Domenica 08 Dicembre 2019
   
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"Appuntamento con la storia". La Chiesa Madre di Noicattaro

Noicattaro. La Chiesa Madre front

 

Inauguriamo lo speciale “Chiese e Monumenti”, con quello che riteniamo essere il monumento più importante di Noicattaro, ovvero la Chiesa Madre, dedicata a Santa Maria della Pace. Caratterizzata da uno stile romanico-pugliese, questa struttura rappresenta sicuramente il cuore del borgo antico del paese. Collocata tra due rioni antichissimi - il Casale e il Pagano - la leggenda vuole che sia stata il simbolo della Pace tra due frange con diversa fede religiosa, come lo storico Sebastiano Tagarelli scrive nel suo terzo volume Noja-Chiese e monumenti, citando un suo vecchio articolo pubblicato sul Bollettino della Madonna della Lama: “...la cappella primigenia..., come sappiamo, era sorta dopo la fusione delle due comunità rifugiate in Nohe da Kattry e Netion, quelle dei cristiani e la comunità dei pagani...e che a causa di ciò la si denominò di Santa Maria della Pace”.

L’architettura della chiesa

La facciata presenta due portali centinati da cornici riccamente scolpiti, fiancheggiata a sinistra dalla torre campanaria alta 33 metri.

All’interno della Chiesa si possono ammirare le tre navate, divise da colonne con capitelli intagliati, la cappella del SS. Rosario, istituita per celebrare la battaglia di Lepanto (1571), con i due pilastri antistanti scolpiti con i profili di due soldati dell’epoca, lo splendido coro ligneo realizzato in massello di noce risalente al 1544, restaurato di recente e riportato al suo antico splendore, un Crocifisso ligneo policromo del ‘400, collocato in una nicchia con lesene ed arco finemente scolpiti, il soffitto plafonato del pittore Michele Sparavilla nel 1892 che copre le capriate del tetto, l’affresco bizantineggiante di San Giovanni Evangelista, il ciborio in pietra leccese del 1544, l’altare maggiore in marmo con l’immagine della Madonna della Pace raffigurata dal pittore Umberto Colonna.

Il mistero della data scomparsa

Un fatto singolare caratterizza la storia della Chiesa Madre, ovvero la mancanza di documentazione cartacea sulla data della costruzione, che di solito viene incisa su un concio di pietra disposto nel punto più idoneo o sull’architrave della porta d’accesso. È lecito pensare che questa mancanza sia dovuta all’esecuzione dei numerosi lavori di arretramento della facciata disposta dalle varie Sovrintendenze che negli anni si sono susseguite, ultima quella nel 1921 in occasione della riparazione quasi integrale del campanile, colpito gravemente da un fulmine che danneggiò anche la facciata. Il tempio ha subito diverse trasformazioni negli anni. Si pensa che proprio a causa di questi numerosi restauri, eseguiti molto maldestramente, numerosi conci che avrebbero potuto contenere una data o qualsiasi iscrizione andarono perduti.

Intorno al 1600, sulle carte topografiche apparve il toponimo Noja con il riporto grafico di un piccolo centro abitato dal quale svetta un campanile, perciò è probabile che la Chiesa di S. Maria della Pace abbia assunto l’attuale conformazione proprio in quell’epoca. Le uniche fonti disponibili, attinenti all’oggetto, purtroppo non forniscono particolari precisi su quando e da chi venne eretta l’attuale Chiesa Madre.

Ogni storico del paese ha provato a dare una sua interpretazione alla vicenda, ad esempio Pasquale Pinto nel numero del 1° Gennaio 1925 del giornale locale “Il Crivello”, con un suo articolo ha provato a rispondere alla domanda in questione: “Questo sacro tempio dedicato alla Gran Madre di Dio, sotto il titolo di ‘S. Maria della Pace’, sorse in rozzo stile romanico, verso il 1100”.

Pare proprio che la data di nascita della nostra Chiesa Madre continuerà ad essere un mistero.


[da La Voce del Paese del 31 Gennaio]

Noicattaro. La Chiesa Madre intero

Commenti 

 
#5 Lillino 2015-02-03 20:29
Lo storico Pasquale Pinto nel numero del 1° gennaio 1925 del giornale locale "Il Crivello" con un suo articolo risponderebbe, circa le domande posteci, in maniera non del tutto completa: «Questo sacro tempio dedicato alla Gran Madre di Dio, sotto il titolo di 'S. Maria della Pace', sorse in rozzo stile romanico, verso il 1100» (sic).
Le altre notizie circa lo stile e l'arredo del manufatto sarebbero molto vicine a quelle descritte dal Garruba in Serie critiche dei Pastori Baresi (vedi infra).
 
 
#4 Lillino 2015-02-03 20:26
Lo storico dott. Sebastiano Tagarelli, nel terzo volume Noja-Chiese e monumenti, Nuova Doge, Castellana Grotte, 1981, p. 33 e seg., citando un suo vecchio articolo pubblicato sul Bollettino della Madonna della Lama del maggio-ottobre 1973, in merito alle domande innanzi enunciate, scrive, ingarbugliando la già confusionaria e ipotetica storia della fabbrica, che la «...cappella primigenia...» [1] era sorta «..., come sappiamo, era sorta dopo la fusione delle due comunità rifugiate in Nohe da Kattry e Netion, quelle dei cristiani e la comunità dei pagani... e che a causa di ciò la si denominò di Santa Maria della Pace» (sic!). Successivamente un certo Cornelio De Vulcano, nominato primo conte di Noja niente meno che da Federico II re di Svevia, per aver partecipato alla terza crociata (indetta dall'imperatore nel 1189), l'avrebbe ampliata trasformandola in «un tempio degno della Contea».
Che fai copi dai libri dello scrittore Settanni?
 
 
#3 g 2015-02-02 23:50
sulla destra c'è un bassorilievo raffigurante Cornelio de Vulcano, forse di ritorno da una crociata è stato tra i fondatori della Chiesa. Da notare le prime colonne a forma ottagonale come Castel del Monte
 
 
#2 Marco A. 2015-02-02 21:27
"Legenda" è l'etichetta di colui che ignora. Per la collocazione temporale, non è sempre necessario avere documenti o date scolpite. Molto spesso il mistero non è mistero ma è la distanza siderale dei nostri occhi moderni dalla Tradizione delle antiche civiltà.
 
 
#1 Marco A. 2015-02-02 21:19
"Rozzo" è lo stile di colui che pensa e che scrive ciò.
 

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