Giovedì 21 Novembre 2019
   
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L'On. D'Onghia: "Combattiamo la dispersione scolastica"

Noicattaro. D'Onghia alla Pende front

 

A darle il benvenuto, oltre che il Dirigente Scolastico - prof.ssa Rosaria Giannini D’Ursi - e il Commissario Prefettizio, Rosa Maria Padovano, ci ha pensato il coro SoLaRe, che si è esibito, in apertura, con l’Inno di Mameli.

La schiera di alunni in divisa, verde, bianca e rossa, ha ascoltato una fervida Angela D’Onghia, lunedì 18 Maggio nell’auditorium della scuola Pende, sulla riforma della scuola, sui progetti dell’istruzione in Italia e in particolar modo in Puglia. “ Per me fare politica è essere presenti, esserci” - ha detto l’Onorevole D’Onghia - “per questo almeno una volta a settimana sento e ricevo le telefonate di chi vuole o sente il bisogno di contattarmi, ed è  per questo che lascerò il mio contatto al vostro Dirigente”. È proprio uno fra i suoi principali obiettivi quello di ascoltare, andare in giro per le scuole per “toccare con mano” la realtà scolastica. Non a caso uno dei suoi passati tweet faceva riferimento a questo: “Visitare le scuole e parlare con i ragazzi mi riempie di gioia. Il futuro del nostro Paese è lì”.

La senatrice ha origini pugliesi: è nata a Bari, vive a Noci, e forse è per questo che ha ben presente le diverse problematiche che affliggono il nostro territorio, ed in questo caso le nostre scuole. La situazione che ha presentato l’Onorevole non è delle migliori infatti, e non c‘è da meravigliarsi. Le cifre snocciolate durante l’incontro fanno capire quanto lavoro ci sia da fare nei nostri territori e nei nostri istituti per arrivare ai livelli competitivi non solo con delle altre regioni della penisola, ma dell’Europa e del mondo intero. Come giustamente ha osservato Angela D’Onghia, oggi la competizione non è più delimitata territorialmente, ma si verifica a livello globale. Non c’è più concorrenza fra nord e sud del Paese, o fra nord e sud Europa, la globalizzazione ci ha messo davanti una realtà molto più estesa e molto più complessa con cui è impossibile non fare i conti.

Obiettivo primario, che da tempo si cerca di perseguire, è combattere il 19% di dispersione scolastica. Letto così, magari, non fa neanche tanto effetto. Ma la traduzione di questa cifra percentuale sarebbe: giovani con uno scarso livello di istruzione che rappresentano quindi una forza lavoro poco qualificata, realtà che ci pone in coda alle classifiche europee, primi soltanto a Turchia, Spagna, Malta, Islanda, Portogallo e Romania.

Entrando nel merito del nostro territorio, la Puglia, insieme alla Campania, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia, fanno parte dell’obiettivo 1 dell’Unione Europea, noi facciamo parte di quelle regioni in “ritardo di sviluppo”, a cui sono destinati fondi settennali per promuovere lo sviluppo e l’adeguamento strutturale.

Il sottosegretario non è entrato nei dettagli della riforma dell’istruzione, proposta dal governo Renzi su “La Buona Scuola”, da poco approvata, probabilmente perché il pubblico a cui si riferiva era fatto di giovanissimi alunni che poco ne sanno a proposito. Ha sfiorato l’argomento dicendo - probabilmente riferendosi alla quantità massiccia di aderenti allo sciopero del 5 Maggio scorso - che nessuna riforma è il Vangelo e che questa, quindi, non pretende d’essere né perfetta né esente da ulteriori modifiche. Una cosa importante che si vuole tentare di fare - ha sostenuto - è quella di una vera unificazione tra famiglie, docenti ed istituzioni, perché solo con il lavoro che coinvolga queste tre sfere distinte si potrà avere miglioramenti all’interno della scuola. Concretamente si vuole introdurre uno studio più massiccio dell’inglese, cosa ormai assodata per i nostri competitor europei, ma che nelle nostre scuole non rappresenta un programma ancora adeguato. Limitare la differenza fra ricchi e poveri, riducendo il ricorso a formazioni esterne che, se una famiglia benestante può sostenere, così non è per molti altri. Punti essenziali e generali dunque . Nonostante le proteste di piazza, gli scioperi, la riforma è ormai stata approvata dalla Camera de Deputati. E se è vero che questa è la #voltabuona, come dice il premier Matteo Renzi, ci auguriamo di veder presto #ibuonirisultati.


[da La Voce del Paese del 23 Maggio]

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