Lunedì 20 Maggio 2019
   
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FITOFARMACI: BENVENUTI NELLA CITTÀ DELL’UVA

PESTICIDI

BENVENUTI A NOICATTARO,  CITTÀ DELL’UVA

Il cartello che accoglie i visitatori all’ entrata della nostra città recita: “Benvenuti a Noicattaro, città dell’ Uva Regina”.

Noicattaro, infatti, basa la sua economia sulla coltivazione e la commercializzazione, in particolare verso l’estero, dell’uva da tavola. A partire dal periodo primaverile questa è soggetta a continui trattamenti chimici: un fitto via vai di trattori, con il loro seguito di atomizzatori, invade le vie della città. Osservando queste rumorose, quanto indispensabili, macchine agricole un velo di preoccupazione potrebbe adombrare il volto dei cittadini o dei visitatori: quale miracoloso cocktail chimico conterranno quegli apparecchi, tanto da riuscire a risvegliare prima del tempo la natura e produrre dell’ uva dagli acini turgidi e senza macchia che rendono Noicattaro giustamente famosa?

Ebbene, in quest’articolo cercherò  di fornire una risposta a tale quesito e fugare ogni eventuale preoccupazione.

I pesticidi

“Pesticida” è un termine generico usato per indicare tutte le sostanze che interferiscono, ostacolano o distruggono organismi viventi. In agricoltura sono indicate come fitofarmaci, categoria che comprende diserbanti, fungicidi, insetticidi, topicidi e regolatori della crescita. I fitofarmaci sono classificati in base al grado di tossicità per l’uomo, pertanto per l’acquisto, il trasporto e l’impiego di prodotti fitosanitari molto tossici, tossici e nocivi è obbligatorio il possesso di un patentino.

Ed ora un po’  di storia...

Il capostipite di tali sostanze è  un erbicida tristemente famoso come “agente orange” usato massicciamente durante la guerra del Vietnam per irrorare le boscaglie. Altre sostanze attive, cioè i costituenti fondamentali dei pesticidi, sono stati utilizzati nella prima guerra mondiale; tra queste il chloropicrin, agente chimico dal forte potere irritante per occhi e vie respiratorie attualmente in uso nei fitofarmaci.

Alcuni dati

I dati ISTAT attestano attorno ai 5.204.990 kg la quantità di prodotti fitosanitari (al totale sono sottratti i prodotti biologici) utilizzati nella provincia di Bari nel 2007.

Dalla relazione di Legambiente “Pesticidi nel piatto 2009” si evince che l’1,8% dei campioni di uva analizzati dall’ ARPA Puglia è irregolare e ben il 61% presenta più di un residuo di fitofarmaci (multiresiduo), in particolare un campione di uva da record contaminato da  ben  7 diversi principi. Tra i prodotti derivati in tutta Italia spicca il dato pugliese dell’ olio d’oliva con 3 casi irregolari e più della metà dei campioni analizzati con tracce di multi residuo. Si segnala anche il caso dei vini: su 34 campioni 1 risulta irregolare e 6 contaminati da residui. Legambiente sottolinea inoltre lo scarso numero di dati, seppure in aumento, forniti dall’Arpa pugliese.

Non sono pubblici i dati specifici su Noicattaro, ma “in generale l’uva costituisce l’alimento che presenta il maggior numero di residui ”(Arpa).

Tra i principi attivi riscontrati nel 2008 sull’ uva vi sono:

Cyprodinil: sostanza assorbita dall’organismo attraverso gli occhi, la pelle, l’ingestione e l’inalazione; ci sono poche informazioni relative agli effetti sull’uomo, ma è inquinante per il suolo e le acque.

Metalaxil (revocato nel 2006) fungicida mortale per i pesci, effetti sconosciuti per l’uomo.

Boscalid definito dal PAN (Pesticide Action Network) tossico per l’uomo, altamente inquinante

I rischi

La grande maggioranza delle sostanze attive presenti nei prodotti fitosanitari sono molecole organiche di sintesi concepite per combattere determinati organismi nocivi, e per questo generalmente pericolose per tutti gli organismi viventi. In funzione delle caratteristiche molecolari, delle condizioni di utilizzo e di quelle del territorio, queste sostanze possono essere ritrovate nei diversi comparti dell’ambiente (aria, suolo, acqua, sedimenti) e nei prodotti agricoli, e possono costituire un rischio per l’uomo e per gli ecosistemi, con un impatto immediato e nel lungo termine (fonte: rapporto ISPRA, Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale).

per l’ambiente:

L’uso di fitofarmaci, ed in particolar modo di erbicidi, determina la perdita di biodiversità ed è collegato alla moria di api che ha visto, nel solo autunno 2007, la scomparsa del 30% degli alveari italiani.

