Lunedì 25 Ottobre 2021
   
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Noja, il tour tra chiese e tradizioni della Settimana Santa

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Durante la Settimana Santa quattro associazioni culturali nojane, con il patrocinio del Comune di Noicattaro - Assessorato alla Cultura - hanno organizzato dei tour guidati di storie e tradizioni dal titolo “Alla scoperta di Noja”.

Venerdì 3 Aprile è stato organizzato il tour “Chiese e tradizioni”. Lo stesso prevedeva una passeggiata tra i vicoli del paese alla scoperta delle Chiese principali del paese. Il percorso è stato così organizzato: partenza da via Console Positano, prima tappa Chiesa S. Maria del Carmine, poi Chiesa S. Maria Immacolata, terza tappa Chiesa S. Maria della Pace (Chiesa Madre), e fine del giro presso la Chiesa Madonna della Lama. Durante il tragitto, da una tappa all’altra, la guida ha raccontato alcune curiosità dei riti della Settimana Santa nojana.

Chiesa S. Maria del Carmine. La Chiesa S. Maria del Carmine sorge su una Chiesa preesistente del ‘400 dedicata a S. Rocco e S. Sebastiano, che corrisponde all’attuale sacrestia. I lavori di costruzioni sono stati avviati tra il 1586 e il 1587, ed è stata voluta da Isabella Pappacoda, prima duchessa di Noja, particolarmente devota ai frati carmelitani. Il Convento è stato costruito successivamente, la sua struttura era più arretrata rispetto all’attuale Palazzo della Cultura. L’intera struttura è in stile barocco; originariamente, aveva un campanile molto più alto di come lo si vede oggi. C’era infatti un terzo livello, poi una balaustra, un terminale barocco e in cima un cipollone: fu distrutto da un fulmine nell’estate del 1910. Il portone della Chiesa è ancora l’originale e la dedica a S. Maria del Carmine si evince dall’affresco posto sull’ingresso. All’interno della Chiesa abbiamo un’unica navata scavata sulla destra, e sulla sinistra da tre nicchie di fronte abbiamo l’altare maggiore con l’originaria tela ovale del ‘500 salvatasi dalla peste. Proseguendo su via Carmine in direzione piazza Umberto I troviamo altri due costruzioni degne di nota ovvero Palazzo Antonelli-Santoro, villa napoletana del ‘700 che si estende fino a via Giambattista Vico. E l’Universitas - sede del Comune - distinguibile per lo stemma in vista all’altezza del balcone e per la diversa architettura in relazione agli edifici adiacenti.

Chiesa S. Maria dell’Immacolata. La Chiesa dell’Immacolata è sita in piazza Umberto I, a ridosso delle mura dell’antico abitato medievale proprio dove correva l’antico Fossato che, verso la fine del ‘500, inizi del ‘600, viene ricolmato perché le mura non hanno più funzione difensiva e il paese viene ampliato in due direzioni: sud-est e nord. Nella prima direzione sul ricolmo del Fossato vengono ricavati dei giardini, ancora visibili, mentre a nord vengono costruite le prime case palazzate, cioè quelle che sono alle spalle del centro storico. Durante questi interventi viene costruita la Chiesa dell’Immacolata, siamo nel 1728 come inciso sulla trave della porta d’ingresso. L’edificio è a navata unica, con la volta a botte, impreziosita da affreschi raffiguranti scene di vita di San Rocco. Lateralmente sorgono delle cappelle rispettivamente di San Rocco, della Madonna di Pompei e di San Nicola. Interessante è sapere che la Chiesa S. Maria dell’Immacolata è stata la prima sede elettorale di Noicattaro. In essa infatti i cittadini hanno votato in occasione dell’annessione del Regno di Napoli al neonato Regno di Italia e al referendum del 1946 per la scelta tra Monarchia e Repubblica. La Chiesa conserva anche oggetti sacri appartenuti alla chiesetta del Soccorso, abbattuta nei primi anni ‘70.

Chiesa S. Maria della Pace (Chiesa Madre). È la Chiesa più antica del paese costruita tra il XII e il XIII secolo in stile romanico pugliese. Rispetto al nucleo originario è stata ampliata la parte del presbiterio, aggiunto il campanile e l’ala dedicata alla sacrestia. Visibile sulla facciata è lo stemma della famiglia Carafa. All’interno della Chiesa si possono ammirare le tre navate divise da colonne con capitelli intagliati. Lateralmente abbiamo la cappella del SS. Sacramento con il battistero e il ciborio, la cappella del SS. Rosario e infine la cappella di San Carlo Borromeo. Tra la prima e la seconda cappella troviamo un Crocifisso del ‘400. Degno di nota è lo splendido coro ligneo realizzato in massello di noce risalente al 1544. L’altare maggiore è in marmo con l’immagine della Madonna della Pace. Tornando su Corso Roma, percorrendo via Madonna delle Grazie, si incontra l’altare dedicato alla stessa festeggiata dagli abitanti del rione nel mese di Luglio.

Chiesa Madonna della Lama. La costruzione della Chiesa della Madonna della Lama che oggi possiamo visitare è stata avviata nel 1661, ma la le origini di questa Madonna risalgono all’anno 853 quando, secondo la leggenda, durante una piena di Lama San Giorgio è stata ritrovata un’icona della Madonna con il Bambino chiamata ormai Madonna della Lama. Questa icona ha subito suscitato interesse, i cittadini dell’epoca hanno subito costruito una chiesetta sul versante sinistro della Lama che ha poi subito un crollo ma l’immagine è stata recuperata ed è la stessa ad essere stata utilizzata per la fondazione della nuova struttura. L’altare originale era in stile barocco; era formato da un manto azzurro che si apriva sul presbiterio al cui apice c’era una corona, ornamento tipico di questo stile. Questo, a seguito di danneggiamenti, è stato distrutto e sostituito dall’altare attuale. All’interno troviamo una navata centrale con tre cappelle su ogni lato in sui abbiamo come unici elementi decorativi rimasti le tele. Infondo alla navata destra c’è l’altare dedicato a S. Rita.

Le tradizioni. Giovedì Santo: è il giorno dei “Sepolcri”. I Crociferi, figura emblematica della Settimana Santa nojana, percorrono in solitudine le strade del paese recandosi alle sette chiese del paese per l’atto di penitenza. Il venerdì Santo è il turno della Naka. I Crociferi, in processione, portano Gesù in culla dalla Chiesa della Madonna della Lama alla Chiesa S. Maria della Pace. Il sabato Santo, durante la notte, l’Addolorata attraversa il paese. Domina il buio e il silenzio, il primo spezzato dai soli lumi rossi e il secondo dal fruscio dei “viacroci”. Infine, nel pomeriggio, è la volta dei “Misteri”. Questa processione è composta da dieci statue che ricordano le stazioni della Via Crucis.


[da La Voce del Paese dell'11 Aprile]

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