’argomento. Le prime leggi infatti, risalgono al 2012, e comunque la materia è attraversata da una contraddizione di fondo: la legge affida al Monopolio di Stato il compito di sensibilizzazione e prevenzione alla dipendenza da gioco, ma è lo stesso Monopolio che autorizza l’apertura di nuovi centri scommesse e sale giochi.

Lo stesso ha poi illustrato come si presentano i giocatori ai Servizi Sociali: arrivano con una semplice richiesta di contributo economico ma quando l’assistente sociale comprende qual è il vero problema lo prende in carico e lo indirizza al SerT (Servizi per le dipendenze patologiche delle ASL) che ha istituito specifiche équipe (composte da medici, psicologi, assistenti sociali, educatori, infermieri) che si occupano di diagnosi e cura del gioco d’azzardo patologico.

Si è poi esaminato l’aspetto psicologico della dipendenza da gioco, considerata ormai un disturbo del comportamento rientrante nella categoria delle “dipendenze comportamentali”.

Questo fenomeno è uno delle piaghe sociali più pericolose ed è causa di danni ingenti non solo per i giocatori ma anche per le famiglie, soprattutto quando il fenomeno coinvolge i ragazzi. Educazione, conoscenza e consapevolezza possono aiutare a prevenire il rischio della dipendenza, rafforzando la capacità di valutazione, di consapevolezza e di autocontrollo.


[da La Voce del Paese del 22 Novembre]

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