Piero, volontario alla mensa dei poveri la vigilia di Natale

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Primo, secondo, frutta e dolce. Queste le pietanze essenziali servite durante la cena della Vigilia di Natale organizzata presso la mensa delle Suore Missionarie della Carità di “Madre Teresa di Calcutta” in via Capruzzi a Bari, con l’aiuto di una ventina di volontari e a cui e a cui hanno aderito una sessantina di persone bisognose. Tra i volontari che hanno prestato l’opera caritatevole vi è stato il nojano Piero, classe 1995, diplomato al Liceo Scientifico ed iscritto al terzo anno della Scuola Alberghiera di Castellana. Il canto lirico una delle sue passioni.

Piero, come è nata l’idea per questa esperienza?

La volontà di servire alla mensa dei poveri il giorno della vigilia di Natale mi è stata trasmessa da mia cugina che collabora con la Caritas già da parecchi anni. Poi, molto semplicemente, per determinate circostanze e in base a degli eventi che hanno caratterizzato il mio passato ho deciso di intraprendere questo tipo di esperienza per me del tutto nuova. Ho scelto di offrire il mio tempo a persone bisognose appositamente nel periodo natalizio perché è proprio in quei giorni di festa che gli ospiti della struttura avvertono più fortemente il sentimento di abbandono, di solitudine e di disagio per la propria condizione sociale e finanziaria.

Da che ora avete iniziato a cimentarvi nel preparare la cena?

La cena della Vigilia era prevista intorno alle 19.00, ma i volontari che aiutano a servire la mensa arrivano nella struttura un’oretta prima per fare accoglienza agli ospiti e organizzare il servizio pietanze.

Dopo la cena c’è stata la tradizionale tombolata?

Sì. Per far apprezzare ancora di più la giornata i volontari hanno organizzato una tombolata con in palio piccoli premi donati precedentemente alla Caritas da privati. E la cosa sorprendente è stato vedere che durante il gioco non sono mancati lo spirito di allegria e la gioia dello stare insieme, nonostante le personali situazioni di disagio e difficoltà in cui versavano i bisognosi.

Cosa le ha lasciato questa esperienza?

Mi ha lasciato un qualcosa di assolutamente positivo... Mi ha molto colpito il forte entusiasmo e il grande spirito di solidarietà di tutti i volontari nei confronti di chi si affacciava alla mensa per ricevere un pasto caldo e per non trascorrere la Vigilia di Natale in totale emarginazione. Sono stato a contatto con persone che avevano un aspetto, un’abitudine e anche un “Credo” differente dal mio, e questo mi ha aperto ancora di più verso la diversità e verso un mondo che spesso riteniamo non essere il nostro. Ricevere un grazie e un sorriso da chi non ha veramente nulla fa riflettere sul senso della vita e fa apprezzare meglio le piccole cose che abbiamo e che quotidianamente purtroppo diamo per scontate, dalle cose materiali agli affetti delle persone attorno a noi.


[da La Voce del Paese del 10 Gennaio]