Lunedì 25 Ottobre 2021
   
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Tagli all’Istituto S. Agostino? Ne parliamo con il Direttore

Noicattaro. Istituto Sant'Agostino front

 

Si sa, da sempre la sanità è il misterioso grattacapo che ogni anno un’amministrazione si ritrova a dover risolvere, e spesso si è costretti a scelte drastiche pur di far quadrare i conti o redistribuire equamente ulteriori risorse. In genere, vediamo queste manovre con scetticismo, a volta anche con indifferenza: ma se questi tagli andassero a colpire la nostra sfera di utilizzo? Ed ecco che proprio negli scorsi giorni alcune sconfortanti voci ci giungono riguardo l’Istituto Sanitario S. Agostino, una struttura da sempre fiore all’occhiello della nostra comunità. Addirittura, per colpa di minori fondi dalla Regione, si sarebbe rischiata la chiusura: non potevamo che recarci dai diretti interessarti per indagare sulla vicenda e capirci qualcosa in più.

Visitato prontamente il centro, abbiamo avuto il piacere di conoscere il Direttore Generale dell’Istituto, il dott. Vito Santamaria, che con grande disponibilità ci ha dedicato parte del suo tempo per spiegare al meglio la vicenda e dissipare ogni dubbio, evitando l’ulteriore diffondersi di voci infondate.

Può spiegarci meglio la questione dei minori fondi in entrata dalla Regione?

In realtà non si tratta di tagli, sia in termini di forma che di sostanza. Infatti, per quanto concerne la forma, la Regione ha approvato una bozza nel Dicembre 2014 tramite una delibera di Giunta; in tale bozza vi è un nuovo Regolamento delle attività di riabilitazione, che purtroppo non prende in esame l’assistenza per i pazienti con disabilità ultra diciottenni, il cosiddetto servizio riabilitativo di seminternato sarebbe così escluso dall’offerta riabilitativa. Ma di fatto tale bozza deve passare dalla Commissione Sanità della Regione, che dovrà darne un parere per poi tornare all’approvazione finale di nuovo in Giunta, ed ora come ora l’iter non è stato ancora completato. Inoltre, in particolare non vi sono tagli al tetto di spesa o obblighi di riduzione dei posti a disposizione.

Nessun taglio in senso stretto quindi; ma cosa significherebbe per voi l’eventuale approvazione del nuovo Regolamento?

Per noi significa che i pazienti che hanno più di 18 anni non potranno più essere assistiti dal nostro Istituto, per quanto riguarda l’assistenza di seminternato, dovendoci adeguare alle linee programmatiche imposte, essendo noi erogatori di prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale. Ciò non vuol dire che però i posti rimasti scoperti non verranno riconvertiti in prestazioni di altro genere, ad esempio ambulatoriali o altri tipi di assistenza.

Cosa invece cambia dal punto di vista degli utenti?

Gli utenti ultra diciottenni dovranno trovare un altro tipo di assistenza, diversa da quella riabilitativa della Sanità. Con questo non è detto che debbano optare per soluzioni a pagamento: avendo un tipo di difficoltà, una condizione di salute che va seguita con cura, probabilmente si sfocerà in un altro ambito diverso da quello strettamente sanitario come nel caso del nostro Istituto, perché ci sono altre offerte di tipo socio-assistenziale a riguardo, non credo proprio che la Regione possa mai decidere di tagliare di netto un servizio così importante come quello per la disabilità.


[da La Voce del Paese del 25 Aprile]

Commenti 

 
#3 emobasta 2015-04-27 22:30
Di contro è importante evidenziare le professionalità che in quella struttura risiedono. Penso, per esempio, al dr. Putignano.
 
 
#2 Luigi D. 2015-04-27 19:43
Concordo con Grillino. Una volta ho portato un bambino con una balbuzie non grave ma comunque esistente.
Le logopediste-scienziate del S.Agostino prima hanno detto che per loro non c'era niente di patologico e poi comunque non intervengono prima delgi 11-12 anni (quando cioè diventa molto più difficile intervenitre èperchè il difetto si è mradicato molto di più).
Portato il bambino da perosne serie il difetto c'era ed è stato fatto il trattamento necessario.
Intanto questi continuano a succhiare soldi pubblici.
 
 
#1 Grillino 2015-04-27 18:28
La regione fa bene a razionalizzare i suoi fondi perchè non è possibile avere in giro sedi sanitarie che sembrano dei veri e propri postifici e che non servono a nessuno.
Migliorare l'offerta sanitaria è importante per risparmiare e dare un migliore ed efficiente supporto a chi ne ha veramente bisogno.
 

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