In tutta Italia si è, inoltre, registrata una preoccupante contaminazione delle acque superficiali (57,3% dei campioni) e sotterranee (31%). In Puglia le analisi hanno riguardato 2 soli punti di monitoraggio esclusivamente delle acque superficiali, con la ricerca di solo 6 sostanze a fronte delle 220 della Toscana. È evidente l’ assenza in Puglia di un sistema di agro farmaco-sorveglianza, fondamentale per comprendere il reale grado di contaminazione del territorio.

Non secondario è il problema dei rifiuti, spesso abbandonati nelle campagne senza alcuna precauzione.

per l’uomo

Tutti noi abbiamo nei nostri corpi livelli, sia pure bassi, di pesticidi persistenti (studio svolto dall’ISS, Istituto Superiore di Sanità), ma la valutazione del rischio per la salute umana risulta difficile a causa della complessità delle miscele e dell’inadeguatezza dei dati di tossicità disponibili.

I dati tossicologici, infatti, riguardano generalmente gli effetti prodotti dai singoli fitofarmaci, mentre sono carenti quelli riferiti alla combinazione di più sostanze. Inoltre i limiti di pesticidi residui (LMR) stabiliti dalla legge sono calcolati in base alla pericolosità del singolo principio attivo rispetto all’organismo umano adulto. È necessario sottolineare che spesso gli effetti dovuti alla contaminazione da fitofarmaci si manifestano tardivamente e variano a anche a seconda del momento in cui avviene l’esposizione. Vi è poi l’ “effetto dispersione” che consiste nella diffusione, anche a 600 m dal luogo trattato, delle sostanze chimiche. Pertanto gli effetti che queste sostanze producono sulla salute umana riguardano non solo i lavoratori agricoli e delle industrie chimiche, ma anche i consumatori che, attraverso gli alimenti, l’aria e l’acqua, possono assumere residui di tali sostanze.

Per ottenere una stima del rischio sono, dunque, molteplici le variabili da considerare, ma sono ormai acclarati gli effetti cancerogeni (insorgenza di un tumore), mutageni (mutazioni o alterazioni a carico del materiale genetico) e teratogeni (danneggiamento del feto) dovuti all’esposizione a fitosanitari.

Secondo i dati ISTAT, nel nord barese si rileva un’anomala concentrazione di mortalità per tumore, in particolare nel cosiddetto triangolo Noicattaro-Rutigliano-Casamassima.

Che fare?

Dal 1993 è in atto un programma, a livello europeo, di revisione dei pesticidi esistenti che ha condotto, nel marzo 2009, all’eliminazione del 67% dei pesticidi in commercio. L’azione di governo comunitario punta alla semplificazione e all’omogeneità delle molteplici direttive emanate dalle varie nazioni con l’adozione della normativa europea.

Il comune di Noicattaro ha attivato, da gennaio 2010, la Consulta Comunale permanente sull’Agricoltura istituita già dal 2003. Inoltre, in osservanza del DPR 290 del 2001, è stato avviato il corso per il conseguimento del patentino, svoltosi, quest’anno, dal 26 al 30 aprile. Il fine è sensibilizzare i lavoratori agricoli che vi partecipano ai rischi che un uso smodato dei fitosanitari comporta, presentando tecniche di difesa alternative: la difesa integrata(attuazione di tutti i sistemi e accorgimenti possibili per ricorrere, solo in ultima istanza, ai prodotti chimici) e la difesa guidata(controllo della coltura e dei parassiti per evitare trattamenti inutili).

Il Comune, quindi, si impegna a formare una nuova generazione di agricoltori coscienti, ma, a fronte dei gravi rischi a cui tutta la cittadinanza è soggetta, sarebbe auspicabile il perseguimento di azioni più incisive e immediate, che non si limitino ai soli operatori agricoli interessati dal patentino. Una campagna informativa rivolta a tutta la cittadinanza (sfruttando anche occasioni festive quali la festa dell’uva) sarebbe il punto di partenza.

