Sabato 23 Ottobre 2021
   
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Inaugurati gli "Orti di Pace" alla scuola "Parchitello". Foto

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Si chiamano “Orti di Pace” e hanno lo scopo di unire trasversalmente due grandi insiemi: quello della natura e quello dei rapporti interpersonali.

Una bella iniziativa quella svoltasi lo scorso 16 Maggio presso l’Istituto Comprensivo “Pascoli-Parchitello” - plesso Parchitello - dove il Dirigente Scolastico, prof. Cataldo Olivieri, ha inaugurato l’orto, creato in un piccolo spazio in cortile.

Presenti gli alunni della scuola dell’infanzia e della primaria, i genitori e anche i nonni.

Ma cosa unisce orto e pace? “Io lo so”, ha detto Federica, della scuola primaria, rispondendo alla domanda del Dirigente. “Le piante mettono pace, e così dobbiamo fare noi con i nostri amici”. Una spiegazione semplice quanto veritiera, data da una bambina di 7-8 anni appena, che rispecchia la situazione reale.

“Si tratta di un progetto nato dal nulla - ha asserito il Dirigente Scolastico - messo su per la prima volta in una scuola della Toscana. Ma credo che qui nella provincia di Bari sia il primo esempio”.

L’orto è stato realizzato in un paio di settimane, grazie alla collaborazione dei genitori e del personale scolastico. “Le mamme e i papà hanno pulito il terreno e hanno tolto l’erbaccia - ha continuato il prof. Olivieri - e poi il giardiniere ha fatto i solchi, prima di piantare il tutto”. Un orticello davvero ricco: all’interno, infatti, ci sono i cocomeri, le fragole, i pomodori, il basilico, il prezzemolo, la menta e tante altre piantine.

Simbolico anche il taglio del nastro, avvenuto per mano di un alunno e di un nonno, quasi ad unire le generazioni. Questi, infatti, insieme ai genitori, saranno responsabili della cura degli “Orti di Pace”. “Il giardino che abbiamo creato apparterrà ad ognuno di noi: personale scolastico, famiglie e alunni. Non ci resta che garantire la sopravvivenza, curando le piante così come dovremmo curare i nostri rapporti, all’insegna della pace”.

Per restare in pace con la natura, infatti, occorrerà innaffiare quotidianamente le piantine. “Deve diventare un’abitudine, uno stile educativo”, ha concluso il Dirigente. “È un esperimento, una scommessa. Noi ce la metteremo tutta. Nel peggiore dei casi, anche l’insuccesso sarà un’esperienza per i bambini”.

Un modo diverso di intendere la scuola. Anche i migliori psicologi converrebbero nel dire che non ci può essere apprendimento senza una cultura civica, e soprattutto senza emozioni!


[da La Voce del Paese del 23 Maggio]

Qui tutte le foto.

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