Disagi e disservizi alla Asl, il racconto di una donna incinta

Noicattaro. RSA front

 

La nostra testata si è spesso occupata dell’inefficienza dell’Azienda Sanitaria Locale (ASL) di Noicattaro e delle relative proteste da parte della cittadinanza. Le cose nel tempo non sembrano migliorare, perchè la continua crescita dell’utenza, a causa dell’aumento dei servizi offerti, mette in serie difficoltà il poco personale presente nella struttura. Per questo motivo abbiamo deciso di ritornare sull’argomento e porre all’attenzione dei nostri lettori l’esperienza di una signora incinta che, rivoltasi alla Asl di Noicattaro, ha riscontrato non pochi problemi e disagi. A tale signora assegneremo, per comodità, il nome di fantasia Laura.

Signora Laura, in che occasione si è rivolta alla Asl di Noicattaro?

Mi sono rivolta alla Asl in occasione della mia terza gravidanza. Ho fatto questa scelta in virtù del fatto che la struttura si trova nei pressi della mia abitazione, pensando di ricevere un’assistenza adeguata. Ma ad oggi, ahimè, mi sono resa conto che non è così. L’ennesima dimostrazione che chi sceglie di rivolgersi ad una struttura privata riceve un servizio migliore.

Afferma questo perchè il personale non le è sembrato qualificato?

Proprio no. Per esperienza so, essendo alla terza gravidanza, che la visita ginecologica si effettua internamente. Ciò che ho ricevuto invece è stata una visita esterna e in maniera molto superficiale. Per non parlare della volontà da parte del medico di non prescrivermi l’assoluto riposo per oltre trenta giorni, in quanto non ritenuto da lui necessario, decisione che mi aveva molto preoccupata alla luce del fatto che ho già subito tre aborti spontanei in precedenza all’attuale gravidanza, e sono stata più volte ricoverata in passato sempre per minacce d’aborto e per perdita di sangue. Dopo ciò ho deciso di rivolgermi ad un’altra struttura, ma questa volta privata.

E lì che tipo di terapia le hanno suggerito?

Il ginecologo mi ha obbligata al riposo assoluto per sessanta giorni, ciò che non aveva fatto il medico della Asl. E non solo, mi ha anche suggerito di prendere l’integratore di acido folico perchè la carenza di questa vitamina potrebbe provocare danni al feto e il sorgere di malattie genetiche.

Ha riscontrato altri disagi all’interno della Asl di Noicattaro?

È tutto un disagio. Dal momento in cui si mette piede al suo interno. Oltre alla carenza del personale che non riesce a far fronte all’aumento dei servizi, l’organizzazione è pessima. Le visite non vengono effettuate in ordine di prenotazione ma in ordine di arrivo, assurdo. E poi non sono suddivise per categorie, e ciò che si viene a creare è un ingorgo tremendo, tra donne in gravidanza, chi deve fare il Pap Test o chi deve far vaccinare il figlio.

A proposito di vaccini, avendo già due figli, avrà avuto già esperienza...e magari nella Asl di Noicattaro...

Dice bene, infatti anche il servizio del vaccino lascia molto a desiderare. Durante le mie precedenti gravidanze ricordo che ci si recava nella struttura e tutto si svolgeva nel giro di un giorno, sia la prenotazione che il vaccino. Ora, invece, un genitore deve chiedere il permesso al suo datore di lavoro solo per fare la prenotazione, e aspettare di recarsi nuovamente alla Asl la settimana successiva per effettuare il vaccino. E se il bimbo sfortunatamente quel giorno si dovesse ammalare, bisognerebbe rifare tutta la trafila, cose assurde. E non è finita qui: il medico che effettua i vaccini ha anche l’incarico di prendere le prenotazioni, quindi si immagini come i tempi si dilatano. La riduzione del personale l’ho riscontrata purtroppo anche allo sportello dell’esenzione ticket.

Ringraziamo la signora Laura, che si è resa disponibile per l’intervista, e ci auguriamo che questa testimonianza solleciti l’intera comunità ad evidenziare altre eventuali prestazioni pubbliche inefficienti.


[da La Voce del Paese del 18 Aprile]