Lunedì 18 Novembre 2019
   
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Una cipolla può dare l’idea di infinito. Sandra Lucente all'Exviri

Noicattaro. La prof.ssa Sandra Lucente front

 

Presso il Laboratorio Urbano Exviri, interessante incontro sul concetto matematico di infinito, abilmente relazionato dalla professoressa Sandra Lucente dell’Università degli Studi di Bari e magistralmente enfatizzato dalla chitarra di Gianvito Liturri.

Una prima idea di infinito si ha osservando la sezione di una cipolla - con i diversi strati che crescono all’esterno - e la foto di una galassia. Si inizia a considerare l’infinito già in Grecia, sebbene rappresenti un concetto imperfetto e innominabile. Si scontrano col problema Pitagora ed Euclide: il primo nel momento in cui si trova a dover posizionare le metà di segmenti successivi sul cateto di un triangolo, il secondo allorché si accorge di non poter elencare tutti i numeri primi esistenti. Lo stesso Pitagora si troverà poi ad affrontare il problema della quadratura del cerchio, ossia costruire un quadrato che abbia la stessa area del cerchio dato. Costruzione tuttavia impossibile causa la presenza del “pi greco” (π) che è un numero trascendente e quindi non costruibile, dal momento che presenta un’infinità di cifre dopo la virgola. Pitagora riesce tuttavia a costruire internamente al cerchio un poligono di ben 96 lati, avvicinandosi molto all’area del cerchio. Il concetto di infinito lo si riscontra anche in alcuni noti paradossi.

Il più conosciuto è senz’altro quello di Zenone (V secolo a.C.), sostenente che il movimento è illusione: paradosso di Achille e la tartaruga. Quest’ultima non può essere raggiunta da Achille sebbene più rapido, poiché chi segue deve arrivare al punto che occupava il seguìto e dove questo non si trova più quando arriva l’altro. In tal modo, perlomeno teoricamente, la tartaruga conserverà sempre un vantaggio su Achille.

Altro paradosso, forse meno noto ai più, è quello del Grand Hotel Hilbert. Senza entrare troppo nei dettagli, il matematico immagina un hotel con infinite stanze, tutte occupate, e afferma che qualsiasi sia il numero di altri ospiti che sopraggiungano, sarà sempre possibile ospitarli tutti, anche se il loro numero è infinito. Il tutto si realizza in virtù di abili spostamenti dell’albergatore: così, sebbene l’albergo risulti pieno, essendo infinito, è comunque possibile sistemare i nuovi ospiti. In base a un ragionamento simile, risulta possibile soggiornare in questo hotel un numero infinito di autobus, ciascuno contenente un numero infinito di passeggeri.

Un’altra idea del concetto di infinito la si può avere osservando le razze dei rosoni delle chiese disseminate sul territorio pugliese. Dal numero delle razze (12, 24 o altro) si intuisce come sia possibile procedere indefinitivamente con un numero di razze sempre maggiore, ma dalla base sempre minore. Pertanto, poiché è possibile percorrere un qualsiasi cerchio con un’infinità di corde, si parla di infinità circolare. Chi per primo utilizzò il simbolo matematico di infinito ( ), fu il matematico inglese John Wallis nel 1655. Sebbene il simbolo fu accettato, venne utilizzato solo a partire dal 1800. Per quanto possa sembrare assurdo, anche un semplice stendipanni può contribuire a dare l’idea di infinito: se infatti si posizionano su di esso capi che occupano progressivamente la metà dello spazio del capo precedente, resterà sempre uno spazio infinitesimo libero, potendo teoricamente stendere panni all’infinito.

Abbiamo qui volutamente omesso la descrizione di dettagli che avrebbero unicamente appesantito l’articolo, lasciando al lettore il compito e il piacere di lavorare di fantasia.


[da La Voce del Paese del 23 Maggio]

Commenti 

 
#8 Sandra Lucente 2015-05-30 05:42
Leggo solo oggi l'articolo. Grazie!

Meno lieta nel leggere i commenti. Lo scontro calcistico sempre e ovunque. Con la scienza ci si diverte, si pensa e pensando si risparmiano parole inutili.

Vi aspetto il prossimo anno!
 
 
#7 Pensiero Vacuo 2015-05-27 17:27
L'offesa personale non giova a nessuno. Sarebbe preferibile screditare qualcuno con argomenti validi; l'insulto è il modo più basso per colpire un individuo
 
 
#6 PEGASO 2015-05-27 16:20
Ihi ihi ihi . Accostare il falso Destriero senza criniera al Critico d'arte Sgarbi , e' veramente troppo. Ma non capite che questo soggetto vive solamente per questo. Non avendo NULLA da fare , si sfoga passando il suo tempo tra Facebook , twitter , e' appunto i giornali on line del Paese . E' una necessita' psicologica , *************** , riempie queste SUE LACUNE , mettendosi in MOSTRA , con il suo sapere , offendendo chiunque abbia raggiunto una propria meta nella vita personale . Solo cosi si sente REALIZZATO ! Ma parla di Invidia , ed Umilta', due significati stravolti sul " SUO " Dizionario , fateci caso ,e' un continuo sparlare su chiunque la pensa diversamente dal suo pensiero. Visto che si sente una Enciclopedia Ambulante , perche' non partecipa a quelle trasmissioni televisive che mettono in palio diverse centinaia di euro ???
 
 
#5 Angelo Cavallo 2015-05-27 12:02
"Le sa tutte" L'UMILTÀ, gragran bella virtù, non la si coltiva attenendosi da esternare il proprio pensiero. Se lei ha qualcosa da dire nel merito lo faccia nessuno per questo l'accusa di presunzione. Cosa diversa, probabilmente, è l'invidia.
 
 
#4 IL CRIVELLO 2015-05-27 11:11
Ma si e il nostro Sgarbi....almeno così pensa .....Lui!!!
 
 
#3 Le sa tutte 2015-05-27 07:14
Ma questo Cavallo è un tuttologo, sembra l'unico depositario della verità, ha da ridire su tutto.
A vinto tutti i premi nobel delle diverse discipline? Umiltà Cavallo.
 
 
#2 Pensiero Vacuo 2015-05-26 18:40
Si è infatti discusso del solo concetto matematico di infinito e non di quello metafisico, che è tutt'altra storia
 
 
#1 Angelo Cavallo 2015-05-26 15:03
Beh potremmo citare Cartesio, Newton e dunque Leibniz per il suo "calcolo infinitesimale" e sue applicazioni. Ma credo che lui abbia sbagliato sostantivo. Infatti nella logica della materia, della dualità sarebbe più opportuno parlare del concetto di "INDEFINITO" e lasciare quello di "INFINITO" alla metafisica. Tra l'altro il simbolo adottato dai matematici moderni non c'entra nulla con l'infinito. Ciò che è fuori la logica mondana, il mondo fisico, e cioè trascendente, di altra natura appunto, ha a che fare con L'ETERNO.
 

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