Mercoledì 20 Novembre 2019
   
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Torre a Mare non dimentica i Marò e riflette sulle parole di Mattarella

MARO' IN INDIA : ENTRO 2-3 GIORNI DECISIONE SULLA PENA DI MORTE **  ROMA 22/12/2012 IL RIENTRO IN ITALIA DEI DUE MARO' ACCUSATI IN INDIA DELL'UCCISIONE DI DUE PESCATORI. PER LE VACANZE DI NATALE E' STATO CONCESSO LORO, DIETRO PAGAMENTO DI CAUZIONE, DI TRA

 

Durante il suo intervento nell’Aula di Montecitorio il neo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato della vicenda dei due Marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, ormai da tempo coinvolti in un’amara vicenda che sembra non debba avere mai fine. Il Presidente ha parlato di maggior impegno da parte del nostro Governo, affinché la vicenda trovi al più presto una soluzione positiva, auspicando una conclusione che abbia come esito il definitivo rientro in Patria dei due fucilieri.

Il nostro quartiere è da sempre attento allo svolgimento dei fatti che hanno coinvolto i due marò, non solo perché Salvatore Girone è un nostro concittadino, la cui famiglia vive nel piccolo borgo di Torre a Mare, ma soprattutto perché la vicenda ha mosso questioni di carattere internazionale, mettendoci di fronte ad una delle tante sfaccettature della realtà che riguardano i difficili rapporti tra Paesi coinvolti in vicende di natura militare.

Sono passati ormai tre anni da quando il 15 Febbraio 2012, nelle acque al largo dell’India, avvenne un incidente a seguito del quale rimasero uccisi due pescatori del posto. Venne subito avviata un’inchiesta penale per reato di omicidio volontario che vide immediatamente arrestare i due fucilieri della nave Enrica Lexie. Secondo la ricostruzione dei fatti, i due militari italiani avrebbero sparato convinti di avere davanti un‘imbarcazione di pirati, reale ed insidioso pericolo molto diffuso in mare tanto che, nella Convenzione di Montego Bay, tale rato è stato definito come “ogni atto illecito di violenza, di sequestro e di rapina, commesso a fini privati dall’equipaggio di una nave privata”. In alto mare ogni stato può combattere la pirateria, attuando delle leggi proprie.

L’Italia, con la legge 130/2011, ha consentito di imbarcare sulle navi mercantili i Nuclei Militari di Protezione della Marina, i quali hanno funzione di ufficiali e di agenti di Polizia Giudiziaria e godono dell’immunità funzionale che demanda le responsabilità delle azioni compiute allo stato italiano, salvo eccezioni.

Questo era il compito dei nostri Marò, ancora oggi in balia delle severe leggi indiane nonostante l’incidente, stando a ciò che sostiene l’Italia, sia avvenuto in acque internazionali.

Dal Febbraio 2012 sono avvenute diverse trattative, e molti sono stati gli interventi fatti dal nostro paese, ma ad oggi non vi è alcuna certezza riguardo le sorti dei due Marò.

L’operazione di rientro è stata definita uno degli interventi internazionali più complessi degli ultimi dieci anni, che vede coinvolte questioni diplomatiche, giuridiche ed economiche all’interno di un difficile dialogo tra Italia ed India, dove abbiamo da un lato un’Italia politicamente debole in piena crisi economica, che deve a tutti i costi difendere i suoi militari dalla pena capitale, e dall’altro un India che chiede fortemente giustizia per i due pescatori, e che è disposta a fare qualunque cosa per ottenerla.

Attualmente le autorità di Nuova Delhi hanno concesso un permesso di altri tre mesi a Massimiliano Latorre, che si trova nella sua città natale - Taranto - dove si sta curando dopo l’intervento al cuore al quale è stato sottoposto. Il militare era già stato colpito da un’ischemia nel Settembre del 2014, a seguito della quale aveva ottenuto dalla Corte Suprema indiana il temporaneo trasferimento per poter proseguire in Italia le cure riabilitative.

