Sabato 23 Ottobre 2021
   
Text Size

“Coraggio, sono io!”, in 600 per la Festa dell’Adesione. Foto

Noicattaro. Festa dell'Adesione 2014 front

 

L’8 Dicembre è, per tutti coloro che appartengono all’Azione Cattolica, un giorno che rappresenta un momento particolarmente significativo e importante in cui si rinnova la scelta di appartenere a Cristo e alla Chiesa. Dai bambini ai ragazzi, dai giovani agli adulti, l’adesione “è manifestazione di una scelta libera e consapevole che ogni socio è chiamato a compiere e che esprime l’impegno ad assumersi la responsabilità di essere nella Chiesa e nel mondo testimone autentico di Cristo e annunciatore instancabile del Vangelo”.

L’adesione rappresenta l’impegno di rimanere con Gesù, di andare in giro per le strade del paese a testimoniare la bellezza dell’incontro con il Signore, a gioire ed esultare in Colui che è sempre con noi e dona senso e significato alle giornate.

Ogni anno l’Azione Cattolica (AC) sceglie un’icona biblica che accompagna il cammino dei tesserati per tutto l’anno. Quest’anno il brano scelto è preso dal vangelo di Marco, la tempesta sedata: “Coraggio, sono io”. Questo a significare il momento in cui i discepoli avevano paura, e proprio in quell’occasione, Gesù si è presentato loro dicendo appunto: “Coraggio, sono io”.

Ecco perché il simbolo scelto dai giovani, ragazzi ed educatori della Chiesa del Carmine, parrocchia protagonista della serata, è stata la barca. Lunedì 8 Dicembre, infatti, presso il Palazzetto dello Sport Pertini, c’è stata una grande festa, caratterizzata da danze, canti e qualche scena teatrale, il tutto reso unico e divertente dai tanti presenti. Circa cinquecento persone sono state protagoniste della manifestazione in qualità di tesserati all’AC, ma altrettanta e forse più gente - tra famiglie e simpatizzanti dei paesi limitrofi della diocesi Bari-Bitonto - era presente sugli spalti e ha gremito il Palazzetto come poche volte accade.

Nicola Vavalle, presidente di AC, che da tanti anni ha scelto di aderire a questa associazione ci spiega: “Anche quest’anno siamo davvero tanti, uniti e tutti con lo stesso entusiasmo. L’obiettivo è essere <<servi inutili per il Signore>> e per tutta la comunità. Ogni singolo socio, e tutti i genitori fantastici che non ci lasciano mai soli, ci permettono di pensare sempre in grande permettendoci ogni anno di dire sì a questa famiglia con un entusiasmo maggiore”.

La barca appunto, simbolo di questo evento, è stata realizzata e messa in piedi passo dopo passo da ciascuno degli aderenti: i più piccoli avevano tra le mani delle onde che rappresentavano il mare, mentre i più grandi attraverso dei pannelli modulari - realizzati in cartone - hanno tirato su lo scafo, con altrettanti remi che i giovanissimi nelle settimane precedenti avevano realizzato nei gruppi di appartenenza, poi sono state issate le vele tirate su dai giovani. Infine gli adulti, coloro che rappresentano le colonne portanti dell’associazione, nella realtà parrocchiale, hanno aggiunto gli ultimi dettagli importanti: l’ancora, il timone e una bussola. A guidare i “lavori” di realizzazione un capocantiere speciale, il neo-assistente don Giuseppe Bozzi che via via, appostato in un gabbiotto, guidava i piccoli e grandi protagonisti all’aggiunta dei segni e dei dettagli. Questa sorta di flashmob ha visto intervallarsi una serie di scene teatrali, che rappresentavano momenti di vita quotidiana domestica in vernacolo nojano. Una semplice famiglia di nonni, ha ricevuto la visita dei propri nipoti, ed inevitabilmente c’è stato un confronto generazionale che man mano induceva i singoli protagonisti a dirigersi verso la scena della barca, intesa come famiglia parrocchiale dove ciascuno era chiamato a svolgere un preciso compito.

Tra una scena e l’altra, piccoli e grandi hanno cantato, ballato e “costruito” la barca passo dopo passo. Alla fine sono saliti sulla barca don Giuseppe, nuovo parroco della Chiesa del Carmine, Nicola Vavalle, e tutti i membri del consiglio parrocchiale di AC che si sono occupati dell’organizzazione dell’evento, accompagnati dall’equipe educatori a cui il presidente ha riservato un ringraziamento speciale a fine serata.

Tutto poi è stato coronato con il canto finale, simbolo dell’evento, intitolato “Prenderemo il largo” che ha visto la commozione di tutti i presenti protagonisti e spettatori per aver vissuto ancora l’unitarietà di questa speciale realtà locale.

Poco prima della festa, alcuni giovanissimi hanno esposto uno striscione particolare, dedicato a Onofrio Pepe, un membro dell’Azione Cattolica scomparso recentemente in un incidente stradale: “Anche tu insieme a noi oggi! Ciao Onny!”.


[da La Voce del Paese del 13 Dicembre]

Qui alcune foto, scattate dai Giovani di AC.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI