Venerdì 15 Novembre 2019
   
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Decreto Angioino del 1328: la nascita del mercato settimanale

Noicattaro. Mercato

 

A seguito di varie lamentele dei nostri concittadini, a riguardo del mercato che settimanalmente si svolge a Noicattaro (in particolare nei confronti della “sicurezza” in caso di emergenze sanitarie e dello stato di sporcizia e degrado che si riscontra nelle strade a fine giornata), abbiamo pensato di ricordare a tutti che questa consuetudine - a cui non diamo alcuna importanza - è un’eredità di una tradizione antichissima.

Rispolverando le fonti storiche abbiamo rinvenuto la copia di un documento privilegiato (1328), redatto in lingua latina, dal quale si ha notizia della supplica rivolta dai nostri compaesani nei confronti del re di Sicilia Roberto d’Angiò (1278-1343), affinché concedesse lo svolgimento, ogni domenica, del mercato settimanale presso la piazza principale, denominata successivamente Piazza del Mercato. L’autorizzazione non tardò ad arrivare in quanto, all’epoca, i nojani erano riusciti a conquistare la fiducia del re grazie alle sovvenzioni economiche che diligentemente destinavano alle milizie. Fu così, dunque, che nacque il mercato domenicale. Dalle testimonianze raccolte emerge la cospicua presenza di mercanti, non solo nojani, ma indigeni e forestieri, che ogni domenica accorrevano dai paesi vicini per prendere parte all’evento. Vi era addirittura chi soggiornava dalla sera prima nel nostro paese per vendere le sue merci ai passanti. Le mercanzie esposte erano le più variegate: dagli animali domestici - come conigli, maiali o pecore - a quelli da tiro, dai tessuti di prima qualità agli attrezzi utili per l’agricoltura.

Dopo il primo conflitto mondiale però, il mercato si spostò in maniera temporanea su Largo Pagano per permettere ai tecnici e agli operai di sistemare la pavimentazione della piazza ed edificare il monumento ai Caduti. Completati i lavori, il mercato torna nella sua originaria locazione, e Piazza del Mercato viene denominata Piazza Umberto I, per onorare i regnanti di casa Savoia. Da circa dieci anni il mercato è diventato infrasettimanale, e come ben si sa, si svolge nei Giardini Matteotti.

Concedeteci un’aggiunta di sapore, un po’ campanilistico, che riguarda la storica rivalità con la vicina Rutigliano. Il documento sopra citato scagiona i Carafa - duchi di Noja - dall’accusa mossa dai rutiglianesi di aver emulato la loro tradizione del mercato e di averla introdotta nel nostro paese. In realtà non è così perché, con documenti alla mano, possiamo affermare che il Decreto Angioino (1328), da cui abbiamo attinto informazioni, risale a più di due secoli prima rispetto all’inizio dell’età ducale nojana (1592).

Con questo articolo, la redazione de “La Voce del Paese” vuole ricordare ai suoi affezionati lettori che tutte le manifestazioni che si svolgono nel nostro territorio hanno una storia alle spalle, e queste tradizioni vanno tenute vive e salvaguardate. Le lamentele riportate sono senz’altro da tenere in considerazione, e i problemi di intralcio al passaggio di eventuali mezzi sanitari (ambulanze ad esempio) non sono dissimili da tutte le situazioni, ordinarie o straordinarie, in cui ci sia un tratto di strada chiuso al traffico.

Riguardo la sporcizia, oltre che sull’educazione civica di tutti noi che abbiamo il dovere del rispetto igienico del suolo pubblico, si potrebbe far leva sull’amministrazione comunale, affinché organizzi col servizio di nettezza urbana, una pulizia straordinaria dell’area del mercato subito dopo il suo svolgimento, sull’esempio di quello che a Bari accade durante i mercati rionali settimanali.


[da La Voce del Paese del 29 Novembre]

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