Venerdì 22 Ottobre 2021
   
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Il Festival “ConFilosoFare” da il benvenuto al prof. Esposito

Noicattaro. Il prof. Esposito all'Exviri front

 

Giovedì 19 Febbraio, in occasione del Festival “ConFilosoFare (Volo ut sis - Amore e Filosofia)”, il Laboratorio Urbano Exviri ha ospitato il professor Costantino Esposito, docente di Storia della Filosofia presso l’Università degli Studi di Bari (foto di Lorenzo Ardito).

Per questa prima edizione del Festival, organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Noicattaro, dall’Exviri e dalla Società Filosofica Italiana, si è scelto il tema dell’Amore. In questo contesto, il professor Esposito ha condotto il pubblico alla scoperta del concetto di Amore per il filosofo di Ipponia, Sant’Agostino, attraverso l’analisi della sua opera: “Le Confessioni”.

L’opera di Agostino, scritta intorno al ‘400, è sicuramente uno dei grandi classici della letteratura occidentale. Vuol essere una sorta di confessione dei propri peccati e, insieme, una manifestazione di lode e di ringraziamento a Dio misericordioso che ha liberato il peccatore. È divisa il 13 capitoli di cui i primi nove costituiscono l’autobiografia dove l’autore affronta profonde riflessioni circa la sua infanzia, gli anni dei suoi studi e poi di professione. Gli ultimi quattro sono libri di filosofia, nei quali sant’Agostino tocca alcuni temi più ardui del pensiero umano: dal mistero della memoria al mistero del tempo, fino alla creazione dal nulla e alla bontà divina.

Si tratta di un’opera fortemente strutturata ma, al tempo stesso, originalissima per la potenza e il vigore drammatico.

La tematica centrale de “Le Confessioni” è il rapporto tra Dio e l'uomo, e in particolare di come l'uomo, che cerca felicità e amore, per conoscere Dio non possa ricorrere alla sola ragione ma abbia bisogno anche del sostegno della fede.

L’amore, per Sant’Agostino, abbraccia significati positivi quanto negativi, indicando sia l’amore indirizzato al bene che quello rivolto verso cose non buone. Agostino definisce l’atto di amare nei termini di un appetire qualcosa, considerandola di per se stessa. L’amore si collega, quindi, al desiderio di qualcosa. È il segno di una mancanza, di una non-autosufficienza; si configura come un’aspirazione che trova al di là di sé la propria realizzazione. L’amore può rivolgersi al mondo, oppure può indirizzarsi verso l’eterno, cioè verso Dio.

L’opera, grazie alla sua forte concentrazione sull’io dell’autore, svela una sua sorprendente modernità, rappresentata anche dal fatto che la dimensione autobiografica principale sia quella interiore, dell’anima; inoltre, gli avvenimenti esteriori, pur non assenti, sono rivissuti con l’atteggiamento severo del peccatore pentito.

Scrivendo quest’opera, Sant’Agostino ha voluto esemplificare agli altri, attraverso la propria esperienza personale, il faticoso ascendere della sua anima verso Dio, per celebrarne la grandezza e la misericordia. Per questo “Le Confessioni” potrebbero essere considerate la storia di un pellegrinaggio dell’anima, in cui lettori di epoche e culture diverse possono trovare conforto e stimolo per la meditazione sugli eterni e immutabili problemi esistenziali.


[da La Voce del Paese del 21 Febbraio]

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Commenti 

 
#1 Filippo G. 2015-02-27 19:34
cari compagni la filosofia è piacevole ma fateci anche sapere; chi paga per il mantenimento della struttura?
 

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