Si dovrebbero, poi, promuovere nelle mense scolastiche il consumo di cibi biologici sensibilizzando gli studenti anche con corsi specifici sull’alimentazione; sollecitare gli organi di polizia giudiziaria per un controllo costante e capillare; ripristinare l’assistenza tecnica gratuita mettendo a disposizione degli agricoltori un tecnico specializzato provvisto degli strumenti per attuare le forme di difesa alternative proposte; commissionare una valutazione ambientale specifica per Noicattaro; fornire degli incentivi agli agricoltori che abbandonano l’uso di fitosanitari; organizzare un piano, seppure di lunga durata, visti gli interessi contrapposti e la complessità della tematica,  per la progressiva riduzione dei pesticidi.

Le azioni da compiere, dunque, sono molteplici e diversificate e seguono un unico indirizzo: la sostituzione di un sistema agricolo- economico obsoleto, oggi in crisi, con un nuovo modello di sviluppo compatibile per l’ambiente e l’uomo che vi vive. Non è più possibile disinteressarsi a questa tematica, né pensare che trasformare i terreni agricoli in suoli edificabili possa risolvere la crisi strutturale del settore agricolo. È necessario che gli amministratori assumano delle decisioni chiare e, forse, impopolari per perseguire, com’è loro dovere, il bene comune.







Fonti

  • Legambiente Pesticidi nel piatto 2009
  • PAN Bad Actors Chemical http://www.pesticideinfo.org/
  • ISPRA rapporto nazionale sulla presenza di residui di prodotti fitosanitari nelle acque febbr. 2010

Commenti 

 
#19 ..... 2010-07-01 21:00
farefuturo che ne dici di pensare un pò meno ai profitti e un pò di più alla salute di tutti noi cittadini (compreso quella tua e di tutta la tua famiglia)? .... se questa la consideri una cattiva pubblicità cominciate a trovare soluzioni e a venire incontro anche alle esigenze di buona salute di tutti noi! .... le omissioni o l'omertà come tu suggerisci non portano in nessun caso alla soluzione del problema! anzi non fà altro che aggravare la situazione con comportamenti di singoli agricoltori ancora più lesivi della salute (teli bruciati, contenitori di fitofarmaci bruciati, teloni abbandonati in ognidove, trattamenti superiori ad ogni dose consentita, sfruttamento intensivo delle falde acquifere, inquinamento delle stesse con i residui dei fitofarmaci che si depositano al suolo, ecc ecc)! .... anche se l'uva è l'economia trainente non possiamo permetterci di sottometterci ad essa (vedi l'incidente del petrolio nel golfo del messico, chi paga i danni? .... chi li subisce? ... chi ne paga le conseguenze?)! .... CITTADINI CONTINUATE A DENUNCIARE COMPORTAMENTI SCORRETTI E LESEIVI DELLA PERSONA E DEL QUIETOVIVERE! NE GUADAGNEREMO TUTTI! ..... anche a rutigliano si discute di questo e si stanno formando comitati cittadini che cercano di smuovere la sensibilità della cittadinanza e soprattutto delle amministrazioni che risultano immobili rispetto alla risoluzione del problema inquanto gli agricoltori sono il primo bacino di voti sia a rutigliano che a noicattaro!
 
 
#18 FareFuturo 2010-06-30 16:11
ke ne dite di cancellare questo articolo, se pur interessante?!!!
nn possiamo negare che noicattaro vive sul commercio dell'uva!
e su una vetrina come internet non possiamo permetterci di rendere pubbliche queste nostre questioni interne!
provate a scrivere su un qualsiasi motore di ricerca "NOICATTARO UVA FITOFARMACI".
 
 
#17 Imenottero 2010-06-29 20:29
POMPAGGIO: Si dice TRATTAMENTO FITOSANITARIO......se riguarda la salute della pianta, come quando uno ha la febbre e prende in PARACETAMOLO...
oppure CONCIMAZIONE FOGLIARE (anche nel caso delle Gibberelline) nel caso vi è una carenza nutritiva o prestazionale della pianta, come quando le persone prendono gli integratori...
EVITIAMO DI FARE POLEMICHE SE NON SI CONOSCE LA MATERIA....GRAZIE....
 
