Venerdì 22 Ottobre 2021
   
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Razzismo e discriminazione. Parla Matilda, 25enne albanese

Noicattaro. Razzismo front

 

Il gruppo Facebook “Sei di Noicattaro se...” consiste in una pagina in cui i cittadini nojani si scambiano foto, pareri, opinioni su varie tematiche riguardanti o meno il nostro paese.

Lo scorso 26 Marzo un utente dello stesso gruppo ha pubblicato un post che ha suscitato un generale interesse, in cui esprimeva la sua indignazione “nel vedere quanti albanesi aspettano di essere presi per andare a lavorare in campagna, e poi in piazza vedi i nojani che guardano il sole...”.

Noicattaro. Matilda front

Naturalmente, questo messaggio ha animato il gruppo: in molti sono intervenuti, chi a favore, chi contro, per esprimere la loro opinione. Tra i vari commenti, abbiamo notato proprio quello di Matilda, che così ha risposto al post: “Io sono indignata nel leggere queste cose. Siamo nel 2015, siamo nell’era della globalizzazione, e voi distinguete ancora tra albanesi ed italiani! Qua l’unica differenza è tra chi vuole lavorare e chi invece perde tempo tra sindacato, Inps, invalidità e quant’altro!”.

Incuriositi dalla secca risposta, abbiamo contattato Matilda, che con molta disponibilità ci ha raccontato un po’ della sua storia. È una brillante 25enne di origine albanese, studentessa presso la facoltà di Farmacia. Da ormai 18 anni vive in Italia, e precisamente a Noicattaro. I suoi genitori sono arrivati qui nel 1996, e tra molte difficoltà sono riusciti ad insediarsi nel nostro paese. “Mia madre per 8 mesi non ha lavorato, perché nessuno l’assumeva” - ci racconta Matilda - “mentre mio padre lavorava tantissimo e da sottopagato. Ma non gli importava, perché aveva una famiglia a cui pensare e si sacrificava per noi. Dal giorno della loro partenza per l’Italia, io e mio fratello abbiamo risentito i nostri genitori dopo 3 mesi, scoprendo che erano vivi e che stavano bene. Così, stabilimmo che ogni primo giorno del mese, noi dovevamo recarci presso l’Ufficio Postale della città, per aspettare la loro chiamate ed avere così la possibilità di risentirli”.

E Matilda prosegue con il suo racconto. “Io ho raggiunto i miei genitori in Italia dopo 1 anno e mezzo dalla loro partenza. Quando l’ho rivisto, non ho riconosciuto mio padre: le preoccupazioni, i dispiaceri, la lontananza dalla sua famiglia e il lavoro estenuante lo avevano molto provato fisicamente, tanto che mi sembrava di abbracciare un altro uomo. È vero che per i figli è difficile stare lontani dai genitori, ma è ancora più difficile per un genitore lasciare i propri figli. Inoltre, quando sono arrivata qui non avevo mai indossato una gonna, non avevo mai visto una chiesa, tanto che rimasi affascinata dalla visione della Chiesa Madre. Don Oronzo, la Caritas, ci hanno aiutato tantissimo ad inserirci in quella realtà. A scuola all’inizio venivo guardata con diffidenza, anche perché non capivo nulla di ciò che i miei compagni mi chiedevano: ma grazie alla maestra Blasi, l’insegnante che più ricordo con piacere ed affetto, ho imparato bene a parlare e scrivere correttamente in italiano”.

E quando le abbiamo chiesto cosa ne pensasse del post sul lavoro degli albanesi, Matilda ha così replicato: “Non do neanche peso a certe persone, ma la cosa che più mi dispiace è l’aver letto i commenti dei vari cittadini, notando che ancora oggi ci sono razzismo e discriminazione nei confronti dello straniero. Forse la gente non capisce o non è a conoscenza del fatto che come tutti, anche noi paghiamo mutuo, condominio, tasse, bollette, Imu ed anzi dobbiamo anche accollarci le spese per la documentazione ed i permessi di soggiorno, o per andare a trovare i nostri parenti in Albania. Sicuramente tutti coloro che hanno commentato non sanno cosa voglia dire sacrificio”.

Ma per fortuna, accanto a quei pochi commenti discriminatori, se ne sono aggiunti altri sicuramente di più larga veduta: e così compaiono risposte come “quanti nojani schifano il lavoro in campagna? Un applauso a chi sceglie di lavorare, qualunque lavoro esso sia!” oppure “Se l’Italia andrà a pezzi, non credete sia colpa di questa becera ignoranza? Razzismo strisciante in questi commenti”.

Ed infine, alla nostra domanda sul sentirsi più italiana od albanese, Matilda ci ha risposto: “A Noicattaro mi sento a casa, e di certo non sarà un gruppetto di cento persone a non farmici più sentire. È pur vero che anche quando torno in Albania mi sento a casa, però è come se lì fossi in vacanza; invece è qui in Italia che ho i miei impegni, le mie attività, la mia vita. Per questo mi sento molto più italiana!”.

Lungi da noi l’intenzione di sollevare inutili polemiche, consapevoli che ognuno ha la propria libertà di pensiero, vogliamo concludere affermando che è facile prendersela coi più deboli ma, se un domani tra i più deboli ci fossimo noi?


[da La Voce del Paese del 2 Maggio]

Commenti 

 
#7 johnkiss 2015-05-12 07:47
no e' una questione di razzismo,no creamo un alibi a quelli che scappano dalla loro terra anziché combattere,e' una questione di difesa del proprio lavoro. I datori di lavoro sfruttano e e non pagano bene e non assumono gli immigranti ottenendo dei vantaggi così come gli immigrati che fanno chi si accontenta gode e noi che restiamo senza lavoro per colpa di questi furbi immigrati e datori di lavoro. Non facciamo di questa ragazza una martire vittima del razzismo che non c'e',
 
 
#6 giulia68 2015-05-11 11:48
io aggiungo:molti di questi ragazzi , figli di immigrati,conoscono l'italia e ,soprattutto, l'italiano, meglio di tanti droghettini mocciosi senza rispetto per il proprio paese!!!!!
matilda: sì fantastc!!!!!!!!!
 
 
#5 preciso 2015-05-07 21:29
Una sola parola---ASATT---
 
 
#4 Project 2015-05-07 16:40
Che dire momenti di vera convivenza non ne ho ancora visto alcuno.
Però auspico un maggiore coinvolgimento delle parti magari con l'ausilio delle associazioni locali e quelle albanesi.
Programmare in estate una settimana dedicata alla cultura albanese ed altro potrebbe ancor più avvicinare tutti.
Per me se una persona è rispettosa e fa un lavoro dignitoso anche se viene dall'Albania è ben accetto.
Complimenti
 
 
#3 Stefano-1 2015-05-07 09:58
Ma che fanno paura i VV.GG.UU?????
 
 
#2 Stefano-1 2015-05-07 09:13
Brava Matilda! Hai centrato in tutto....... questo è un paese con una mentalità becera, si tira a campare solo se sei del posto ho conosci qualcuno! Il razzismo lo fanno anche tra italiani.... **********************************************************
 
 
#1 aura 2015-05-07 08:37
Brava, complimenti.
 

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