Venerdì 22 Ottobre 2021
   
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Donazione, un gesto pieno di vita. Come quello dei genitori di Onofrio

Noicattaro. Convegno Fratres e Aido (5)

 

Sebbene l’anno 2014 si sia concluso con segno positivo per i trapianti, la Puglia non spicca per prodigalità nell’ambito. È il dato importante emerso dall’incontro-dibattito sul tema “Lavoriamo assieme per implementare la cultura della donazione di organi, tessuti, cellule e sangue in Puglia”. L’evento, organizzato dall’associazione Fratres Noicattaro (Gruppo “Parrocchia del Carmine”) e patrocinato dal Centro Regionale Trapianti Puglia, dall’Aido di Noicattaro, dal Comune di Noicattaro e dal Centro di Servizio al Volontariato “San Nicola”, si è tenuto sabato 21 Marzo presso il Palazzo della Cultura alle ore 17,00.

I trapianti di organi e tessuti rappresentano il rilevante progresso che la medicina ha effettuato nella cura di un gran numero di malattie per le quali non esiste alcuna soluzione alternativa. Migliaia sono i malati che hanno potuto beneficiare dei trapianti e tornare così a condurre una vita quasi del tutto normale, come i quattro cittadini nojani presenti all’incontro che hanno portato la loro testimonianza. Ma ancora oggi, purtroppo, non si è raggiunta la parificazione fra la necessità di organi e la loro disponibilità, per cui molti sono i pazienti che vivono con tante limitazioni e nei casi più gravi arrivano a morire. A questo sono orientate le campagne di sensibilizzazione che l’AIDO (l’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule) effettua nei diversi comuni, per arrivare, quindi, a colmare questo divario.

Il prof. Francesco Paolo Schena, responsabile del centro trapianti regionale, dopo aver parlato di donazioni, ha fatto il punto sulla realtà pugliese. La Puglia, con il 7,9%, si colloca fra le regioni con più scarsa percentuale di donazioni insieme a Campania, Basilicata, Sicilia e Calabria. Dati che entusiasmano poco se si considera che in Toscana, invece, si raggiunge il 34,1%. Ma ancora, se in Veneto si riescono a prelevare circa 5000 cornee all’anno, nella nostra regione invece, soltanto una media di 500. Il divario c’è, ed è notevole, e può essere collegato, fra le altre motivazioni, alla mancanza di assenso al prelievo di organi da parte dei parenti sui malati in cui si verifichi la morte cerebrale.

La morte cerebrale è una condizione clinica e legale che corrisponde a tutti gli effetti alla morte del paziente. Il decesso sopraggiunge perché la lesione cerebrale è talmente grave e vasta da causare la morte del cervello. Essa è, quindi, una condizione irreversibile e in qualche modo artificiale: il paziente necessita di respirazione meccanica che, al di fuori di una terapia intensiva, non potrebbe protrarsi per più di pochi minuti. Il prof. Schena ha sottolineato dunque l’inutilità di negare l’espianto di organi, e cerca, con questi dibattiti di orientare quel 42% di opposizioni ad acconsentire alla donazione nel caso in cui, purtroppo, si verifichi la tragedia.

Durante l’incontro è stato anche proiettato un cortometraggio, “La vita attesa” (è possibile vederlo su internet), che ha mostrato le tragedie differenti di due ragazzi, avvenimenti che, alla fine, vanno a collegarsi. La vita del paziente ricevente è nelle mani del potenziale donatore e chi per lui, in questo caso, debba prendere la decisione di donare.

Attualmente la manifestazione di volontà è regolamentata dalla Legge n.23 del 1999 e introduce il principio del consenso e del dissenso esplicito. A tutti i cittadini viene data la possibilità di esprimere la volontà in merito alla donazione dei propri organi. Attraverso la dichiarazione di volontà ogni singolo cittadino ha la possibilità di esprimersi liberamente, facendo in modo che, in caso di morte, la sua volontà non venga violata dalle decisioni altrui, sia che si tratti di una dichiarazione favorevole alla donazione che sfavorevole (si può anche decidere di lasciare per iscritto di non voler diventare un donatore). È possibile dare il consenso o il diniego alla donazione e modificare in qualsiasi momento la volontà espressa. In ogni caso non esiste il silenzio assenso, ovvero chi non si esprime lascia la possibilità ai familiari di opporsi.

A tal proposito, l’assessore della cultura Vittoriana Dilorenzo, presente al dibattito, si è impegnata a far partire anche a Noicattaro il servizio, già presente in altri Comuni d’Italia, di registrazione delle volontà di donazione degli organi e dei tessuti direttamente nel proprio documento di identità. Coloro che si recheranno all’ufficio demografico per il rilascio o il rinnovo della carta d’identità potranno dichiararsi donatori o non donatori e riportarlo sul proprio documento.

Attualmente, comunque, è possibile ritirare il modulo di dichiarazione delle volontà presso la sede dell’Aido di Noicattaro, aperto dalle 19.30 alle 21 tutti i giorni tranne il sabato e la domenica. Si occuperà l’associazione, poi, a far recapitare i dati al centro trapianti di Bari e farli immettere nel database del SIT (Sistema Informatico Trapianti).

All’incontro, che ha registrato grande affluenza, hanno inoltre partecipato il presidente provinciale Fratres, Giacinto Giorgio, il presidente provinciale Aido, Gianna Pascali, il prof. Schena, come suddetto, la dott.ssa Gabriella Ingenito, il dott. Cuzzola e i presidenti delle sezioni Fratres e Aido di Noicattaro, rispettivamente Pasquale Dipinto e Mimmo Dipinto.

Fra le testimonianze vi erano anche i genitori di Onofrio Pepe, il ragazzo nojano che perse la vita in un tragico incidente lo scorso 4 Novembre, e a cui è stata intitolata la sezione Aido di Noicattaro. I genitori hanno acconsentito, infatti, alla donazione degli organi e ben otto persone hanno beneficiato di questo grande gesto. Orgogliosi e convinti di aver acconsentito all’espianto, i genitori di Onofrio vedono in questi riceventi il proprio figlio. L’emozione ha coinvolto tutti soprattutto nel momento in cui la sig.ra Pepe, parlando del figlio ha utilizzato il presente, proprio perché “altre persone vivono grazie a lui e lui può continuare a vivere in loro”.


[da La Voce del Paese del 28 Marzo]

Qui alcune foto, scattate da Valentina Dituri.

Commenti 

 
#1 Vincenzo Vella 2016-04-01 16:20
Va esplicitamente detto, per la scarsa percentuale di donazioni del sud. Il problema non va cercato nelle famiglie coinvolte in scelte difficili, in quanto se chiesto, ogni genitore/familiare vuole lasciare in vita parte del proprio caro, ma alla inadempienza operativa delle aziende ospedaliere del sud, con medici spesso lasciati in abbandono.
 

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