Le famiglie di Girone e Latorre, la comunità di Torre a Mare la Puglia e l’Italia intera si aspettano che le parole del neo Presidente Sergio Mattarella non siano solo suoni volti a riempire i soliti bei discorsi, ma che il significante diventi significato, e che la forma diventi contenuto.


[da La Voce del Paese del 7 Febbraio]

Commenti 

 
#3 IL FALCO 2015-02-10 17:37
I DUE FUCILIERI SONO STATI SACRIFICATI PER NON PERDERE QUALCHE COMMESSA DI LAVORO CHE L'INDIA CI PASSA !!! QUESTO LO DOBBIAMO AI DUE GIORGIO. GIORGIO SQUINZI PRESIDENTE CONFINDUSTRIA, CHE SUGGERI DI RIMANDARE INDIETRO I DUE MARO'. GIORGIO NAPOLITANO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA , ESEGUI L'ORDINE. PER LA BUONA PACE DI QUESTI DUE RAGAZZI. QUANDO FINIRA' QUESTO CALVARIO ? PERCHE' NON FARE QUALCHE MANIFESTAZIONE A RIGUARDO , I SINDACI DEI RISPETTIVI PAESE PERCHE' NON SI ATTIVANO IN TAL SENSO ????
 
 
#2 HOPITAL 2015-02-10 16:51
In effetti i punti oscuri della vicenda sono veramente tanti.
-gli indiani non hanno mai spiegato la dichiarazione del capo pesca (forse unica vera perché rilasciata il giorno stesso) che afferma, e non una volta sola, alle TV indiane (filmato originale indiano)che l'attacco è avvenuto alle 21,30, era buio e non hanno visto nulla. Nel primo tentativo di inizio del processo lo stesso capo pesca dichiara che l'attacco è avvenuto poco dopo le ore 16, era giorno e hanno visto tutto. Ma in questo caso che valenza può avere in un processo questa dichiarazione cambiata (e da tutti i pescatori! uno può sbagliarsi...ma tutti?)?
-perché l'India ha cercato di invertire l'onere della prova con il Sua Act: per non esibire le sue prove sicure? E quale polizia dovrà accollarsi il problema marò? Se tutto fosse cosi limpido come raccontato, decidere una polizia NON NIA (che può invertire l'onere della prova) doveva essere questione di 2-3 giorni al massimo (dopo 3 anni!)
-la possibilità di verificare le prove da parte della difesa è stata del tutto annullata: barca fatta marcire per non ripetere nessuna prova balistica; corpi dei pescatori fatti sparire subito; fucili non dei 2 marò con una dichiarazione molto ambigua, non solo indiana, ma anche di un ammiraglio italiano sulla possibilità del cambio di fucili ... ma per entrambi i fucilieri? (difficilmente i soldati si scambiano i fucili in quanto ognuno ha un modo di sparare diverso e con responsabilità personale: vada per un fucile ... ma per due?); pallottole estratte senza prova documentale del luogo di estrazione; dichiarazione che il radar di controllo era in avaria quel giorno (in 365 giorni solo in quello? Di una nazione per la quale la sicurezza è fondamentale?); ecc.
Azzardo un'ipotesi: l'India vorrà un'ammissione di colpa da parte dei marò, le scuse italiane e un cospicuo risarcimento. In questo caso è sicura che NON dovrà esibire nessuna delle sue prove di colpevolezza (NON ripetibili dal collegio di difesa e i marò saranno condannati senza l'utilizzo di una sola prova) e anche se in un futuro il capo pesca decidesse di dire la verità (vedasi il filmato originale), la colpa della condanna giusta o ingiusta ai marò sarà solo dell'Italia. L'India difficilmente accetterà l'internazionalizzazione perché le sue prove diventerebbero di dominio pubblico e non più segretate ... e dovrebbe spiegare perché sono state parzialmente distrutte.
 
 
#1 edoardo 2015-02-10 11:31
I due fucilieri non hanno sparato contro quel peschereccio. Ma perchè questo rifiuto, anche qui, di abbracciare le ra ragioni dell'innocenza ??
 

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