Venerdì 13 Dicembre 2019
   
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Come affrontare la peronospora, con il meteorologo Laricchia

Rutigliano. Convegno peronospora front

 

É stato definito, da molti, come il nemico acerrimo dei produttori di uva da tavola, soprattutto in riferimento all’annata 2014, in cui intere produzioni viticole e non solo sono state seriamente compromesse. Molte le scuole di pensiero su cui tecnici ed operatori del settore agricolo ogni giorno si dibattono, per individuare le strategie migliori da attuare contro uno dei patogeni che nella nostra regione, almeno fino a qualche tempo fa, era scarsamente diffuso: si tratta della peronospora, lo spauracchio degli agricoltori. Una problematica attualissima che abbraccia diversi aspetti, da quello climatico a quello più propriamente tecnico e scientifico, fino ad attraversare quello pratico e fitopatologico. A complicare una situazione che già di per sé non risulta chiara sono i cambiamenti che il clima globale sta subendo e che generano effetti spesso imprevedibili sia sulle coltivazioni sia sull’effettiva resistenza dei principi attivi utilizzati per debellare le malattie fungine.

Sono stati proprio tutti questi aspetti a diventare oggetto del secondo convegno organizzato dall’Assessorato all’Agricoltura e all’Ambiente del Comune di Rutigliano, nella persona del vicesindaco e assessore Pinuccio Valenzano, in collaborazione con l’ARPTRA (Associazione Regionale Pugliese dei Tecnici e Ricercatori in Agricoltura), presieduta dal dott. Vittorio Filì. Un momento di confronto con alcuni esperti del settore, i cui interventi sono stati moderati dal giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno” Marco Mangano, ma anche un’occasione di formazione e di informazione per chi si prepara ad affrontare il nuovo ciclo produttivo, sulla scorta di un sapere più ampio ed approfondito.

Ad aprire i lavori del convegno, ancora una volta partecipatissimo, il celeberrimo colonnello e meteorologo Vitantonio Laricchia, che ha illustrato i fattori climatici che incidono fortemente sull’insorgere della peronospora: è proprio dal consequenziale verificarsi di umidità, temperatura, bagnatura fogliare e persistenza delle piogge che si creano le basi per lo sviluppo e la maturazione della patologia viticola. E allora quali sono le strategie per affrontare al meglio la prossima stagione? E quali i principi attivi la cui azione può non solo contrastare ma anche prevenire il presentarsi delle prime infezioni, anche di quelle precoci? E come giustificare un’annata disastrosa come quella del 2014? A chi dare le colpe di tali condizioni? Tutti quesiti a cui l'intervento del dott. Agostino Santomauro, dell’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia, ha cercato di rispondere, delineando altresì il ciclo vitale della peronospora, con gli interventi per la difesa e la protezione delle proprie produzioni viticole: ne è derivato, in linea di massima, uno spaccato del mondo produttivo viticolo che non solo deve essere valutato singolarmente, ma che deve anche e necessariamente tener conto del territorio, dell’area di pertinenza, delle esigenze della pianta, in sintesi delle condizioni pedoclimatiche di ciascuna azienda agricola.

Una stagione certamente anomala, quella presentatasi nel 2014, su cui sembra che gli effetti dei fitofarmaci non abbiano affatto giovato: che sia colpa di alcuni prodotti ritenuti ‘obsoleti’? E anche in questo caso il mondo produttivo si è diviso da quello scientifico: su quale base scegliere i principi attivi? E come organizzare i trattamenti? Domande lecite che però trovano risposta, ancora una volta, nella valutazione di ciascuna realtà produttiva, considerata individualmente. Impossibile, dunque, uniformare la situazione nel versante del sud-est barese, così come è impossibile intervenire sulla base di una valida ed appropriata assistenza tecnica: servono, da questo punto di vista, non solo i consigli di un agronomo, ma anche una seria razionalizzazione degli interventi, che prenda in carico ciascuna singola situazione.

In tal senso, può e deve essere utile non solo monitorare dettagliatamente le proprie produzioni e i danni che le coinvolgono, ma avvalersi altresì di figure tecniche, qualificate ed altamente specializzate, che possano individuare gli interventi più efficaci e stilare un piano aziendale di difesa e prevenzione dagli attacchi peronosporici. Una di queste figure può essere, senza dubbio, il consulente di campo, come illustrato dall’agronomo Michele Melillo: il suo ruolo non è quello di intervenire sulle scelte produttive e condizionarle, ma piuttosto di consigliare le imprese agricole per migliorarne le performance produttive. Un concetto, questo, che trova espressione nell’applicazione della cosiddetta “difesa integrata”: è solo integrando i mezzi chimici, biologici, meccanici ed agronomici, accanto al costante monitoraggio e ai trattamenti utilizzati in maniera intelligente e consapevole, che si possono gestire al meglio le minacce della peronospora.


[da La Voce del Paese del 28 Marzo]

Rutigliano. Convegno peronospora intero

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