Venerdì 15 Novembre 2019
   
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Un albero per ricordare Caterina Susca. Torre a Mare non dimentica

Torre a Mare. Un albero per Caterina Susca front

 

Domenica 30 Novembre, nei giardini antistanti il porticciolo di Torre a Mare, in Piazza del Porto, è stato piantato un albero in ricordo di Caterina Susca. L’iniziativa è stata promossa da Francesco Ventrella - che ha organizzato e fortemente voluto questo momento - coadiuvato da Corrado Iacobellis e da Giuseppe Timeo. Quando Francesco ha saputo che l’albero si poteva avere dal Servizio Forestale della Regione, ha risposto: “È un gesto che voglio fare io, senza chiedere niente a nessuno”.

Francesco non conosceva neanche Caterina, né nessuno della sua famiglia, ma lei era una brava persona, era di Torre a Mare e tanto basta. La cerimonia è stata una perla e se lo scrive chi le cerimonie-inaugurazioni e similari le evita da sempre, un motivo ci deve pur essere.

Iniziamo da cosa non è stata: non è stata una piazzata - nonostante si fosse in piazza - non è stata una cosa formale, anzi, sono intervenuti l’assessore all’Ambiente e quello al Welfare, Pietro Petruzzelli e Francesca Bottalico, si, ma non c’era un podio, per leggere un intervento scritto da altri. Erano confusi tra la gente, che non li assillava con richieste assurde, niente clientes all’orizzonte, niente palco anzi... Un palco neanche è stato montato e non c’era nemmeno il microfono, eppure nessuno gridava per farsi sentire.

Persone riunite per ricordare, senza imporre niente a chi a questo ricordo non era interessato. Rispettare l’altro è anche questo. Un gruppo di persone si sono ritrovate per un buon motivo, si sono incontrate, presentate - visto che molte non si conoscevano nemmeno - hanno sentito le belle parole di Francesco e quelle delle autorità, che stavolta non parlavano dall’alto, perché erano in mezzo alla gente. Parlavano con la famiglia, aiutavano a piantumare l’albero, si preoccupavano di pressare il terreno.

Tutto succedeva molto sobriamente, senza imporre niente a nessuno: uomini e donne che hanno voluto incontrarsi per ricordare una persona perbene, e l’hanno fatto in maniera ormai insolita: senza danze, canti e microfoni.

Semplicemente si sono guardati in faccia e si sono parlati, ricordando Caterina.


[da La Voce del Paese del 6 Dicembre]

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