Venerdì 22 Ottobre 2021
   
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“Il Libroscopio”, ospiti illustri nella serata inaugurale

Noicattaro. Serata inaugurale Il Libroscopio front

 

La serata inaugurale di venerdì 21 Novembre (foto di Luigi Grande) ha dato l’ufficiale taglio del nastro alla sesta edizione della Settimana della Cultura Scientifica “Il Libroscopio”, curata dal Presidio del Libro di Noicattaro. La conferenza, che ha avuto luogo nella Sala Consiliare del Municipio, ha visto come protagonisti quattro illustri relatori: il professore ordinario di Letteratura Italiana nell’Università della Calabria Nuccio Ordine, autore del saggio “L’utilità dell’inutile”, che ha rappresentato lo spunto delle tematiche scelte dal Presidio per questa edizione de “Il Libroscopio”; Eva Milella, presidente dell’ARTI (Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione della Regione Puglia) e dell’ADiTe (Associazione dei Distretti Tecnologici); Gilberto Corbellini, docente di Storia della Medicina, Bioetica ed Epistemologia Medica all’Università “La Sapienza” di Roma; Alessandro Sannino, ingegnere chimico e ricercatore presso l’Università del Salento. A moderare il dibattito il semiologo e docente dell’Università degli Studi di Bergamo Pino Donghi.

All’apertura della conferenza sono inoltre intervenuti il sindaco Giuseppe Sozio, che ha salutato l’avvio dei convegni e fatto gli “onori di casa” ai relatori, e Paolo Comentale, presidente nazionale dell’Associazione dei Presidi del Libro, che ha ribadito l’importanza della manifestazione e rivendicato ai Presidi la florida attività culturale ravvivata dai lettori pugliesi. Come epilogo dell’incontro, la conclusione ad opera del professor Francesco Vitelli, docente di Letteratura Italiana nell’Università degli Studi di Bari, nelle veci del Rettore Antonio Felice Uricchio, assente per impegni istituzionali.

Il confronto tra i quattro ospiti ha permesso di creare un dibattito intorno ad argomenti apparentemente contrastanti e un filo conduttore tra i cosiddetti saperi “utili”, quelli che portano a un profitto, e i saperi considerati “inutili”, perché non arrecherebbero un giovamento tangibile alla nostra esistenza. Eppure “proprio i saperi inutili quali la poesia, l’arte, la letteratura, la cultura in genere - sostiene appassionatamente Nuccio Ordine - sono un balsamo per l’anima, sono capaci di rendere più umana l’umanità e contribuiscono a costruirne la memoria; la stessa ricerca scientifica nasce dalla curiosità e non può essere finalizzata all’applicazione e all’utilitarismo”.

Il professor Corbellini ha spiegato i rapporti tra la cultura civica e la cultura scientifica, perché se non si investe nell’istruzione e non si forniscono strumenti intellettuali ai cittadini si mette a repentaglio la democrazia di un Paese. Eva Milella, pur denunciando la mancanza di attenzione e di finanziamenti alla ricerca, auspica un’integrazione fra la cultura umanistica e quella scientifica, e sostiene l’importanza della disponibilità da parte dei giovani ad una continua formazione. Esempio vivente di come anche ciò che è “inutile” possa essere rapportato al mondo dell’imprenditoria, e di come si possano coniugare la formazione classica e la passione per la ricerca, è lo stesso Alessandro Sannino, il quale, nell’avvincente racconto di una delle sue esperienze di brevetto di nuovi materiali e progetti imprenditoriali, ha dimostrato come il successo possa essere costruito dalla somma di tentativi e fallimenti.

In conclusione, numerosi sono stati gli spunti per riflettere sullo stato della cultura in Italia, sulla responsabilità sociale dell’impresa che deve finanziare lo sviluppo, sulla competenza appassionata che deve animare ricercatori, imprenditori e investitori.


[da La Voce del Paese del 29 Novembre]

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