Lunedì 25 Ottobre 2021
   
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“La Buona Scuola” non convince. Sciopero di maestri e professori

Noicattaro. Prof. Cuscito in protesta front

 

Dopo le proteste legate al mondo della scuola, abbiamo ritenuto opportuno intervistare un professore. Un professionista del settore, impegnato quotidianamente nel settore dell’istruzione, sul quale ricadrebbero le eventuali modifiche dettate dal Disegno di Legge su “La Buona Scuola”. Proprio questa ipotesi di riforma ha scatenato la protesta degli addetti ai lavori, i quali lo scorso 5 Maggio hanno fatto sentire la loro voce. In merito alla questione abbiamo sentito il prof. Enzo Cuscito, 40enne, docente di Religione Cattolica alla scuola media “Pascoli” di Noicattaro dall’anno scolastico 2008/2009. Il prof Cuscito, residente a Gioia del Colle, ha acquisito nel 1999 il Grado Accademico in Scienze Religiose, per poi entrare nel mondo della scuola l’anno seguente, e insegnare in diversi Istituti della Provincia. Buona lettura.

Lo scorso 5 Maggio lei era in piazza per protestare contro la riforma della scuola. Cosa cambierebbe?

Il Disegno di Legge su “La Buona Scuola” è un testo lunghissimo che mette insieme di tutto e di più. Dalle assunzioni di una parte del precariato alla didattica, sino ai poteri dirigenziali ed alle modalità di assunzione. Quattro le priorità da modificare. L’inclusione, tra le nuove assunzioni, di tutti i precari. Magari a scaglioni regolari, anno per anno. Molti, infatti, rischiano di rimanere fuori per sempre. La seconda è quella che riguarda i poteri dei Dirigenti Scolastici per quanto concerne le assunzioni. Maggiori garanzie d’imparzialità e criteri che impedirebbero un fenomeno all’italiana, ovvero ingerenze esterne per chiamare quell’insegnante piuttosto che quell’altro. Un potere che, veda, non piace nemmeno agli stessi Dirigenti Scolastici. In tanti, ieri, hanno, infatti, scioperato e manifestato insieme alle loro comunità scolastiche. Una situazione che creerebbe una vera e propria concorrenza tra scuole di serie A e scuole di Serie B. I cosiddetti docenti “migliori” sarebbero attratti e accetterebbero le “chiamate” dalle scuole più prestigiose e “tranquille”. Gli altri rimarrebbero per quelle di periferie dove, spesso, insegnare è una vera e propria passione. La terza modifica riguarda la didattica, della quale la Riforma parla poco e, a mio parere, con confusione. Quarta, la questione del “merito”. Una gran bella parola. Ma che alla fine in quel DdL rimane solo una pia intenzione, non specificando quali siano i criteri della valutazione del merito. Come valutarlo? Dalle tante iniziative extrascolastiche che porta avanti un docente, come lascia intendere la Riforma, o sulla sua qualità ad insegnare e a indurre l’amore verso l’apprendimento e la conoscenza? Quantità o qualità? In base al “merito” come l’intende la Riforma Renzi, un don Milani o un ideale professor Keating interpretato da Robin Williams e protagonista del film “L’Attimo Fuggente”, sarebbero spediti lontani dalla scuola. Cosa che, per altro, accade nelle due storie, la prima reale e la seconda ideale, dei due personaggi sopra citati.

Una manifestazione che ha coinvolto forse il 95% dei docenti. Un gran bel risultato, no?

Non ricordo adesioni così massicce ad uno sciopero della scuola. Anche la manifestazione di Bari è andata oltre ogni aspettativa. Qualcosa vorrà pur significare.

Come abbiamo letto su Facebook, lei è contro la scuola dei “nominati”. Cosa significa?