 
#16 Lino 2010-05-19 02:08
Complimenti per l'articolo, molto interessante e ricco di sensibilità verso l'ambiente che ci circonda, ambiente ormai malato e direi quasi in fin di vita. Credo che pochi saranno in grado di comprendere la serietà del tuo articolo e mi auguro che qualcuno si impegni a prendere seri provvedimenti.
Se ci guardiamo intorno ci accorgiamo che siamo circondati di plastica, pensiamo ai teli che ricoprono i tendoni che puntualmente ogni anno vengono bruciati sprigionando fumi tossici.
Credo che tra qualche anno Noicattaro, sarà al primo posto per tumori e le leucemie grazie all'uso incontrollato di pesticidi nelle nostre campagne.
 
 
#15 Luigi My da Noja 2010-05-15 13:07
io ritengo che non sia questione di scheletri nell'armadio, ma semplicemente di un attenta riflessione, quando vedi che la gente intorno a te a cui vuoi bene inizia ad ammalarsi e poi muore pur avendo condotto una vita sana senza alcun vizio ti inizi a fare delle domande.
Vorrei aggiungere alcune proposte a quelle di (fare futuro)
-Consegna di fitofarmaci solo se si porta indietro il vuoto
-Controlli sulle strade di campagna per evitare lo svuotamento dell’atomizzatore quando si torna a casa( la famosa scia)
-Fare i trattamenti solo nel tardo pomeriggio
-Controlli a tappeto nelle farmacie agricole per scongiurare l’uso di prodotti vietati
-Consegna gratuita delle protezioni a chi lavora sui trattori
 
 
#14 FareFuturo 2010-05-15 00:02
L'intento di Annika non è stato quello di puntare il dito contro i contadini nojani ma ha solamente rappresentato e documentato la realtà del nostro paese.
Dobbiamo far tesoro di persone come lei perchè molte altre nojane coetanee sicuramente non si fanno questo problema ma pensano solamente a scrivere cavolate su facebook o a guardare programmi stupidi in TV.
Leggendo i commenti, penso di persone più grandi di Annika, ho notato che la sua ricerca ha generato solo critiche ma non soluzioni alternative, figle solo di una lettura superficiale.
Queste vicende nascono quando non c'è nessuno che tutela la salute e il benessere dei cittadini e penso che la nostra amministrazione comunale sia già da tempo a conoscenza dei frequenti casi di tumore senza mostrare alcun
interesse nel risolvere la problematica aspettando così che i cittadini si facciano giustizia da soli.
L'amministrazione potrebbe preoccuparsi attivamente della problematica creando delle commissioni o altri organi che studiano il caso cercando così di trovare una soluzione per il bene di tutti i cittadini.
Ad esempio io penserei :
- Un contributo agli Agricoltori per l'acquisto di fitofarmaci di qualità e poco inquinanti e nocivi alla salute dell'uomo
- Formazione gratuita per l'uso più adeguato di questi prodotti
- Assistenza continua per aiutarli a creare la miglior uva!

Solo confrontandoci e discutendo civilmente possiamo trovare delle soluzioni a delle problematiche, cercando così di creare un futuro migliore e più pulito per noi e per i nostri figli
 
 
#13 FareFuturo 2010-05-14 23:58
L'intento di Annika non è stato quello di puntare il dito contro i contadini nojani ma ha solamente rappresentato e documentato la realtà del nostro paese.
Dobbiamo far tesoro di persone come lei perchè molte altre nojane coetanee sicuramente non si fanno questo problema ma pensano solamente a scrivere cazzate su facebook o a guardare programmi stupidi in TV.
Leggendo i commenti, penso di persone più grandi di Annika, ho notato che la sua ricerca ha generato solo critiche ma non soluzioni alternative, figle solo di una lettura superficiale.
Queste vicende nascono quando non c'è nessuno che tutela la salute e il benessere dei cittadini e penso che la nostra amministrazione comunale sia già da tempo a conoscenza dei frequenti casi di tumore senza mostrare alcun
interesse nel risolvere la problematica aspettando così che i cittadini si facciano giustizia da soli.
L'amministrazione potrebbe preoccuparsi attivamente della problematica creando delle commissioni o altri organi che studiano il caso cercando così di trovare una soluzione per il bene di tutti i cittadini.
Ad esempio io penserei :
- Un contributo agli Agricoltori per l'acquisto di fitofarmaci di qualità e poco inquinanti e nocivi alla salute dell'uomo
- Formazione gratuita per l'uso più adeguato di questi prodotti
- Assistenza continua per aiutarli a creare la miglior uva!

