Giovedì 09 Dicembre 2021
   
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La Soprintendenza visita i cippi storici rinvenuti nel Fossato. Foto

Noicattaro. La Soprintendenza visita il Fossato front

 

Nel numero del 9 Maggio scorso de “La Voce del Paese” si è dato spazio al casuale rinvenimento, in località Fossato, di due cippi storici recanti la dicitura “Lepantam”, corredata da altre iscrizioni latine più complesse da decifrare su una delle due lapidi. A seguito della scoperta, il professor Vito Didonna, nonché ex assessore alla Cultura, si è immediatamente attivato al fine di stabilire il possibile collegamento fra la battaglia di Lepanto e la comunità nostrana che, lo ricordiamo, vide soccombere le flotte musulmane dell’Impero Ottomano in virtù della maggiore potenza di fuoco e forza combattiva delle galee cristiane della Lega Santa.

L’importanza del ritrovamento ha contemplato il successivo sopralluogo nel sito da parte della Soprintendenza Archeologia della Puglia, guidata dalla dott.ssa archeologa Elena Saponaro e scortata dal su menzionato prof. Vito Didonna. Come sostiene la soprintendente, con buon margine di attendibilità si tratta di un riuso avente il probabile scopo di indicare l’accesso della vicina scala o, forse, la proprietà del piccolo stabile prospiciente ai cippi, ma edificato in epoca successiva, o anche una sorta di percorso dell’acqua. Singolare che su entrambe le lapidi le iscrizioni siano rivolte sullo stesso versante. L’esigenza fu forse determinata dal voler nascondere le iscrizioni presenti o, forse, dal voler dar modo a chiunque di leggerne le diciture incise quando non esistevano ancora altri edifici prospicienti a occultarne la vista.

Se di riuso si tratta, è probabile che la collocazione originaria dei cippi fosse nella piccola chiesa presente nel sito, recante data del 1573, quindi appena successiva alla battaglia di Lepanto. Poiché quest’ultima ebbe luogo nel 1571, difficile al momento stabilire se si tratti di lapidi meramente celebrative o effettivamente attestanti che alla battaglia in questione partecipò anche la città di Noicattaro. Secondo il prof. Didonna il collegamento sarebbe quanto mai opportuno, dal momento che il duca di Noja, Pompeo Carafa, rappresentò il comandante di ben due navi.

Cauta la Soprintendenza: “È prematuro formulare qualsiasi tipo di supposizione; occorre previamente decifrare le iscrizioni riportate, oltre che effettuare un sopralluogo nella vicina chiesa”. Il da farsi è adesso rappresentato dalla richiesta di intervento della Soprintendenza, finalizzato, come si è riferito poc’anzi, al delicato recupero dei cippi storici in oggetto. “Ogni ritrovamento testimonia delle tracce del passato che fa sempre bene ricordare”, riferisce l’archeologa Elena Saponaro. “Sul passato si può costruire un futuro. Il nostro lavoro si basa soprattutto sulla ricerca storica che racconta appunto la storia e le tradizioni dei popoli che ci hanno preceduto. Credo che anche per Noicattaro, una cittadina che storicamente è di origine nobiliare, sia importante ritrovare le origini”.

A proposito di ricerca identitaria, non va infine dimenticato che la strada in cui è avvenuto il ritrovamento è via Antica, la cui toponomastica deriva evidentemente dal ruolo che la stessa ha avuto nel passato, probabile congiunzione tre le vecchie mura e l’ingresso per il paese.


[da La Voce del Paese del 6 Giugno]

Qui alcune foto.

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