Lo dicevo prima. Bisogna essere in grado di prevenire le distorsioni. Se da un lato sarebbe giusto che tutti coloro che non hanno le qualità e la passione all’insegnamento cambiassero mestiere, è anche vero che la discrezione di “scegliere” questo piuttosto che quel docente potrebbe rivelarsi una Spada di Damocle per il Dirigente Scolastico, e un handicap per quei docenti “non conosciuti”. Con quel rischio che in Italia è un’insanabile malattia che è la “segnalazione”. Immaginate il gran lavoro che attenderebbe onorevoli, politici di ogni rango, personalità “potenti” sul piano culturale o economico, nel tartassare Dirigenti Scolastici affinché “chiamino” il docente Tizio piuttosto che Caio. Immagini anche il livello di stress che graverebbe sugli stessi Dirigenti Scolastici, costretti a dimenarsi in contesti come questi! Vede, io sono stato fino a poche settimane fa consigliere comunale a Gioia del Colle. Ed ho sperimentato come il più grande errore commesso dai Governi negli ultimi decenni è stato quello, con la Legge Bassanini, di permettere ai sindaci di “nominarsi”, scegliendo da un apposito Albo, i Segretari Generali che prima erano nominati dalle Prefetture. Quelli che dovrebbero essere i “garanti” della legittimità degli Atti, dovendo rispondere solo al sindaco che ha potere anche di licenziarli, quale imparzialità pensa possano avere nel giudicare un atto amministrativo? Possono permettersi di rifiutarsi di firmare un atto con il rischio di essere mandato a casa? Il termine “nominati”, poi, l’ho preso dalla nuova legge elettorale. Siamo un paese dove gli spazi di democrazia sono sempre più ristretti. Un’oligarchia in progress. Sempre più potere decisionale nelle mani di pochi. Dicono che serva a rendere più efficiente il sistema. Per me solo a restringere la libertà ed il controllo democratico.

Lei che vive la scuola a 360 gradi, che riforma farebbe per la scuola?

Una risposta a questa domanda meriterebbe non so quante pagine. Mi soffermo allora su di una questione di metodo. Sarebbe gradito che le Riforme in tema di scuole fossero fatte da donne e uomini che, prima di scriverle, provassero a vivere all’interno di una scuola. Entrare in un’aula scolastica, confrontarsi con le tante realtà educative, i bisogni, le necessità, i sogni del mondo della scuola. Partendo dai ragazzi e terminando con i docenti. Passando per il personale ATA ed i genitori. Un mondo estremamente complesso che si evolve in forme di sempre più maggior complessità.

Per quanto riguarda la scuola media Pascoli nello specifico, quali problemi ci sono?

Considero insegnare alla “Pascoli” una grande opportunità ed una grande fortuna. Per la qualità professionale e umana dell’intera comunità scolastica e per il grado di interazione con il territorio. Sono di Gioia del Colle e in sette anni che sono a Noicattaro non ho mai fatto richiesta di trasferimento o di avvicinamento al mio paese. Significherà pur qualcosa! I problemi presenti sono quelli con cui fanno i conti tutte le scuole. Penso alla sempre più carenza di risorse che lo Stato versa alle scuole stesse. Penso al Fondo d’Istituto, che si restringe ogni anno di più. Facendo venir meno le opportunità formative sia per gli alunni che per i docenti. Rischiando di far perdere ai primi tante occasioni didattiche e costringendo i secondi, per evitare il rischio precedente, a fare tanto “volontariato”. Credo che il mondo della scuola sia l’unico settore del pubblico impiego dove lo straordinario è gratuito e quotidiano. Il che dice molto della passione civica e dell’amore verso i ragazzi che accomuna molti di noi.


[da La Voce del Paese del 9 Maggio]

Commenti 

 
#2 Antonio 2015-05-18 06:12
No ai Dirigenti scolastici sceriffo.Ci devono essere vere Commissioni che controllano tutti i lavoratori della scuola e della Pubblica Amministrazione.No ai Progetti ai Pon che sono solo entrate in più per i Dirigenti e Segretari e di solo una piccola fascia di insegnanti prediletti del Dirigente che hanno imparato ad inserire dei dati nelle piattaforme e che trascurano la didattica.Gratificazioni per gli insegnanti che curano molto la didattica e che non curano personalismi indirizzati ad avere più risorse economiche in poche parole i lecchini della cultura.Si all'alternanza scuola-lavoro ma solo dopo la secondaria superiore nelle aziende che assumono gli studenti lavoratori.Ripristino delle ore tagliate con la riforma Gelmini,no agli insegnanti che hanno il doppio lavoro, ma quello che conta è che la riforma deve farla i lavoratori della scuola, no i politici che non vivono la realtà scolastica.
 
 
#1 alunn 2015-05-16 14:30
Grande professó...il migliore in ttt la Pascoli!!!
 

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