Sabato 14 Dicembre 2019
   
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L’origine di Noja: peucezia o greca arcaica? Parla l'arch. Vito Ardito

Noicattaro. Origini front

 

Con questo articolo vogliamo proporvi il punto di vista sull’origine insediativa e umana di Noicattaro formulato dall’arch. Vito Ardito, prettamente differente, a detta sua, dalla tesi ipotizzata dallo studioso di storia locale Vito Didonna, il quale nel suo ultimo libro “L’Oro di Noja” sosterrebbe che Noa risalga al VI-IV secolo a.C. e che abbia origine greca-arcaica. Il libro è frutto di una sintesi interdisciplinare in cui l’autore mette a confronto elementi storiografici, archeologici e culturali.

Da quanto sostenuto dall’architetto, a fronte dei ritrovamenti di vari reperti nel sito di Noja (tra cui ceramiche geometriche, cinture e suppellettili varie) e dalla loro analisi estetica, il prof. Vito Didonna suppone che nel VI-IV secolo a.C. il territorio fosse frequentato da stirpe greca (più precisamente arcaica micenea) e che essa abbia dato poi origine insediativa al villaggio di Noja antica.

Secondo la tesi dell’arch. Ardito invece, già dal IX-X secolo a.C. la Puglia fu popolata da entità etniche che diedero vita alla cosiddetta civiltà Japigia, e che le stesse, in forma indigena, erano ancora presenti nella nostra regione nei secoli VI-IV a.C., ancor prima dell’arrivo dei greci, per questa ragione il primitivo nucleo di Noja non può avere matrice greco-arcaica e né tanto meno romana.

Entrando più nel dettaglio della sua argomentazione, l’architetto sostiene che in epoca remota la Puglia fu ripartita in tre “Regioni storicamente distinte”: la Daunia a nord (attuale provincia di Foggia), la Peucezia al centro (Altamura e Gioia del Colle), la Messapia al sud (attuale Brindisi e Lecce). A rigor di logica la Peucezia abbracciava tutta la “Terra di Bari”, ed essa fu abitata dagli “Iapigini” già nel VI-IV secolo a.C., ben prima della nascita di Noa.

Monte Sannace (Gioia del Colle) ad esempio, situato sulle colline interne della Murgia, era all’epoca uno dei centri insediativi di tipo urbano più importanti della Peucezia, e probabilmente esso non fu l’unico nella zona che in epoca romana-bizantina si evolse in città. È chiaro quindi che la tesi dell’arch. Vito Ardito va a scardinare completamente l’enunciato del professor Didonna esposto, a quanto pare, nel suo ultimo libro.

Ma quale fu il nome del piccolo centro insediativo urbano peucezio nel nostro territorio nei secoli VI-V a. C. e dove fu localizzato? Risponderemo a tale domanda nel prossimo articolo, fra un paio di settimane. Analizzeremo i reperti archeologici ritrovati nel nostro territorio ed esamineremo l’ipotesi dell’origine peucezia-arcaica e non arcaico-greca degli stessi.


[da La Voce del Paese del 16 Maggio]

Noicattaro. Origini intero

Commenti 

 
#9 Anna Vavalle 2015-05-23 18:36
Quanto scritto dall'arch. Ardito mi sembra l'ipotesi più verosimile, in quanto è concorde con la storia del nostro territorio. Il metodo di ricerca che ha portato a queste conclusioni è corretto dal punto di vista storico, comprendendo sia l'analisi dal vero che lo studio delle fonti. Apprezzo molto l'impegno dello studioso.
 
 
#8 Vjollca Dule 2015-05-22 17:55
Trovo interessante che Architetto Vito Ardito un grande ricercatore di storia di Noicattaro ha cominciato dare luce li dove luce personalmente non ho visto mai. La storia di Noicattaro non è stata mai scritta...Questo articolo segna davvero un inizio della verità chiusa con tanta vergogna e passione "dai falsi storici" per non essere detta un altra parola. Bravo Collega e ti apprezzo davvero. Sei coraggioso e sopratutto non farti fregare dai chiacchieroni e sfruttatori di sudore altrui!!
 
 
#7 Mingo 2015-05-19 16:57
Ci risiamo con vecchi assessori ancora in odore di poltrone.
Noicattaro terra di conquiste alle prossime elezioni comunali sicuramente ************** e se i cittadini li votano saranno dolori per tutti vecchi e nuovi amanti delle poltrone.
 
 
#6 Mingo 2015-05-19 16:54
GINO ********** PER FARTI USCIRE UN PO DI ACQUA CHE A QUANTO PARE DISTURBA LA TUA MENTE.
ADESSO CAPISCO PERCHE' NOICATTARO E' FERMA AL TEMPO DELLA PIETRA.
 
 
#5 Angelo Cavallo 2015-05-19 08:18
Didonna chi comincia questa storia sulle origini è lei e l'architetto la segue fornendo altri elementi. Tuttavia questo è un esercizio tanto faticoso quanto ad alta percentuale di incertezza perenne. Il tempo ammanta tutto in una coltre dove ogni confine e limite è perduto. Anche perché quei ritrovamenti potrebbero essere stati trafugate da milizie romane oppure, 2 ipotesi, essere stati oggetto di scambio sempre dai romani, o ancora, non è detto che siano state prodotti da popolazione elleniche..c'era anche una produzione imitativa anche degli stessi romani e non solo. Saluto.
 
 
#4 vito didonna 2015-05-18 23:04
noto con piacere che un libro può suscitare interesse su un argomento molto complesso e di grande fascino, tuttavia devo confessare che le mie riflessioni riguardavano la tomba del guerriero e i ritrovamenti di calcare dove i reperti indicano in maniera inequivocabile la matrice corinzia. d'altra parte è anche noto che la popolazione japigia non è indigena, ma anch'essa di origine illirica. approfitto della sede per delle indicazioni...il mio libro citato si può leggere su " scaffale rizzo ebook" e il materiale archeologico nojano è presente sulla mediateca del Palazzo della Cultura. buonanotte
 
 
#3 gino 2015-05-18 22:49
andate a scavare lungo le lame
 
 
#2 Mingo 2015-05-18 14:14
Una ricerca fatta con vera cognizione di causa che mette in soffitta tutte quelle singolari teorie di storici improvvisati che con la scusa della cultura hanno solo fatto scalate a poltrone assessorili nella nostra città.
Bravo arch. Ardito
 
 
#1 Angelo Cavallo 2015-05-18 12:21
Il nostro passato è una commistione e di vari passaggi di consegne. Riduttivo pensare ad una sola estrazione culturale. Certamente quella più marcata e la cultura greca antica, romana e giudaico-cristiana. Grazie Architetto per il contributo.
 

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