Solo confrontandoci e discutendo civilmente possiamo trovare delle soluzioni a delle problematiche, cercando così di creare un futuro migliore e più pulito per noi e per i nostri figli
 
 
#12 barbapapa 2010-05-14 22:17
Ha ragione Leo
 
 
#11 Leo 2010-05-14 14:02
perchè appena si parla dell'argomento "pesticidi" i nojani si scaldano subito?
sarà una mia impressione ma credo proprio che ci siano parecchi scheletri negli armadi e non solo..anche tra le pergole!!
 
 
#10 Luigi My da Noja 2010-05-14 12:26
volevo fare i complimenti a annika veramente un bell'articolo,ma volevo aggiungere una cosa, la popolazione sottovaluta e di molto la pericolosità di questi prodotti, vengono fatti trattamenti quando vicino c'è gente che lavora, ho si lavano gli atomizzatori e si lascia la scia quando si torna in paese. volevo dire una cosa anche all'anonimo, a Noicattaro va di moda l'uso di ormoni come le giberelline che risvegliano la pianta prima del dovuto, per fare un es. e come uno che va in palestra e usa sostanze dopanti avrà sicuramente i muscoli ma..... grazie
 
 
#9 Annika 2010-05-13 21:32
-la responsabilità delle poche analisi effettuate non si può ascrivere esclusivamente all'Arpa, altrimenti perchè lo stesso ente, in altre regioni, avrebbe compiuto molte e più approfondite analisi? D'altronde non ho negato "l’assenza in Puglia di un sistema di agro farmaco-sorveglianza", anzi, ho auspicato che gli amministratori sollecitino un'analisi approfondita, in modo da essere certi della situazione di Noicattaro ed evitare di ricorrere a generalizzazioni.

-Infine ti ringrazio per aver sottolineato quest'ultimo punto, si tratta di una mia svista, ma i dati, che puoi controllare, le valutazioni di medici che lavorano in queste zone, il senso comune sono chiari.

Spero che altri lettori abbiano compreso che il mio fine non era certo "distruggere le origini" del nostro paese, ma cercare di analizzare, nonostante i miei limiti, un problema che viviamo tutti i giorni e che non può lasciarci indifferenti. Non nego che questo non sia il mio campo, ma ciò non mi impedisce, dopo essermi informata, di scriverne. E credo ancora che a fare più male al nostro territorio ormai irrimediabilmente compromesso, distrutto e "violentato", come mi ha detto qualcuno, non siano le mie notizie parziali, ma il totale silenzio di chi dovrebbe occuparsene. Un serrare gli occhi la bocca e le orecchie che aiuta solo a mantenere immutabile questo stato di cose.
So bene che per l'agricoltore il capitolo fitosanitari rappresenti una spesa ingente, e non ho mai pensato di colpevolizzarlo, ma "solo" chiedere alla politica di trovare soluzioni per TUTTI, di non limitarsi alla formazione degli agricoltori, di coinvolgere tutta la cittadinanza. Ho inoltre sottolineato la presenza di forme di difesa dai parassiti alternative e meno dannose, cosa c'è di così offensivo per il mio paese?
Infine preferirei che non restasse nell'anonimato.
 
 
#8 Annika 2010-05-13 21:32
- per quanto riguarda il cartello all'entrata della città, effettivamente non ho controllato le parole esatte(perdonate questa leggerezza), ma si tratta di un particolare irrilevante nell'ambito della discussione sull'uso dei fitofarmaci
- Per quelli che lei definisce "copia-incolla", forse si riferisce alla definizione dei pesticidi, presente su qualsiasi dizionario, ma quando ho riportato posizioni di terzi ho specificato tra parentesi la fonte,quindi si tratta di citazioni.
La frase che lei ha riportato:

da una lato ammette la non pubblicazione o l'assenza di dati specifici sulla situazione di Noicattaro, d'altro canto, riportando una frase della stessa Arpa, si puntualizza che proprio il principale prodotto coltivato a Noicattaro è il più inquinato.
Ho avuto premura di riportare i siti da cui ho raccolto informazioni e dati proprio per dimostrare la veridicità dell'articolo e prevenire che qualcuno definisse le notizie "pure fesserie"
 
