Venerdì 06 Dicembre 2019
   
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L’origine di Noja. La seconda parte dell'analisi dell'arch. Ardito

Noicattaro. Origini Noja front

 

Un paio di settimane fa la nostra testata ha proposto il pensiero dell’arch. Vito Ardito sull’origine insediativa araba di Noicattaro, discordante dall’opinione dello studioso di storia locale, prof. Vito Didonna, il quale nei suoi scritti dichiara invece che Noa ha una matrice greca-arcaica.

Secondo quanto sostenuto dall’architetto dunque, Noja è sorta su un villaggio peucezio pagano (Vicus), e stando alle testimonianze fisiche e ai ritrovamenti archeologici, il piccolo centro insediativo urbano pre-romano e successivamente romano nel nostro territorio è stato Azetium. Quest’ultimo era localizzato ad est di Noja, sull’attuale piccola altura oltre lama Giotta, più precisamente in località Castiello. Il primitivo insediamento di Azetium esisteva ancor prima della comparsa di Noja e Rutiliani, ed esso fu centro urbano di riferimento per le tribù indigene peucezie e non per quelle greco arcaiche, giunte in loco in un secondo tempo.

I peucezi, in realtà, frequentavano il nostro territorio già in un’epoca contemporanea a quella cretese e micenea, e i reperti archeologi tombali ritrovati nei siti Cipierno e Calcare ne sono la conferma poiché mostrano connotazioni stilistico-simboliche di origine peucezia-arcaica e, si badi bene, non arcaico-greca. Nello specifico, sono state ritrovate ceramiche decorate a motivi geometrici (con anelli a svastica) ed esse sono in realtà una particolarità della raffigurazione magico-religiosa tipica della civiltà Japigia, Peucezia e Daunia.

Un’altra caratteristica che denota l’appartenenza di tali reperti ai Peuceti è la sepoltura rannicchiata del defunto, unitamente al corredo funerario, come cinture, spade, vasi o anelli; essa è un contrassegno inequivocabile della civiltà Japigia della Puglia arcaica.

Volendo entrare ancor più nel merito della sua tesi, l’architetto Ardito passa in rassegna gli aspetti stilistici e simbolici della principale Chiesa (romanica) di Noicattaro, S. Maria della Pace, dando prova di come l’interno della stessa abbia i capitelli di stile longobardo, con chiara influenza araba. Tale Chiesa fu edificata in un contesto di strategia politico-religiosa nel periodo di conquista longobardo-bizantina della nostra regione, e l’assoggettamento a simile forma di potere del villaggio di Noja è confermato dalla presenza di una serie di elementi caratteristici del tempio, che tra l’altro non hanno alcunché in comune con la cultura figurativa e simbolica antica arcaica. Tra questi vi ritroviamo: i portali eseguiti con la tecnica scultorea a traforo (facciata principale laterale), il campanile, costruito nel periodo normanno nel XI secolo, il quale presenta all’esterno un romanico pugliese con evidente influenza araba, e il finto portico laterale della Chiesa matrice che riassume le componenti stilistiche romaniche e bizantino-arabe.

In conclusione, quindi, il centro urbano di riferimento delle tribù peucezie fu Azetium, e l’origine insediativa di Noja e Rutigliano avvenne in seguito all’abbandono di Azetium in età longobarda-bizantina-araba (VII-VIII sec.); inoltre, i villaggi iniziali furono quelli che gravitavano intorno al centro primordiale e che erano posizionati in maniera arretrata rispetto al mar Adriatico.

Ringraziamo l’arch. Ardito, che con le sue ricerche ha fornito un punto di vista storico sull’insediamento urbano di Noja diverso dai precedenti, e la redazione si augura che questi articoli abbiano incuriosito la cittadinanza sulle origini a quanto pare ancora dibattute del nostro paese.


[da La Voce del Paese del 29 Maggio]

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Commenti 

 
#13 capracapracapra 2016-07-21 14:42
Ma perché non vi scambiate i numeri di cellulare?
 
 
#12 Pierluigi Partipilo 2016-07-21 12:15
Un voto per ARDITO!!!!!!!!!!!! Tutti i blablabla lasciateli a scuola! Per info a riguardo del dibattito rivolgersi al sig. Sgarbi che sicuramente ne sa qualcosa in più al posto di far venire Panama e ''Pink Floyd'', poi dibattete quanto volete. Distinti saluti.
 
 
#11 mingo 2015-06-15 12:17
Cosa dire di uno che sa solo essere a****** e privo di aromentazioni circa quanto riportato in questostudio pubblicato d'Arch.Ardito.
E' evidente che tutto questo ha solo uno scopo, avere visibilita per eventuali poltrone future.
Ormai i filosofi abbondano ovunque e voglio far discendere la conoscenza storica dei fatti dai concetti astratti.
 
 
#10 vito didonna 2015-06-08 12:52
Mingo, pensiero pavido, come si possono accettare consigli da maschere timorose...balbettii sommessi e sussurrati non sono verità..eppoi Angela Ciancio, ma l'avete letto bene il suo pensiero o blaterate ancora per luoghi comuni?
 
