Sabato 16 Novembre 2019
   
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Giacomo Suglia: “La qualità dei nostri prodotti sembra buona”

Noicattaro. Giacomo Suglia Apeo front

 

In occasione della recente apparizione su Rai 1 del Presidente dell’Apeo Puglia, nonché vicepresidente della Fruit Imprese, Giacomo Suglia, La Voce del Paese ha raccolto le impressioni e le dichiarazioni del diretto interessato. Ricordiamo che il programma in questione, “A conti fatti” - condotto da Elisa Isoardi - ha tra gli altri annoverato la presenza in studio del noto medico nutrizionista, professor Antonio Calabrese. Chi fosse stato impossibilitato a seguire direttamente l’evento, può comunque rivederlo visitando il sito www.rai.tv (clicca qui per il vedere il programma), dove la fascia di interesse per ciò che concerne l’intervistato è situata tra il minuto 4.50 e il minuto 11.00.

Lei è recentemente stato ospite della Rai, Radio Televisione Italiana. Cosa ha riguardato la sua partecipazione?

Era una giornata dedicata ai prodotti esotici, dunque a quei prodotti che vengono da lontano, e sono stato invitato per questo, anche se nel programma si è poi parlato di carni.

Riguardo l’annata in corso, che prospettive ci sono per l’ortofrutta nostrana?

Per l’ortofrutta il clima rappresenta un fattore estremamente importante, sia per la zona di produzione che per la zona di consumo e, fortunatamente, in questo periodo stiamo avendo delle condizioni abbastanza buone. Per le ciliegie si prevede addirittura un raccolto superiore alle aspettative, perlomeno per la varietà “Bigaro”, mentre per la “Ferrovia” si preventivano dei quantitativi leggermente più ridotti. In ogni caso, la qualità al momento sembra buona, così come anche per l’uva da tavola e le albicocche, dove si prevede un’annata più positiva rispetto al 2014, caratterizzato da eccessive piogge che hanno condizionato in maniera negativa un po’ tutto l’andamento del mercato dell’ortofrutta.

Si prevede un’ulteriore partecipazione di Noicattaro alla Fruit Logistica di Berlino?

Assolutamente sì, in quanto è la più importante fiera dell’ortofrutta fresca a livello mondiale. Lo scorso 19 Maggio molti operatori, anche di Noicattaro, sono partiti per la Fruit Innovation, una fiera internazionale che si tiene a Milano. A fine Ottobre è prevista la partecipazione ad un’altra fiera un po’ più specifica per l’uva da tavola, la Fruit Attraction di Madrid, dove già da diversi anni stiamo partecipando come associazione Apeo.

Noicattaro è prevalentemente basata sulla monocoltura. In che misura questo è un vantaggio e in che misura rappresenta uno svantaggio?

Ritengo sia un vantaggio in quanto specializzandosi e studiando sempre più, si riescono a offrire sempre più servizi e qualità ai prodotti. Non è un caso se il nostro territorio è tra i primi a essersi adeguato alle esigenze del consumatore, il quale chiede ad esempio dell’uva apirena. Offriamo al consumatore di tutto il mondo due alternative: sia quella tradizionale, l’uva col seme, che l’uva apirena senza seme. Non dimentichiamo che per alcune varietà di uva da tavola (Vittoria, Regina, Italia come uve bianche; Palieri, Red Globe come uve rosse) quest’anno avremo il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta, ndr). Questo starà anche a significare una valorizzazione dei prodotti suddetti. Il mondo scientifico sostiene tuttavia che masticare il seme dell’uva da tavola previene da alcune malattie abbastanza serie. Non si devono dunque trascurare le varietà con semi a vantaggio di quelle senza semi. Abbiamo sia le une che le altre, e questa è la dimostrazione che, pur appartenendo a un territorio monoculturale, siamo in grado di fornire un’ampia possibilità di scelta ai diversi consumatori.

Il PAN, Piano Agricolo Nazionale, sta imponendo l’utilizzo di fitofarmaci eco-sostenibili, sia per la salvaguardia della salute che per la tutela dell’ambiente. Nonostante l’obbligo, crede che tutti gli interessati si adegueranno?

Credo che tutti si debbano adeguare in quanto oggi c’è una nuova sensibilità da parte dei consumatori. Nel 2050 dovremmo essere circa 2 miliardi di persone in più sulla terra; le aree coltivabili non possono tuttavia aumentare, ma semmai diminuire, a causa di erosioni, cementificazione e altro. Poiché dovremo cercare di produrre di più in quantità e qualità, saremo obbligati a un corretto uso della chimica e, in questo, siamo coadiuvati dagli agronomi. Devono saltare i vari pregiudizi ideologici ed essere realisti: in campo scientifico esistono delle grandi professionalità in grado di presentare ogni giorno delle novità positive.

L’Expo di Milano intende fornire risposte anche in questo senso…

Sì. L’Expo rappresenta una barriera di cambiamento di come si deve produrre oggi, senza trascurare il rispetto dell’ambiente e la cura della qualità, la conoscenza delle provenienze e delle tecniche di produzione. Un nuovo sistema di produzione che parte proprio dall’Italia che, tra l’altro, è il Paese più sicuro dal punto di vista fitosanitario, se non il più sicuro.

Vuole aggiungere qualcosa in particolare?

 

L’invito a essere molto onesti con se stessi e valutare personalmente le realtà. Non bisogna farsi coinvolgere da taluni pregiudizi ideologici, in qualsiasi forma vengano essi presentati.


[da La Voce del Paese del 6 Giugno]

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