 
#7 Annika 2010-05-13 21:31
- il termine "cocktail" si riferisce all'uso di mescolare fitosanitari diversi per effettuare un unico pompaggio, atto che può incrementare i rischi. La capacità di "risvegliare prima del tempo la natura", cioè di far sviluppare la pianta prima dei termini naturali, è propria di alcuni fitormoni (tra cui le gibberelline) che si sviluppano naturalmente nella pianta, ma che vengono sintetizzati e introdotti tramite pesticidi specifici forzando e alterando i ritmi naturali.
In secondo luogo le dirò che non sono solo tutti i miei zii a lavorare in campagna, ma anche mio nonno, così come mio padre fino a qualche anno fa. Io stessa ho lavorato come acinellatrice, quindi ho una certa sensibilità verso tali argomenti. Tutti noi nojani siamo legati all'agricoltura, e non sto certo affermando di doverla abbandonare, semplicemente di essere più coscienti, cauti. Diminuire l'uso di fitofarmaci è un atto di amore verso se stessi, i propri familiari, i concittadini e l'ambiente, mettendo da parte, per una volta, le "regole" di mercato. Sbaglio forse a preoccuparmi o a volere questo? Perchè poi tirare in ballo la mia vita privata?
 
 
#6 Annika 2010-05-13 21:30
Caro conoscente, cercherò di rispondere ad ogni critica da lei sollevata:
-la foto è stata scattata pochi giorni fa a Noicattaro,precisamente si tratta della rotonda di fronte all'uscita del parco comunale. Un terreno in cui si coltiva di tutto dai fagiolini, ai carciofi e alla vite. Quel cartello mi è comunque sembrato significativo di una realtà complessiva, a prescindere dal suo fine.
E poi,è proprio sicuro che l'agricoltore non vi si avvicini nonostante i trattamenti? D'altronde quante volte al giorno si vedono passare trattori con atomizzatori guidati da agricoltori privi di qualsiasi elementare precauzione? Su questo sito vi è l'immagine dell'indumento protettivo da indossare quando si effettuano trattamenti "http://www.ermesagricoltura.it/var/portale_agricoltura/storage/images/media/images/operatore-in-tuta/170954-1-ita-IT/Operatore-in-tuta.jpg" quanti agricoltori l'hanno?
 
 
#5 Settanni 2010-05-13 17:07
C'è un'unica risposta al commento appena letto: COMPLIMENTI ANNIKA!
In un articolo hai analizzato tutto il problema, hai riportato dati da fonti ufficiali, hai fatto considerazioni più che giuste, insomma sei stata concreta.
Questo è il modo giusto per contribuire alla crescita del nostro paese.
Continuando ad ignorare i troppi problemi che ci sono non andremo da nessuna parte, rimarremo i soliti ignoranti capaci di coltivare solamente il proprio orticello, capaci di pensare solamente al proprio tornaconto senza tener conto dei problemi che affliggono tutta la cittadinanza ed il nostro territorio! Brava Annika, continua così!!!
 
 
#4 non conosco annika 2010-05-13 16:48
gentile conoscente

la foto è un simbolo e non deve rappresentare quello che dice

lo stesso vale per il cartello ma non voglio rispondere punto su punto alle sue

critiche lo farà se lo ritiene opportuno annika

quello che voglio dire è che io invece apprrezzo il fatto che una ragazza di 21 anni abbia dedicato del tempo a discutere di una problematica che esiste e si respira e che ci ammala tutti

non è cattiva pubblicità è voler iniziare una discussione su di un argomento tabu' a noicattaro

non è accusando chi come annika vuole discutere di un problema che si leverà la colpa chi usa i fitofarmaci in maniera consumista e senza rispetto alcuno


brava annika aspettiamo altri tuoi articoli!!!!!!!!!!!!!!!
 
