Venerdì 22 Ottobre 2021
   
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"Appuntamento con la storia". La curiosa storia del nostro bel paese

Noicattaro. Vista aerea front

 

I primi insediamenti

Noicattaro è un Comune italiano di circa 26 mila abitanti. Importante centro di produzione dell’uva da tavola, dista circa 16 km dal capoluogo pugliese e 6 km dalla costa adriatica, tagliato da due grandi lame: Giotta-Milella ad oriente, e Paradiso ad occidente.

Per cercare le origini di questo paese dobbiamo però spostarci sulla costa adriatica, precisamente a Torre a Mare, che per molti secoli fu la marina del vicino centro di Noja, fino a quando un decreto fascista l’assegnò a Bari. Intorno al 1500, allo scopo di difendere la costa dalle incursioni dei pirati e dei predoni che infestavano il mare Adriatico, fu edificata una torre di avvistamento, tuttora esistente al centro della piazza principale. Da allora la località prese il nome di “Torre Apellosa” o “Torre Lapillosa”, trasformato successivamente in “Torre Pelosa”, diventando un piccolo borgo di pescatori che vivevano per lo più in trulli e grotte naturali e riparavano le proprie imbarcazioni nel porticciolo alla foce di lama Giotta.

La leggenda locale narra che sia stata proprio Torre Pelosa la terra originaria dei nojani. Infatti un primo insediamento di Noicattaro, chiamato Noa, si costituì intorno al VII-VIII secolo d.C., ad opera di quei pochi superstiti di Cattaro, che occupavano proprio l’attuale Torre a Mare.

La leggenda di Cattaro

Cattaro venne distrutta da alcune incursioni di barbari predatori Saraceni, che indussero la popolazione a rifugiarsi a circa 6 km nell’entroterra, dove fondarono appunto il casale di Noa, successivamente denominato Noja, da cui il nome di nojani, ancora in uso tra gli abitanti.

Il nome Noja venne mantenuto per secoli, identificando quell’insediamento sorto ad un paio di chilometri da “Azetium”, che come Cattaro, fu distrutta dai predoni Saraceni, dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente. Per quanto Azetium sia ritenuta la progenitrice dell’attuale Comune di Rutigliano, essa sorgeva in prossimità di Noicattaro, in contrada Castiello, sul ciglio del torrente Lama Giotta.

Nel 1188 il feudo di Noja diventò contea, con la nomina del suo primo Conte, Cornelio De Vulcano. Nel 1541 Noja passò alla duchessa di Bari, Bona Sforza d’Aragona, che a sua volta la donò al suo scudiero, il conte di Capurso Gianlorenzo Pappacoda.

Trasformato in ducato dal re di Spagna, Noja passò nelle mani della famiglia Carafa, che lo tenne fino alla abolizione della feudalità, intorno al 1806.

Da Noja a Noicattaro

Il paese porta l’attuale denominazione, Noicattaro, dal 4 Gennaio 1863, data in cui il Consiglio Comunale di Noja firmò il Decreto con il quale il primo governo dell’Italia unita volle evitare i casi di omonimia tra i Comuni. Quindi, per mantenere viva l’antica tradizione locale, si scelse il nome Noicattaro che metteva insieme i nomi delle città originarie, Noa e Cattaro.

Tuttavia, la leggenda di Cattaro non è stata confermata dall’archeologia, nonostante i profondi studi degli storici locali che hanno tentato di materializzare la leggenda stessa. Secondo molti studiosi, invece, il nome significa “Nuova Cattaro, dal nome della omonima città sita sulla costa del Montenegro, molto legata alla Puglia. Per molti secoli, infatti, la diocesi di Cattaro dipendeva direttamente dall’Arcivescovo di Bari.


[da La Voce del Paese del 14 Febbraio]

Commenti 

 
#2 Mimmo Pignataro 2015-02-16 22:10
In realtà la Contea di NOJA non fu donata al Pappacoda dalla regina Bona Sforza, della quale lo stesso Pappacoda era Lettore e non scudiero.
Il Feudo di Noja entrò nelle disponibilità del Pappacoda in seguito alla morte della Regina Bona Sforza per Volontà del Re Filippo II.
infatti, molti storici (ed a ragion veduta) affermano che la Contea di Noja fu la ricompensa per il Pappacoda per aver contribuito all'avvelenamento della Regina Sforza ordinato da Filippo II.
Ai tempi lo stesso Re chiese ai nobili dell'allora Regno di Napoli un contributo economico per sostenere la guerra contro il granducato di Toscana, la regina rifiutò di versare l'obolo e fù vittima dell'avvelenamento.
Alcuni documenti dicono che la Regina mori proprio nel castello di Noja e successivamente portata a Bari ed abbandonata in una cripta della Basilica di San Nicola, dove in seguito sua figlia fece edificare la tomba degna di una Regina.
P.s. La Grotta della Regna a Torre a Mare prende il nome da Bona Sforza che era solita andare a farsi il bagno senza essere vista dal popolo.
 
 
#1 vito didonna 2015-02-16 19:46
Molte chiacchiere sulle origini...e i ritrovamenti delle tombe in contrada calcare del 1905 con terracotte corinzie e bronzi argivi del VI sec. ac come li spiega lo storico? Katry o Cattaro è una leggenda metropolitana.
 

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