Giovedì 14 Novembre 2019
   
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Il diritto alla bellezza e la difesa del patrimonio culturale italiano

Noicattaro. Il Libroscopio 26 Nov front

 

Il binomio “paesaggio e patrimonio culturale” abbraccia nel suo insieme la straordinaria eredità materiale della storia italiana, della ricchezza delle opere d’arte a quella della città e del territorio.

Come e forse più che in altri paesi, questo patrimonio è un l’elemento principale dell’identità nazionale e contribuisce alla qualità della vita individuale e collettiva dei cittadini italiani. Tuttavia si tratta di un bene pubblico che si stenta a riconoscere e a custodire in quanto tale. Questa difficoltà limita i cittadini di oggi e delle generazioni future alla storia e alla bellezza.

La tutela dei beni culturali assume grande importanza in un paese come l’Italia, particolarmente ricco da questo punto di vista. I suoi scopi sono molteplici: da un lato, infatti, si propone di garantire al cittadino il godimento del bene, conservando antiche memorie la cui manomissione o distruzione comporterebbe la privazione, per la collettività, di beni artisticamente rilevanti. Dall’altro si vuole salvaguardare un patrimonio storico e culturale la cui compromissione provocherebbe un danno significativo per l’economia e la ricchezza della nostra Nazione.

Su questo tema sono intervenuti Tomaso Montanari, uno storico dell’arte, ed Angela Barbanente, paesaggista e vice-presidente della Regione Puglia, durante l’evento tenutosi presso il Palazzo della Cultura di Noicattaro in occasione de “Il Libroscopio, la Settimana della Cultura Scientifica”, organizzata dalla rete di editori pugliesi del Presidio del Libro, il giorno 26 Novembre (foto di Luigi Grande).

Il patrimonio culturale ci lega al nostro passato e ci permette di immaginare il nostro destino, purtroppo non tutti se ne rendono conto, arrivando a definirlo “il petrolio d’Italia”, considerandolo un repertorio di oggetti da affittare al magnate di turno, privandoci così di un bene primario, di un nostro diritto, come recita la stessa Costituzione Italiana nei “Principi Fondamentali” del cittadino: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

Dopo aver indagato sui disastri della politica culturale italiana, Tomaso Montanari scrive un libro con lo scopo di invitarci a una vera e propria rivoluzione, non soltanto contro chi saccheggia le biblioteche o deturpa il paesaggio, ma contro chi non educa all’amore per la bellezza.

“Istruzioni per l’uso del futuro” è costituito da ventuno voci che mostrano come per trasformare un paese non bastano le nostalgie o le indignazioni, ma servono responsabilità e conoscenza.

Concludendo, il patrimonio culturale del nostro paese rappresenta un valore inestimabile per la collettività, ma è in costante sofferenza a causa delle contenute risorse economiche destinate al settore, di un insufficiente rispetto delle norme e di un cattivo controllo da parte delle amministrazioni.


[da La Voce del Paese del 6 Dicembre]

Noicattaro. Il Libroscopio 26 Nov intero

Commenti 

 
#1 Marco A. 2014-12-12 10:21
Cultura parola più abusata e più vuota che esista soprattutto in bocca ai salottieri di professione. "L'eredità materiale"? La tutela del solo paesaggio è la cultura? E che significa? Il bagaglio di questi signori è il progresso della scienza che a braccetto con quello tecnologico industriale e il mito della democrazia (utile agli utilitarismi delle oligarchie) è la nostra realtà. E non c'è attività che non venga investita dall'utilitarismo e dal profitto. E dunque questa parola è utilizzata dai s********** di professione e da "c****" spacciate per persone intelligenti. L'ipocrisia generalizzata.
 

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