 
#3 un tuo conoscente 2010-05-13 12:40
(...continua)
- Quando parli delle analisi fatte all’ambiente, ti sei chiesta di chi è la colpa dello scarso numero di analisi fatte? Non sarà proprio dell’Ente da te prima preso in considerazione?!?
- E poi: “Secondo i dati ISTAT, nel nord barese si rileva un’anomala concentrazione di mortalità per tumore, in particolare nel cosiddetto triangolo Noicattaro-Rutigliano-Casamassima”. Ma… (mi chiedo) Noicàttaro non si trova a Sud-Est di Bari o da poco l’hanno spostato senza che noi non ce ne siamo accorti?
Insomma, cara Annika, perché vuoi distruggere le origini del tuo paese? Non credi di aver peccato di presunzione in un campo che non è tuo? Certo a 21 anni fa’ sempre piacere dire di aver scritto un articolo, ma ti rendi conto di quanto male rischi di fare al tuo territorio? E se lo leggessero i “cari” amici della Lega Nord, sai come “apprezzerebbero” il tuo scritto?!? Senti a me, che come ti ripeto resto nell’anonimato per non ferirti ulteriormente, fai un passo indietro e rifletti su’ ciò che hai pubblicato!!!
Ti assicuro che il produttore non ha alcun piacere ad acquistare i fitofarmaci, ma lo fa’ solo perché è COSTRETTO dalle avversità atmosferiche!

Con affetto,
un tuo conoscente
 
 
#2 un tuo conoscente 2010-05-13 12:40
Carissima Annika,
ti scrivo in anonimato perché sapere chi sono potrebbe turbarti molto. Però, non potendo restare indifferente a quanto da te scritto, voglio puntualizzare alcune cose che mi sono sembrate delle pure fesserie!
Vado per ordine:
- la foto da te pubblicata, non so dove l’hai presa, comunque non mi sembra riferirsi all’uva da tavola. L’uva da tavola nasce e cresce sulle viti e non su piante da orticello (come da foto). Inoltre, nella maggior parte dei casi, tale cartello viene utilizzato come deterrente per eventuali furti e non per segnalare che la zona è avvelenata (altrimenti neanche il proprietario si avvicinerebbe)
- Non so da quanto tempo non ti capita di entrare nel nostro caro paese, ma il cartello recita le testuali parole “BENVENUTI NEL CENTRO DELL’UVA”, dove la varietà Regina non vieni menzionata ormai da tempo.
- Vista la tua tanta esperienza nel campo, tanto da riuscire a fornire risposte a questi quesiti, ti chiedo: Qual è il cocktail chimico che risveglia la natura prima del tempo? Forse a questa domanda potrebbe rispondere tuo zio che come seconda attività va in campagna e spesso l’ho visto in giro con l’atomizzatore!?!
- Poi, saltando un po’ di “Copia-Incolla”, che senso ha dire: “i dati specifici su Noicàttaro non sono pubblici, ma in generale l’uva costituisce l’alimento che presenta il maggior numero di residui”? Se non sono pubblici, perché lo scrivi?
(continua...)
 
 
#1 G.SETTANNI 2010-05-12 18:26
SECONDO ME,TUTTE QUESTE PROBLEMATICHE DEVONO ESSERE AFFRONTATE ALLA SAGRA DELL'UVA,INSIEME AD ALTRI PROGETTI CHE HANNO COME OGGETTO L'UVA A PARTIRE DALLA PRODUZIONE FINO ALLA PROMOZIONE E AL CONSUMO...NON LIMITIAMOCI A FARE SOLO LA SFILATA DEI CARI...CI SAREBBERò TANTE ALTRE BELLE ATTIVITà CHE SICURAMENTE INTERESSANO TUTTI ..CAMBIAMO IL MODO DI VALORIZZARE IL NOSTRO PRODOTTO...NOICATTARO VIVE SULL'UVA, IL MERCATO è CAMBIATO, LE ESIGENZE DEL CONSUMATORE SONO CAMBIATE,IL CONSUMATORE è PIù INFORMATO RISPETTO AL PASSATO,CERCA INFORMAZIONI E LA SUA SCELTAè ANCHE RAZIONALE NON SOLO EMOTIVA,OGGI LE GRANDI AZIENDE CONCENTRANO L'ATTENZIONE SULL'IMPATTO AMBIENTALE E SULLE ESIGENZE SOCIALI...BISOGNA PRODURRE CIò CHE SI VENDE E NON VENDERE CIò CHE SI PRODUCE.....SVEGLIAMOCI..POTREBBE ESSERE TROPPO TARDI,O GIà LO è...CIAOOOO
 

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