Riportare alla luce la cripta dei Carafa: per la Giunta si può fare

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Uno dei principali obiettivi di questa amministrazione comunale è voler riportare alla luce la famosa cripta ipogea che conserva i resti della nobile famiglia dei Carafa, un tempo duchi di Noja. Da quanto affermato anche in conferenza stampa dalla maggioranza, un intervento di restauro - avvenuto circa trent’anni fa - chiuse la botola che dalla Chiesa dei Cappuccini conduceva alla cappella gentilizia, e dove probabilmente sono deposti, assieme agli altri, i resti di Giovanni Carafa, il più famoso discendente della nobile casata.

Per i lettori che probabilmente ne ignorano l’esistenza, quest’ultimo fu studioso e cultore di materie sia letterarie che scientifiche. Personaggio di spicco nell’ambiente intellettuale napoletano grazie ai suoi interessi naturalistici e storico-artistici, è considerato il padre della celebre “carta topografica della città di Napoli e dei dintorni”, meglio conosciuta come “Mappa del Duca di Noja”. Tale mappa è considerata in tutto il mondo un capolavoro della cartografia Settecentesca, e certamente questo è motivo di orgoglio per il nostro paese.

“I Carafa hanno governato Noicattaro per trecento anni, e spesso si dice che non abbiano contribuito al prestigio del ducato di Noja. In realtà non è così perché la costruzione della Chiesa dei carmelitani ad esempio, quella dei Cappuccini o quella della Madonna della Lama, è avvenuta in seguito all’urbanizzazione di Noicattaro decisa proprio dai Carafa”, sostiene l’assessore alla Cultura Vito Didonna. E proprio all’interno delle chiese, nello specifico in cappelle private, tutte le famiglie nobili avevano l’abitudine di conservare le spoglie degli appartenenti al proprio casato. E i Carafa scelsero di custodire i loro corpi nella parte sottostante la Chiesa dei Cappuccini (al tempo chiamata Chiesa dell’Immacolata dei nobili, proprio per la funzione che esercitava) a fianco ai resti dei frati che morivano in quel convento.

Intento del Comune è dunque quello di valorizzare il passato del nostro paese e riscoprire la storia di Noicattaro, e i Carafa sono certamente un punto di riferimento per l’intera cittadina. “Tra l’altro la rivisitazione della cripta in cui sono custoditi i resti dei nostri antichi nobili - continua l’assessore - è stata chiesta anche dagli eredi della famiglia Carafa, che attualmente vivono a Napoli”. Prima della riapertura della botola però, gli esperti dovranno verificare l’accessibilità al sito e, attraverso una mappatura completa, analizzare l’intera area che ospita la cripta ipogea.


[da La Voce del Paese del 13 Dicembre]