Sabato 23 Ottobre 2021
   
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Museo degli utensili antichi alla scuola “De Gasperi”. Foto

Noicattaro. Mostra antiquariato De gasperi front

 

In occasione del Natale, la classe 3^E della scuola elementare “A. De Gasperi” di Noicattaro ha deciso di festeggiare rendendo omaggio al passato, dando vita a un vero e proprio museo di utensili impiegati, quasi un secolo fa, nelle attività contadine e domestiche. I bambini, guidati dalla maestra Santa Anelli e in collaborazione con i genitori, hanno rispolverato gli oggetti del passato, nascosti negli angoli più remoti di cantine, scantinati, ma soprattutto nella memoria di nonni e bisnonni, che li hanno custoditi nei ricordi più preziosi. Questi oggetti ormai in disuso, che adesso vengono utilizzati durante la rievocazione della natività di Gesù Bambino, in passato erano strumenti fondamentali per svolgere le semplici attività quotidiane di uomini e donne.

Per i piccoli, che entusiasti si sono tuffati in questo mondo magico ed affascinante, è un occasione eccezionale per scoprire in modo diretto e divertente le tradizioni contadine e le proprie radici.

Gli “attrezzi della civiltà contadina” sono, infatti, un omaggio alla tradizione e alla nostra memoria storica e rappresentano per le prossime generazioni una vera e propria miniera di esperienza, di saggezza e di lucidi ricordi su tutti gli aspetti della civiltà contadina. In questo mondo antico, fatto di povertà materiale, gli oggetti rappresentano un patrimonio di inestimabile valore, ma anche di enorme ricchezza spirituale, che contribuiscono a lasciare una traccia indelebile di un mondo semplice e autentico. Questo piccolo museo, realizzato dai bambini, racconta la storia di uomini semplici, poveri, e propone la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale e storico del mondo agricolo del territorio nojano.

La ricerca divertente del materiale proveniente dal territorio testimonia la vita quotidiana delle nostre campagne fino agli anni Sessanta e oltre. Attrezzi da lavoro, utensili da cucina, strumenti dai nomi quasi dimenticati, ma anche odori e sapori remoti che ci ricordano le nostre radici e sono memoria di una civiltà ai più giovani sconosciuta. Ferri da stiro in ferro a carbone, pozzi, toilette antiche, scaldaletto, lampade ad olio, foto antiche in bianco e nero, tavolieri per realizzare pane e pasta, bilance dai nomi antichi dialettali che divertono i bambini e lasciano immaginare un mondo lontano, quasi fiabesco. Perché conoscere da dove veniamo, comprendere le tradizioni, anche le più antiquate, è l’unico modo, veramente rivoluzionario, che abbiamo per restituire dignità alle nostre storie e a quelle dei nostri nonni, per lo più, miseri contadini e mezzadri sotto padrone. Vite chiuse negli argini dei loro campi e intorno al focolare domestico, dove la famiglia si riuniva in racconti e  in autentica condivisione della vita di ciascuno. Un museo realizzato al fine di resuscitare usanze, in modo da riappropriarci di noi stessi, di conoscere gli altri e il mondo e da qui, eventualmente, cambiarlo. Sono utensili che hanno scandito i tempi dell’evoluzione e dell’innovazione, che gradatamente hanno condotto un’antica civiltà di valori, lasciando intatto il fascino di un rapporto “uomo-lavoro-natura”.


[da La Voce del Paese del 20 Dicembre]

Qui alcune foto.

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