Venerdì 22 Ottobre 2021
   
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Incivili incoscienti a Torre a Mare, abbandonata canna fumaria

Torre a Mare. Inciviltà front

 

Quasi tre settimane fa l’ennesima segnalazione “presenza di cemento-amianto nel centro abitato”. Ancora un imprudente, poco informato o strafottente incivile ha pensato bene di liberarsi di una canna fumaria in eternit, avvolgendola in una busta di plastica e abbandonandola all’interno della lama di Torre a Mare.

Nonostante la tempestiva segnalazione da parte di alcuni cittadini, i quali hanno provveduto ad informare In primis i Vigili Urbani, che hanno “messo in sicurezza” l’area (un semplice nastro bianco-rosso) e l’assessore all’Ambiente, la canna fumaria è ancora in bella vista adagiata accanto ai contenitori per la raccolta indifferenziata. Il caso non è isolato: diverse le segnalazioni di presenza di amianto nella vicinanza dei cassonetti a Santa Fara e nel quartiere Japigia. Il ritrovamento di rifiuti in cemento-amianto in città ha spinto l’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli a farsi carico dello smaltimento di questi ultimi in maniera alquanto imprudente, con tanto di foto a documentarne l’atto.

Proprio in questi giorni è stato affrontato il problema dei rifiuti in amianto a Bari, ed il Presidente della Consulta all’Ambiente Comune di Bari, Elda Perlino, ha tenuto un incontro sull’argomento, affrontando le diverse tematiche a riguardo. Ancora oggi, nel 2015, Bari subisce lo scotto della presenza della fibronit nel bel mezzo del quartiere Japigia, la cui bonifica è ancora in corso. Il problema, quindi, è ben più grave. Bari è una città cresciuta nel mito dell’amianto, in nome del progresso e della crescita economica sprofondata nel più totale sconforto dopo le prime notizie riguardanti la pericolosità di questo minerale, tra il 1994 ed il 1995. Ogni giorno che passa continuano a manifestarsi nuovi casi di “mesotelioma”, senza considerare che il picco di questa malattia non ha ancora raggiunto il punto massimo, visto che l’incubazione può raggiungere 40 anni a fronte di un’esposizione per la quale non si conosce la soglia minima al di sotto della quale non si corrono rischi per la salute.

Una parte della città si interroga su quando finalmente Bari potrà essere definita “città de-amiantizzata”, ripulita finalmente da questa fibra killer, a fronte di un numero non definibile di cittadini che pare non abbiano ben chiaro il rischio che corrono smaltendo questi rifiuti in maniera impropria e senza attenersi alle regole in materia sancite nella Legge 257 del 1992. Essi mettono in pericolo non solo la propria salute, ma anche quella di tutti coloro che saranno esposti alle polveri per via della loro imprudenza. Forse l’informazione sull’argomento non è abbastanza capillare, forse non tutti sanno cos’è l’amianto, minerale molto comune in natura, dalla struttura a microcristalli fibrosa ed infinitamente sottile, capace, se respirato, di infilarsi e rimanere per anni all’interno degli alveoli dei nostri polmoni, causando patologie gravissime tra cui l’asbetosi, tumori della pleura e carcinomi polmonari. La sua pericolosità è legata allo stato di conservazione ed aumenta se sottoposto a sollecitazioni. Esso è stato ampliamente utilizzato specialmente negli anni ’80 per costruire tetti, canne fumarie, coibentazioni di abitazioni, nei treni, nelle navi, per costruire tubature,pavimenti vernici ecc. Regno Unito e Germania hanno riconosciuto la sua pericolosità rispettivamente nel 1930 e nel 1943, L’Italia ne ha vietato la produzione con la Legge 257 del 12 Marzo 1992, che portò a dismettere le attività inerenti alla lavorazione ed all’ estrazione dell’amianto, occupandosi di tutelare i lavoratori esposti a questo minerale.

L’articolo 59 della 257 regolamenta i lavori di demolizione e rimozione dell’amianto e dell’eternit (amianto-cemento), sancendo che tali interventi possono essere effettuati solo da soggetti iscritti all’albo delle imprese che si occupano di bonifica. Nessuno si può improvvisare, ma occorre attenersi alle norme in materia di utilizzo dei DIP (Dispositivi di Protezione Individuale), per il quale utilizzo è necessario una corretta informazione ed un addestramento specifico, e proprio perché amianto ed eternit sono presenti ancora oggi in quantità elevate sul nostro territorio, nessun cittadino dovrebbe essere disinformato per evitare episodi di “smaltimento fai da te”. Le amministrazioni comunali, inoltre, dovrebbero intervenire tempestivamente, segnalando la presenza di questo tipo di rifiuti a chi di competenza, garantendone una sicura ed adeguata rimozione in tempi quanto più brevi possibile.

La canna fumaria segnalata dai cittadini di Torre a Mare ai Vigili - che attendono il parere della ASL (questa la prassi), atto necessario per permettere alla ditta autorizzata di smaltire il rifiuto - è, dopo più di tre settimane, ancora lì tristemente adagiata accanto ai cassonetti.


[da La Voce del Paese del 2 Maggio]

Torre a Mare. Inciviltà intero

Commenti 

 
#2 Project 2015-05-07 16:31
Solo nella nostra zona la gente si comporta con molto menefreghismo.
Manca il senso civico, troppa ignoranti in giro.
 
 
#1 Nicola Litour 2015-05-07 14:07
Ineccepibile comportamento civico: smaltimento corretto rifiuti Nocivi!
 

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