 
#9 Mingo 2015-06-07 21:08
Visto che insiste invito nuovamente il prof. Didonna che come il Gervasio ha preso una cantonata di leggersi il libro "Note sulla ceramica geometrica della Peucezia".
L'Arch. Vito Ardito da centrato appieno l'argomento a differenza di approssimati studiosi della domenica che farebbero bene a tacere vista la scarsa conoscenza della materia in oggetto.
 
 
#8 vito didonna 2015-06-07 20:25
Belli e colti...ma dopotuttoildire che appena fattoabbiamofatto, ma avete almeno visto gli ori di Noja?
 
 
#7 Angelo Cavallo 2015-06-06 08:00
..un ultima cosa Didonna: crede che lo svastica sia un simbolo fine a se stesso magari decorativo? Che miseria.
 
 
#6 Angelo Cavallo 2015-06-06 07:57
MA PROF. come si scalda cosa c'è.. mettiamola così ignoriamo cose diverse. Uno come lei figlio della rivoluzione marxista ed espressione di un mondo moderno arrogante che pensa con il solo proprio punto di vista ed agli effetti nichilista e degradato, non può comprendere altro che il suo NULLA. I simboli sono espressione di un messaggio traslato tutto imperneato sulla metafisica, che si badi bene professore (pessimo maestro), Aristotele "inventa" il termine in occidente e tuttavia nei fatti prima di lui c'è molto di metafisica! Lo stesso Platone per ex., e poi c'è tantissimo in estremo oriente, Antica Cina..etc. Gli eruditi finti intellettuali come lei si atteggiano ed ostentato erudizione pensando che la sola erudizione da sola basti. E NO CARO PROFESSORE VADA OLTRE IL FISICO (MATERIALISTA STORICO), SE CI RIESCE,..APPUNTO METAFICA. TEMO PERÒ CHE L'ECCESSO DI TRACOTANZA LE OBNUBILA IL CERVELLO, C'È TALMENTE TANTA FOSCHIA CHE PER LEI SARÀ DIFFICILE, A PARTE MIRACOLI, VEDERE. SALUTO
 
 
#5 vito didonna 2015-06-05 23:56
ma cosa dici Cavallo..non mettere la metafisica in tutti i piatti..metà tà fiusikà appunto termine che il saggio Aristotele inventa nel III sec ac e non nel periodo di apparizione della svastica.dimostrate ancora una volta ignoranza e sicumera, andate a guardarvi le metope del cinturone della tomba IV..ma suppongo che per voi è come parlare nel wind.
 
 
#4 Mingo 2015-06-05 20:38
Mi permetto di indirizzare il prof. Didonna ad una lettura ben più interessante di quella da lui proposta all'Arch. Vito Ardito.
VNION ACADÉMIQVE INTERNATIONALE C∆RΠΑΪ45 VASORVM ANTIQVORVM ITALIA GIOIA DEL COLLE - MVSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE A CURA DI ANGELA CIANCIO OPERA PVBBLICATA DALLA VNIONE ACCADEMICA NAZIONALE «L ERMA» di BREISCHNEIDER - ROMA ITALIA - FASCICOLO LXVIII GIOIA DEL COLLE - MVSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE FASCICOLO I
Buona Lettura e spero di non leggere più altre ......
Un plauso all'Arch. Ardito per la sua analisi in oggetto.
 
 
#3 Angelo Cavallo 2015-06-05 13:05
Didonna pure per lei vale l'umiltà che richiede all'architetto. Lo svastica e non la svastica, come tutti quei simboli primordiali, non hanno una sola connotazione culturale, per esempio lo può ritrovare nell'antichità estremo orientale vedica. Poi si evince una sua ignoranza sui suoi significati di fondo. Esso è un simbolo sia religioso quando ci riferiamo per esempio al cristianesimo e sicuramente metafisico se si riferisce ad altre estrazioni cultuali e culturali come nei veda (e non solo). Lei sa la differenza tra religione e filosofia, tra teologia e religione, tra teologia e metafisica e tra religione e metafisica? Si documenti lei. La metafisica per la Tradizione non è un mera filosofia nell'accezione che sicuramente lei da. Per finire sui ritrovamenti l'assunto dell'architetto è assolutamente pertinente quanto il suo. Lei è più storicista dell'architetto e questa è un'impostazione ideologica moderna. Lo sforzo, come dicevo quel giorno alla presentazione di uno dei suoi libri parlando di simboli, per comprendere civiltà lontane dalla nostra è quello di avvicinarsi alla loro mentalità e lei non è che ne abbia dato prova mentre Vito più di lei è questo per me è un punto di vista essenziale. Saluto.
 
 
#2 vito didonna 2015-06-04 13:35
..cantami o diva del pelide Achille l'ira funesta..ma l'arch. conosce i miti greci rappresentati sul cinturone del guerriero della tomba IV? Eppoi, a proposito della svastica, non è un simbolo religioso della Peucezia o Daunia, ma le prime rappresentazioni si hanno nel IV millenio ac in Mesopotamia e nell'Anatolia. E infine l'arch. conosce la distanza in linea d'aria tra Calcare e Azezio! tanta umiltà e documentazione occorrono in questa ricerca. Mi permetto un consiglio..Michele Gervasio "Bronzi arcaici e ceramica geometrica"
 
 
#1 Angelo Cavallo 2015-06-03 19:40
Concordo con qualche riserva su le tombe ed i suoi ritrovamenti.
 

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